martedì 6 ottobre 2026

Recensione di THE BLOOD TRAITOR – LA TRADITRICE DELLA STIRPE di Lynette Noni


 THE BLOOD TRAITOR – LA TRADITRICE DELLA STIRPE

di Lynette Noni

Recensione 

Lynette Noni, dopo questo finale posso ufficialmente dire che non mi fido più di te. 😂

Dopo il cliffhanger devastante di The Gilded Cage, avevo bisogno di sapere cosa sarebbe successo a Kiva, Jaren, Tipp e a tutti gli altri. E The Blood Traitor riparte proprio da lì, riportandoci immediatamente nel caos.

E che caos.

Kiva è di nuovo a Zalindov, esattamente nel luogo dal quale aveva passato il primo libro a cercare disperatamente di fuggire. Solo che questa volta è una persona completamente diversa. Ha perso molto, ha fatto degli errori enormi e soprattutto deve fare i conti con le conseguenze delle proprie scelte.

E questa volta sopravvivere non basta più.

Kiva deve trovare un modo per rimettere insieme i pezzi, affrontare il senso di colpa e cercare di salvare le persone che ama, mentre il regno è sempre più vicino alla guerra.

La cosa che ho apprezzato maggiormente di questo ultimo capitolo è che la storia finalmente si apre completamente. Si esce dai luoghi che ormai conosciamo e parte una vera e propria missione, con viaggi, magia, pericoli, alleanze improbabili e nuovi territori da esplorare.

E io adoro quando un fantasy a un certo punto prende i protagonisti e dice:

“Bene, adesso tutti in viaggio perché abbiamo una missione impossibile da compiere.” 😂

Ma il cuore del libro rimane Kiva.

E quanto è cresciuta questa ragazza?

Nel primo volume era una sopravvissuta. Nel secondo si è ritrovata coinvolta in un mondo completamente nuovo. Qui invece deve imparare a scegliere per cosa vale davvero la pena combattere.

Non è sempre facile stare dalla sua parte. Anzi, alcune sue decisioni mi hanno fatto esasperare parecchio. Però proprio questo mi è piaciuto: Kiva non è perfetta, sbaglia, si lascia divorare dai sensi di colpa, prende decisioni discutibili e deve imparare a convivere con le conseguenze.

E poi c'è Jaren.

Dopo quello che è successo nel secondo libro, il loro rapporto è un concentrato di dolore, rabbia, incomprensioni e sentimenti ancora impossibili da ignorare.

Io per buona parte della lettura ero praticamente così:

“PARLATEVI.”

“DITEVI QUELLO CHE PENSATE.”

“BASTA FARE I TESTARDI.” 😂

Ma proprio perché il loro rapporto non viene risolto con uno schiocco di dita, ho apprezzato il percorso che devono affrontare.

E poi ci sono loro: Tipp, Caldon, Cresta, Naari, Ashlyn e tutti gli altri.

Questa serie mi ha conquistata anche per la sua found family. Personaggi diversi tra loro, con ferite e segreti differenti, che finiscono per diventare una squadra e soprattutto una vera famiglia.

Cresta in particolare mi ha sorpresa tantissimo. Ha quella combinazione di sarcasmo, forza e schiettezza che in mezzo a tutto il dramma della storia è una boccata d'aria fresca.

E naturalmente Noni non poteva lasciarci tranquilli nemmeno nel capitolo conclusivo.

Ci sono magia, combattimenti, tradimenti, rivelazioni, sacrifici, segreti, rapimenti, viaggi e colpi di scena che continuano a cambiare le carte in tavola.

E quando finalmente sono arrivata alle ultime pagine avevo quella sensazione stranissima che arriva quando finisci una serie a cui ti sei affezionata:

non volevo sapere soltanto come sarebbe finita. Non volevo proprio salutare questi personaggi.

The Blood Traitor per me è stato un finale pieno di emozioni. Non perfetto, perché alcune scelte mi hanno fatto arrabbiare e in certi momenti avrei voluto scuotere Kiva, ma nel complesso mi ha dato quello che cercavo: un'avventura, una crescita dei personaggi, tanta tensione e una conclusione che chiude il cerchio.

E ripensando all'intera trilogia, la cosa che mi colpisce è quanto sia cambiata Kiva.

La ragazzina che all'inizio pensava soltanto a sopravvivere a Zalindov arriva alla fine a comprendere che vivere significa anche scegliere, rischiare, amare e combattere per ciò in cui crede.

E io ho amato accompagnarla in questo viaggio.

🩸 Una trilogia che mi ha fatto soffrire, arrabbiare, sospirare e urlare più di una volta.

Ma soprattutto una di quelle storie che, una volta arrivata all'ultima pagina, ti lascia quella sensazione malinconica del:

“E adesso cosa leggo?” 🥹

The Prison Healer mi ha conquistata.

