domenica 25 gennaio 2026

Recensione di Monstrous Nights. Il ritorno della strega. Foul days Vol. 2 di Genoveva Dimova

 


Monstrous Nights. Il ritorno della strega. Foul days Vol. 2

di Genoveva Dimova

Traduttore:Laura Bortoluzzi

Editore:Il Castoro

Collana:Il Castoro Off

In commercio dal:12 gennaio 2026

Pagine: 396 p., ill.

Genere: Urban fantasy - young adult

Trama 

A Chernograd, Kosara ha riconquistato la sua ombra e persino guadagnato quelle di altre undici streghe, decedute nel mortale matrimonio con lo Zmey, da cui lei stessa è sfuggita per un soffio. Possederle potrebbe garantirle un potere senza precedenti, ma ciò non significa che le ombre siano disposte a obbedire ai suoi ordini. A Belograd, Asen insegue l’unica pista sul suo ultimo caso, uno dei numerosi omicidi di streghe irrisolti. È convinto che dietro a tutto ci sia il boss del contrabbando Konstantin Karaivanov: sulle sue tracce, arriva a un’asta sotterranea di mostri, che lo riporta a Chernograd. Ed è proprio al di là del muro che cominciano a susseguirsi eventi sinistri: nevica a inizio estate, una strega con due ombre viene trovata morta, si avvistano mostri che dovrebbero apparire solo durante i Foul Days. La barriera tra i mondi si sta assottigliando... e Kosara non può fare a meno di pensare che le sue azioni ne siano la causa.

Recensione 

Questo secondo e ultimo volume della Dilogia di Genoveva Dimova inizia sei mesi dopo la conclusione di Foul Days. Asen e Kosara non si vedono e non si parlano dal loro ultimo incontro. Entrambi hanno aspettato inutilmente un gesto o un segno dall'altro. Mentre Kosara cerca di gestire le ombre che la accompagnano dopo aver sconfitto lo Zmey, Asen indaga sull'omicidio di una strega a Belograd. Anche a Chernograd è stata uccisa una strega, gli omicidi sono tremendamente simili e questo porterà Asen e Kosara sulle tracce del boss del contrabbando Konstantin Karaivanov. Inoltre la barriera tra Chernograd e il mondo dei mostri ha delle crepe e si avvistano sempre più mostri che dovrebbero apparire solo durante i Foul Days. Kosara con l'aiuto di Asen dovrà trovare una soluzione per salvare Belograd e Chernograd ma anche i mostri che non sono poi così spaventosi.

Questo libro mi è piaciuto tantissimo come era già successo con il primo volume. Genoveva Dimova si conferma un'autrice di talento che sa mescolare dialoghi divertenti, scene assurde e personaggi pieni di difetti ma coraggiosi. Ho apprezzato soprattutto il fatto che nessun personaggio fosse perfetto, ognuno di loro ha problemi da risolvere, traumi da superare, paure e incertezze. A volte sbagliano e cadono in trappola ma poi si rialzano, si rimboccano le maniche e trovano una soluzione alternativa. Se nel primo volume Kosara viene tradita proprio dai suoi amici per la sua infinita bontà e innocenza, in questo volume è ben radicata in lei la sfiducia nel prossimo. Kosara è convinta di dover fare tutto da sola e per questo si mette costantemente in pericolo, per fortuna Asen, Vila, le streghe e i suoi vicini sono lì per lei nel momento del bisogno. Anche Asen deve affrontare difficoltà sempre maggiori e nonostante la forte attrazione per Kosara non sa se lei ricambia i suoi sentimenti. Mi è piaciuto molto il personaggio di Asen e la sua calma pazienza di fronte alle difficoltà. Mentre Kosara è un turbine di pensieri e movimento la calma serafica di Asen riesce a stabilizzarla. Li adoro insieme e soprattutto ribadisco la mia felicità di leggere i pov di entrambi i protagonisti. Sembra scontato ma vedere i diversi punti di vista emotivi e oggettivi della storia riesce a darmi molta più soddisfazione perché riesco a capire meglio la trama e la profondità dei personaggi. Non aspettatevi però di trovare un libro focalizzato sulla storia d'amore dei protagonisti, qui il fulcro è la magia e l'umanità dei mostri, le battaglie tra buoni e cattivi e soprattutto l'unificazione di due territori divisi con tutto quello che comporta per gli abitanti. La parte romantica è di contorno ma comunque estremamente importante. 

Anche l'ambientazione è meravigliosamente tetra e oscura, passa dall'inverno freddo e rigido di Chernograd, alla calda città di Belograd, al castello bianco e immacolato dello Zmey. Se amate, come me, i fantasy in cui si mescola il folklore slavi, le atmosfere oscure, i mostri, le streghe, i politici corrotti e una grande dose di ironia, allora questa Dilogia Urban fantasy dallo stile confortevole e dolce vi piacerà sicuramente. 

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