The Gilded Cage mi ha distrutta.

The Blood Traitor mi ha definitivamente fregata. 🖤

E sì, Lynette Noni…

ti perdono. Ma solo perché ho amato questa trilogia. 😂

lunedì 5 ottobre 2026

Recensione di Sei di corvi. Una riva oscura di Leigh Bardugo

 


Sei di corvi. Una riva oscura 

di Leigh Bardugo 

Editore: Mondadori

Collana: Fantastica

Genere: Fantasy

Universo narrativo: Grishaverse

Pagine: 66

Pubblicazione italiana: 22 settembre 2026

Trama

Da Leigh Bardugo, una nuova storia ambientata nel GrishaVerse: un intrigo ricostruito grazie al ritrovamento di alcuni documenti che si svolge dopo gli eventi de Il regno corrotto.

I mercanti di Ketterdam sono sotto attacco. I loro loschi affari sono stati smascherati, le loro navi affondate, gli schiavisti braccati, come fanno con le loro vittime. Tutto opera di una misteriosa capitana pirata e della sua nave, la Spettro. Ora due investigatori collaborano per scoprire la verità dietro un massacro avvenuto in mare. Tra le prove: la corrispondenza privata fra il famigerato criminale Kaz Brekker e una marinaia anonima a bordo della Spettro conosciuta solo come "I". Seguite l'indagine per risolvere il mistero del disastro ed esplorate il GrishaVerse come mai prima d'ora con le nuove illustrazioni di E.K. Belsher, le musiche originali di E. Aaron Wilson e gli oggetti collezionabili relativi al racconto.

Recensione 

Ci sono mondi letterari dai quali è davvero difficile prendere le distanze. E per me Ketterdam è sicuramente uno di questi.

Dopo aver amato Sei di corvi e Il regno corrotto, tornare nel Grishaverse attraverso Una riva oscura è stata un'esperienza particolare, soprattutto perché questo volume non è il classico seguito che ci si potrebbe aspettare. Leigh Bardugo sceglie infatti di raccontare una nuova storia in maniera completamente diversa, trasformando il lettore in una sorta di investigatore.

La vicenda è ambientata dopo gli eventi de Il regno corrotto. Ketterdam è ancora una città pericolosa, fatta di affari loschi, tradimenti e persone disposte a tutto pur di ottenere ciò che vogliono. Ma qualcosa sta cambiando.

Le attività dei mercanti vengono smascherate, le navi affondano e gli schiavisti diventano il bersaglio di una misteriosa capitana pirata e della sua nave, la Spettro.

Quando due investigatori iniziano a indagare su un terribile massacro avvenuto in mare, si ritrovano davanti a una serie di documenti, testimonianze e indizi che sembrano nascondere una verità molto più grande.

Ed è proprio qui che entra in gioco la particolare struttura del libro.

Non abbiamo una narrazione tradizionale, ma lettere, documenti, testimonianze, illustrazioni e altri materiali che dobbiamo mettere insieme poco alla volta per ricostruire ciò che è realmente accaduto.

È quasi come avere tra le mani un fascicolo pieno di indizi e dover essere noi a collegare tutti i pezzi.

E tra questi documenti c'è qualcosa che, per chi ha amato la duologia originale, ha un peso emotivo ancora maggiore: le lettere di Inej e Kaz.

Leggere la loro corrispondenza è stata una vera emozione. Ritrovare questi personaggi, anche attraverso delle semplici lettere, mi ha riportata immediatamente dentro alle sensazioni che avevo provato leggendo Sei di corvi e Il regno corrotto.

E poi ci sono Jesper e gli altri personaggi che abbiamo imparato ad amare, che tornano a vivere anche attraverso le bellissime illustrazioni presenti nel volume.

Per me questa è stata una delle parti più emozionanti della lettura: vedere rappresentati visivamente personaggi tanto amati, riconoscerne i volti e ritrovare ancora una volta quell'atmosfera che ha reso il Grishaverse così speciale.

Ma il libro riserva anche altre piccole sorprese.

Dentro le buste si trovano spartiti musicali, illustrazioni e altri materiali, e aprirle diventa quasi parte integrante della storia. Non è più soltanto una questione di leggere delle pagine: è proprio l'atto di scoprire cosa si nasconde dentro ogni documento a rendere l'esperienza così particolare.

Ketterdam, poi, rimane uno degli elementi che ho apprezzato maggiormente. È una città che sembra avere una vita propria: oscura, pericolosa, piena di contraddizioni e di segreti. Un luogo in cui non puoi mai sapere davvero di chi fidarti e dove ogni dettaglio può nascondere qualcosa.

Leigh Bardugo dimostra ancora una volta quanto sia forte l'identità di questo mondo, riuscendo a farci tornare tra le sue strade anche attraverso una storia molto più breve e costruita in maniera insolita.

✨ Vale la pena leggerlo?

Se avete amato Sei di corvi e Il regno corrotto, secondo me sì.

Ma è importante partire con le aspettative giuste.

Una riva oscura non è un terzo romanzo della duologia e non va letto aspettandosi una nuova grande avventura dei Corvi strutturata come i libri precedenti. È qualcosa di diverso: un racconto speciale, più breve, che approfondisce il mondo del Grishaverse attraverso misteri, documenti, corrispondenze e materiali da scoprire.

Ed è proprio questa la sua particolarità.

Per me, però, il vero valore di questo volume è stato soprattutto tornare a Ketterdam e ritrovare personaggi che mi erano mancati. Leggere le lettere di Kaz e Inej, vedere le illustrazioni di personaggi tanto amati e scoprire cosa si nascondeva dentro le buste mi ha regalato una sensazione quasi nostalgica.

È come se Leigh Bardugo ci avesse concesso qualche ora in più in compagnia dei Corvi, prima di lasciarli andare definitivamente.

Se non avete ancora letto la duologia, invece, vi consiglio assolutamente di partire da Sei di corvi e Il regno corrotto: questo volume va affrontato conoscendo già la storia e i suoi protagonisti.

Perché, diciamocelo...

quando si parla dei Corvi, non è mai davvero facile dire addio.

mercoledì 30 settembre 2026

Recensione di The knave and the moon di Rachel Gillig

 


The knave and the moon

di Rachel Gillig

Editore:Giunti Editore

In commercio dal:23 settembre 2026

Pagine:448 p., Rilegato

Trama 

La cattedrale di Aisling è un cumulo di macerie e i terremoti devastano il regno. Si dice che Rodrick Myndacious, Bartholomew e Maude Bauer siano morti, e il Re Castor ha preso in moglie Sybil Delling, l'ultima Divinatrice. Per celebrare la loro unione e consolidare il proprio potere, il Re organizza una serie di spettacolari tornei in tutti i borghi. Prigioniera e tenuta sotto l'effetto di droghe, Sybil rimane determinata a sconfiggerlo come un tempo fece con gli Omen, anche a costo di distruggere la fede del regno e se stessa. Ma poi sull'arena compare un uomo misterioso, senza nome e senza passato, che potrebbe essere la chiave di Sybil per annientare il Re, salvare le creature magiche e finalmente cambiare le cose nel Regno di Stonewater. Perché, in una terra dove le storie sono destinate a ripetersi e dove un Re può dimostrarsi crudele quanto un dio, l'unico modo per distruggere davvero la fede è salvarla.

Recensione 

Dopo il finale di The Knight and the Moth avevo assolutamente bisogno di sapere cosa sarebbe successo a Sybil, Rodric e Bartholomew. E devo dire che Rachel Gillig non ci fa aspettare molto prima di riportarci esattamente dove ci aveva lasciati: Sybil è nelle mani di Benji, costretta a diventare la sua regina, mentre Rodric e Bartholomew sono lontani da lei e in condizioni tutt'altro che buone.

In questo secondo volume Sybil mi è piaciuta ancora di più. Se nel primo libro doveva imparare a conoscere se stessa e a fidarsi delle proprie capacità, qui la vediamo finalmente consapevole della propria forza, anche quando tutto sembra essere contro di lei. La sua lotta per riconquistare la libertà e smascherare definitivamente i piani di Benji mi ha tenuta incollata alle pagine.

E poi c'è Rodric. ❤️

Il loro rapporto continua a essere uno degli aspetti che ho amato di più della storia. Dopo tutto quello che è successo nel primo libro, il loro legame viene messo duramente alla prova e ci sono momenti in cui avrei voluto solo prendere Sybil e Rodric e metterli al sicuro lontano da tutto e da tutti. 😂

Ma il personaggio che continua ad avere un posto speciale nel mio cuore è senza dubbio Bartholomew. Il mio gargoyle preferito è ancora una volta buffo, permaloso e adorabile, ma anche capace di regalare alcuni dei momenti più emozionanti della storia. 🥹

Mi è piaciuto ritrovare anche Maude, con quella sua forza e quell'istinto protettivo che avevo apprezzato tantissimo nel primo volume. E proprio il suo percorso in questo libro mi ha regalato alcuni dei momenti più dolorosi della duologia.

La parte che ho apprezzato maggiormente è stata vedere come tutti i misteri e i segreti del primo libro trovassero finalmente una spiegazione. La storia degli Omen, della cattedrale e delle divinatrici arriva alla sua conclusione, mentre Sybil deve affrontare ancora una volta chi vuole utilizzare il suo potere per controllare il regno.

E il finale… preparatevi perché Rachel Gillig vuole farci soffrire fino all'ultima pagina. 😭 Il confronto con Benji, le perdite e tutto quello che succede a Bartholomew e Maude mi hanno davvero spezzato il cuore. Allo stesso tempo, l'epilogo, ambientato molti anni dopo, riesce a dare una conclusione alla storia di Sybil e Rodric e a chiudere il cerchio della duologia. 

Forse, rispetto al primo libro, ho sentito maggiormente il peso della parte politica e delle vicende legate al regno, ma l'atmosfera gotica, la magia, le creature fantastiche e soprattutto i personaggi sono rimasti esattamente gli elementi che mi avevano conquistata.

Rachel Gillig conferma ancora una volta di essere un'autrice che riesce a creare mondi strani, oscuri e affascinanti, con personaggi che è impossibile non affezionarsi a.

Se avete amato The Knight and the Moth, non potete assolutamente fermarvi al primo libro: questa storia ha bisogno del suo finale. 🖤🌙

lunedì 21 settembre 2026

Recensione di La regina di spine di Sasha Peyton Smith

 


🌹 La regina di spine

Di Sasha Peyton Smith

🌹 Genere: Romantasy · Fantasy · Romance · Young Adult

👑 Serie: The Rose Bargain, vol. 2 — dilogia

📖 Editore: Mondadori

📄 Pagine: circa 350

Trama

Dopo aver conquistato la mano di Bram, il re delle fate, Ivy è ora la regina d'Inghilterra. Ma l'ascesa al trono del marito ha scatenato il popolo fatato che, dopo centinaia di anni di lontananza dal mondo degli umani, ora cerca di recuperare il tempo perduto con festeggiamenti crudeli che travolgono l'intero Paese.

Per sopravvivere, Ivy recita la parte della moglie dolce e devota, ma dietro il suo sorriso non fa che pensare a un modo per esiliare il marito, salvare la sorella Lydia e ricongiungersi con l'amore della sua vita, Emmett.

Entrambi sono intrappolati nell'Altro Mondo, l'oscura e affascinante dimora delle fate, dove i giochi di corte sono più letali che mai. La prova più mortale di tutte, però, attende proprio Ivy: un'ultima e disperata competizione per la corona.

Il destino dei due regni, l'Inghilterra e l'Altro Mondo, dipenderà solo da quanto la regina sarà disposta a osare.

Recensione

Dopo aver apprezzato molto Il patto della rosa, ero davvero curiosa di scoprire come sarebbe proseguita la storia di Ivy, soprattutto dopo quel finale che mi aveva lasciata con il fiato sospeso. Devo però essere sincera: La regina di spine non mi è piaciuto quanto il primo volume e, nonostante avesse tutti gli ingredienti che avevo amato, questa volta ho fatto più fatica a lasciarmi coinvolgere.

Ivy si ritrova in una situazione completamente diversa: è diventata regina, ma la corona è ben lontana dal rappresentare quella libertà e quella sicurezza che si potrebbe immaginare. Al contrario, porta con sé responsabilità, intrighi, segreti e soprattutto il continuo dubbio su chi sia davvero dalla sua parte.

Ho apprezzato il modo in cui Ivy deve imparare a gestire il potere. Nel primo libro avevo amato tantissimo la sua lucidità e la capacità di mettere la famiglia e la libertà dell'Inghilterra davanti ai propri sentimenti, e anche qui questa parte del suo carattere rimane molto forte. Ora, però, le sue decisioni hanno conseguenze ancora più grandi e riguardano non soltanto lei, ma anche le persone che ama e il destino di un intero regno.

La cosa che mi ha tenuta maggiormente legata alla storia è stata sicuramente la situazione di Emmett. Dopo quello che era successo nel primo volume, sapere che è rinchiuso nelle segrete, affamato e alla mercé dei suoi nemici, mentre Ivy non sa nemmeno dove si trovi, crea una tensione che mi ha fatto continuare a leggere per capire quando sarebbe arrivata la verità.

E proprio Ivy ed Emmett sono stati, per me, anche una delle parti più complicate di questo secondo volume. Il loro rapporto è un continuo tira e molla: lui continua a nascondere delle cose, lei scopre segreti, perdona, poi arrivano nuove complicazioni. Il loro grande amore li porta persino a dover fingere davanti a Bram, creando ancora più confusione e tensione.

Ho trovato interessante anche il rapporto tra Ivy e Bram, soprattutto perché la situazione diventa molto più complessa rispetto al primo libro. Ivy non riesce a lasciarsi completamente alle spalle ciò che è successo e il rapporto di amicizia tra Bram ed Emmett continua a essere una presenza importante. A tratti si percepisce anche una certa gelosia da parte sua, proprio perché quel legame tra i due rimane molto forte.

Una cosa che invece mi è mancata parecchio sono state le migliori amiche di Ivy. Nel primo libro avevano avuto un ruolo molto più importante ed erano quasi protagoniste insieme a lei. Qui, invece, rimangono molto più marginali e, personalmente, avrei voluto ritrovare maggiormente quella complicità e quell'amicizia che avevo apprezzato così tanto.

Ho apprezzato invece che la componente fantasy abbia finalmente più spazio. Nel primo volume avrei voluto conoscere maggiormente il mondo dei Fae e qui l'Altro Mondo viene approfondito, con più magia, regole, pericoli e segreti. È una parte che ho trovato affascinante e che avrebbe potuto essere esplorata ancora di più.

Anche gli intrighi di corte, le alleanze e i giochi di potere aumentano, ma forse è proprio qui che ho avuto qualche difficoltà: la storia mi è sembrata a tratti più pesante e meno coinvolgente rispetto al primo volume.

Il primo libro mi aveva regalato tantissime emozioni e mi aveva fatto affezionare profondamente ai personaggi. In questo secondo volume, invece, ho avuto spesso la sensazione che mancasse quella scintilla. Alcune dinamiche mi sono sembrate ripetitive e il continuo susseguirsi di segreti, perdoni e nuovi problemi non è riuscito a coinvolgermi allo stesso modo.

Anche arrivare alla fine è stato un po' faticoso, cosa che mi dispiace particolarmente perché avrei voluto amare questo secondo volume almeno quanto il primo.

Nel complesso, quindi, ho trovato La regina di spine interessante per l'evoluzione di Ivy, per la parte fantasy e per la conclusione della storia, ma non mi ha dato le stesse emozioni de Il patto della rosa.

🌹 È comunque stato bello accompagnare Ivy, Lydia ed Emmett fino alla fine. E una cosa è certa: Emmett rimane il mio personaggio preferito. 🥹❤️

Avete letto questa dilogia? Avete preferito il primo o il secondo volume?

mercoledì 16 settembre 2026

Recensione di West of Wicked. The great and terrible land Vol. 1 di Nikki St. Crowe

 


West of Wicked. The great and terrible land Vol. 1

di Nikki St. Crowe

Traduttore:Clara Segreti

Editore:Mondadori

Collana:Oscar fantastica fantasy

Formato:Tascabile

In commercio dal:1 settembre 2026

Pagine:324 p., Brossura

Serie: The Great and Terrible Land #1

Genere: Dark fantasy, retelling, romance

Trama 

Dorothy Gale non ricorda nulla prima dei cinque anni, quando, durante una tempesta, è stata accolta nella fattoria del Kansas che da allora è la sua casa. E adesso è di nuovo un tornado a stravolgerle la vita, trasportandola nell'oscuro e misterioso regno di Oz. Disperata, Dorothy si mette in cammino sulla Strada di Mattoni Gialli, alla ricerca del mago che vive nella Città di Smeraldo, seguendo il consiglio della strega Buona del Nord, che la esorta a stare alla larga da mostri della foresta, mercenari senza cuore e streghe cattive. Non passa molto tempo prima che Dorothy scopra il lato oscuro di Oz, imbattendosi in un uomo picchiato a sangue e legato a un palo in un campo di mais, come uno spaventapasseri. Una volta liberato, il misterioso e affascinante straniero prosegue il viaggio con lei. Rook non ricorda nulla del suo passato, eppure sembra capire Dorothy come nessuno è mai riuscito a fare. Ma poi i due incontrano il famigerato uomo senza cuore, il Boscaiolo di Stagno con la sua ascia, e Dorothy capisce che Rook potrebbe nascondere molti segreti. Perché nulla e nessuno è ciò che sembra nella terra maledetta di Oz... forse nemmeno Dorothy.

Recensione 

Ci sono storie che prendono qualcosa che conosciamo da sempre e lo trasformano completamente. West of Wicked è proprio questo: una rivisitazione adulta e oscura de Il mago di Oz, capace di trascinare il lettore in un Oz molto lontano da quello fiabesco che ricordiamo.

L'apertura, “A tutte le ragazze che cercano una strada di casa”, mi ha incuriosita immediatamente. È una frase semplice, ma perfettamente in sintonia con una storia che parla di ricerca, appartenenza e desiderio di trovare il proprio posto nel mondo.

E forse è proprio attraverso Dorothy che questo concetto diventa più evidente.

«Penso che sia questo a terrorizzarmi di più: il pensiero di svegliarmi ogni mattina ed essere vuota, che tutto ciò che sono mi venga risucchiato dalle ossa e assorbito dalla terra spietata.»

Credo che questa frase sia una delle chiavi per comprendere davvero Dorothy e il suo rapporto con il Kansas.

A prima vista, Dorothy ha una vita che dovrebbe renderla felice. Ha accanto un ragazzo dolce, gentile e premuroso, che ogni settimana le chiede di sposarlo. Eppure quella vita non le basta. Quella gentilezza, che dovrebbe rappresentare sicurezza e amore, per lei sembra quasi una gabbia.

È troppo educato, troppo prevedibile, troppo lontano da ciò che Dorothy sente di desiderare.

Perché dentro di sé avverte il bisogno di qualcosa di diverso: qualcosa di oscuro, intenso e possessivo.

Dorothy non si sente parte del luogo in cui è cresciuta. Il Kansas dovrebbe essere casa, ma per lei non lo è mai stato veramente. C'è una costante sensazione di estraneità, come se una parte di lei appartenesse a un luogo che ancora non conosce.

E poi c'è quella domanda sul suo passato che non ha mai smesso di tormentarla: chi era la donna che l'ha abbandonata? Perché l'ha lasciata? E da dove viene davvero Dorothy?

La ricerca di queste risposte diventa inevitabilmente anche una ricerca dentro se stessa.

Dorothy, infatti, non è una protagonista semplice. Non si fida facilmente, fatica a lasciarsi andare e sembra incapace di accettare un amore che non corrisponda a ciò che sente di desiderare. La sua psicologa arriva persino a dirle che non sa amare.

E forse è proprio questo uno degli aspetti che ho trovato più interessanti del suo personaggio: Dorothy non sembra sapere cosa farsene dell'amore quando questo arriva nella forma che tutti considererebbero giusta. Lei cerca qualcosa che non sa ancora definire, ma che sente profondamente di desiderare.

Poi arriva Oz.

Ed è qui che West of Wicked cambia completamente atmosfera.

Nikki St. Crowe prende gli elementi che conosciamo de Il mago di Oz e li porta in una dimensione adulta, dark e decisamente più pericolosa. Dorothy, Oz, il Mago, lo Spaventapasseri e gli altri personaggi acquistano nuove sfumature e nulla è più innocente come nella fiaba che conosciamo.

Il mondo costruito dall'autrice è cupo e affascinante, pieno di magia, misteri, segreti e personaggi tutt'altro che rassicuranti. Il riferimento all'opera originale è evidente, ma non ci troviamo davanti a una semplice riproposizione della storia: il retelling prende una strada propria e ne dà una nuova interpretazione.

Ho apprezzato soprattutto il modo in cui questa rivisitazione non si limita a cambiare l'ambientazione, ma cerca di dare un nuovo significato anche alla protagonista. Il viaggio di Dorothy diventa così qualcosa di più di un'avventura in un mondo sconosciuto: è la scoperta di una parte di sé che in Kansas non riusciva nemmeno a riconoscere.

E forse Oz non rappresenta soltanto un altro mondo.

Forse rappresenta il luogo in cui Dorothy può finalmente scoprire chi è davvero.

«La speranza sembrava una fiaba.

L'amicizia una menzogna.

Il potere una droga.»

Una delle cose che ho apprezzato maggiormente è stata anche la scrittura di Nikki St. Crowe. L'ho trovata scorrevole e coinvolgente, capace di creare un'atmosfera particolare senza rendere la lettura pesante. La storia mi ha spinta a voler continuare, soprattutto per capire meglio i personaggi e i misteri che circondano questo mondo.

Anche la componente romance ha avuto un ruolo importante. La dinamica tra i personaggi è molto più oscura rispetto a quella che Dorothy conosce nel Kansas e si avvicina proprio a quel tipo di relazione intensa e possessiva che lei stessa sente di desiderare.

La parte spicy è decisamente adulta e si inserisce bene nel tono generale della storia. Le scene più esplicite non sono quindi un elemento marginale, ma fanno parte integrante delle dinamiche tra i personaggi.

⚠️ Trigger warning: è importante sapere prima di iniziare che il libro contiene linguaggio esplicito, scene sessuali, violenza, sangue e situazioni particolarmente crude. Consiglio quindi di verificare i contenuti presenti prima della lettura.

E devo ammetterlo: mi è piaciuto davvero tanto. 🖤

Ho un debole per i retelling e adoro quando un'autrice riesce a prendere una storia familiare e darle una nuova identità. West of Wicked mi ha conquistata proprio per questo: perché dietro una storia che pensavo di conoscere ho trovato qualcosa di completamente diverso.

Il finale, poi, mi ha lasciata con parecchie domande e soprattutto con la voglia di scoprire cosa succederà a Dorothy ora che ha iniziato a conoscere una parte di sé che per tanto tempo è rimasta nascosta.

In conclusione

West of Wicked è stata una lettura che mi ha conquistata per la sua atmosfera, per la reinterpretazione dei personaggi e soprattutto per una Dorothy molto diversa da quella che siamo abituati a conoscere.

Non è il Mago di Oz che ricordiamo da bambini: è più oscuro, sensuale, violento e pieno di segreti. Ma soprattutto è la storia di una ragazza che non riesce a sentirsi a casa nel luogo in cui è cresciuta e che deve attraversare un mondo completamente nuovo per iniziare a capire cosa desidera davvero.

E io, adesso, sono decisamente curiosa di scoprire dove porterà il suo viaggio.

Consigliato a chi ama i retelling dark, il fantasy, il romance spicy e i personaggi moralmente ambigui. 🖤✨

mercoledì 2 settembre 2026

Recensione di Una zitella d'oro di Rebecca Quasi

 


Una zitella d'oro

di Rebecca Quasi

Editore:Mondadori

Collana:Omnibus

In commercio dal:14 luglio 2026

Pagine:312 p., Brossura

Trama 

Miss Cecily Higgins, come ogni fanciulla che si rispetti, è alla ricerca di un marito. Dotata di un'intelligenza vivace e di un certo pragmatismo, si prepara alla stagione mondana con piglio scientifico, riempiendo pagine e pagine di quaderni con le strategie più sofisticate per affrontare la caccia all'uomo. Cecily è persino disposta ad accontentarsi, in fondo sa di non essere ricca e di non provenire da una famiglia importante: non c'è spazio per indugiare in fantasticherie romantiche. Sfortunatamente, la ragazza non ha fatto i conti con la sfacciataggine del duca di Wessex, il gentiluomo più ambito dell'alta società, che una sera la invita a danzare per scommessa. Nonostante l'impaccio, l'attrazione fra i due è palpabile, ma le gerarchie sociali non permettono altro, oltre a quel ballo. In compenso, l'innocuo gioco del duca si trasforma in un evento capace di mutare il destino della fanciulla. Un solo giro di valzer basta a fare di Miss Higgins una zitella. Quando lei e Wessex anni dopo si rincontrano, Cecily non è più la stessa, ha accantonato ogni velleità matrimoniale, i balli e gli abiti sfarzosi sono solo un ricordo. La ragazza di un tempo ha lasciato il posto a una giovane donna che ha scoperto le lusinghe dell'indipendenza e l'eccitazione della libertà. Due qualità irresistibili, sufficienti a far capitolare un duca. Ma come si fa a sedurre una dama che ha giurato di restare zitella?

Recensione 

Ci sono romanzi che arrivano proprio nel momento giusto, e Una zitella d’oro per me è stato uno di questi: una lettura frizzante, raffinata e romantica che mi ha fatto finalmente uscire dal blocco del lettore. E che sorpresa è stata scoprire Rebecca Quasi! Questo è il primo suo romanzo che leggo, ma sicuramente non sarà l’ultimo.

Ho adorato Miss Cecily Higgins. È una protagonista intelligente, pragmatica e perfettamente consapevole di ciò che vuole dalla vita. Dopo due stagioni in società senza aver ricevuto neppure una proposta di matrimonio, la perdita dei genitori la porta a riflettere ancora più profondamente sul proprio futuro. Cecily capisce di non desiderare affatto un marito e, soprattutto, di non voler cambiare la propria vita per conformarsi alle aspettative della società.

Quando lo zio le permette di occuparsi della proprietà di famiglia, trova finalmente la sua dimensione: si dedica alla gestione della tenuta, aiuta i giovani a studiare e cerca per loro opportunità di lavoro. Una vita che le piace e che sente profondamente sua.

Poi, naturalmente, arriva lui: il Duca di Wessex, uno degli uomini più ambiti dell'alta società.

Il loro primo incontro nasce quasi per gioco, quando il duca, spinto da un esperimento sociale organizzato dai suoi amici, invita Cecily a ballare durante la sua seconda stagione. I due si rincontrano poco dopo e lui la accompagna in carrozza, ma Cecily non lascia esattamente un'impressione indimenticabile. Tanto che il duca finisce per non pensarci più… almeno fino a quando, anni dopo, il destino li fa incontrare nuovamente.

E lì qualcosa cambia.

Cecily è diventata una donna più sicura, spigliata e consapevole di se stessa, e il duca rimane completamente folgorato dal suo cambiamento. Più cerca di avvicinarsi, più cresce il suo desiderio di trascorrere del tempo con lei. Peccato che Cecily, molto più prudente, continui a mantenere le distanze.

Ho trovato la loro dinamica davvero irresistibile. Mi è piaciuto soprattutto il modo in cui la storia riesce a giocare con le aspettative del romance storico senza perdere eleganza e ironia. I personaggi sono ben costruiti, hanno personalità e caratteristiche che li rendono memorabili, e l'ambientazione tra balli, tenute di campagna e vita mondana è riuscita a conquistarmi completamente.

È un romanzo scritto molto bene, divertente ma anche capace di regalare momenti più profondi. Ho amato Cecily, ho sorriso per le situazioni in cui si ritrova coinvolta e mi sono goduta fino in fondo il corteggiamento del duca.

Insomma, ho amato praticamente tutto di questa storia. ❤️

Sono felicissima di aver scoperto Rebecca Quasi e, dopo questa prima lettura, ho già voglia di recuperare gli altri suoi romanzi. Se sono tutti così, credo proprio di aver trovato una nuova autrice da tenere d'occhio!


martedì 25 agosto 2026

Recensione di La mia scommessa sei tu. The front runner di Elsie Silver

 


La mia scommessa sei tu. The front runner
di Elsie Silver

Traduttore:Valentina Legnani, Valentina Lombardi
Editore:Newton Compton Editori
Collana:Anagramma
In commercio dal:31 marzo 2026
Pagine:320 p., Brossura

Trama 

A Stefan spetta il titolo di nemico pubblico numero uno di Ruby Creek, eppure Mira non riesce a stargli lontano. A Ruby Creek nessuno vuole avere a che fare con Stefan Dalca. È l'uomo che tutti evitano: un solitario dal passato ingombrante, lo sguardo tagliente e una reputazione discutibile. Stefan preferisce così. Gli bastano i suoi cavalli e il silenzio del suo ranch. Finché Mira Thorne non bussa alla sua porta. La brillante veterinaria del paese lo ha sempre tenuto a distanza, fino al giorno in cui un puledro, rimasto orfano, le lascia un'unica scelta: rivolgersi proprio a Stefan, affinché la sua cavalla possa salvare il piccolo. Lui accetta di aiutarla, ma non senza dettare le sue condizioni. Mira dovrà concedergli in cambio tre appuntamenti, seguendo tre semplici regole: non dovrà dirlo a nessuno, non dovrà toccarlo e, soprattutto, non dovrà innamorarsi di lui. Più facile a dirsi che a farsi. A ogni uscita, Mira scopre un uomo ben diverso dal “cattivo” di cui Ruby Creek sussurra da anni. Un uomo che la osserva con un'intensità capace di scompaginarle l'anima. Che la ascolta come nessuno ha mai fatto. Che sotto la scorza da fuorilegge nasconde un cuore che non dovrebbe desiderare e che, invece, la attrae ogni giorno di più. Così, all'improvviso, Mira si rende conto che infrangere le regole non le è mai parso più giusto...

Recensione 

La mia scommessa sei tu è il terzo volume della trilogia "Chestnut Springs" di Elsie Silver e, forse, quello che mi è piaciuto di più. Anche se, a essere sincera, ormai posso dirlo: mi sono piaciuti tantissimo tutti e tre i libri.

Questa volta torniamo a Ruby Creek, tra il ranch, i cavalli e quell'atmosfera che ho apprezzato davvero tantissimo. Al centro della storia troviamo Stefan Dalca, un uomo che avevamo conosciuto come il presunto “cattivo” della situazione e che Billy Black, in particolare, non riesce proprio a sopportare. Eppure, pagina dopo pagina, Stefan ci mostra un lato completamente diverso di sé.

Ho trovato davvero affascinante la sua storia e soprattutto il modo in cui l'autrice riesce a far emergere il suo lato tenero e vulnerabile. La sua infanzia è stata tutt'altro che semplice: suo padre era violento con sua madre e, dopo la morte dei genitori in un incidente aereo, Stefan e sua sorella sono rimasti orfani. Lui ha sempre cercato di proteggerla e, allo stesso tempo, porta dentro di sé il senso di colpa per essere partito e averla lasciata sola.

Ora che sua sorella è a Ruby Creek con lui, Stefan cerca in tutti i modi di starle vicino e di aiutarla. Anche Mira Thorne avrà un ruolo importante in questo percorso, aiutandola a inserirsi nella sua nuova vita e facendola diventare la sua assistente alla clinica veterinaria.

E poi c'è Mira, con cui Stefan instaura una relazione intensa e passionale. La loro storia d'amore mi è piaciuta tantissimo, anche perché non è tutto immediato e semplice. Mira, infatti, inizialmente fatica persino a raccontare alle sue amiche di essersi innamorata di lui e tiene nascosta la loro relazione. Per Stefan questo è doloroso, soprattutto perché sente di essere finalmente riuscito a mostrarsi per quello che è davvero.

A conquistarmi, però, è stata soprattutto la parte legata ai cavalli. Stefan si ritrova ad avere una cavalla che ha perso il suo puledro, mentre Billy si trova con un puledro rimasto senza la madre, e le circostanze porteranno i due a dover collaborare. Mira, in qualità di veterinaria del ranch di Stefan, dovrà seguire da vicino il puledro, che è in condizioni molto delicate: è debilitato, debole e ha bisogno di cure e attenzioni costanti. Sarà proprio attraverso questa situazione che si creerà un legame speciale e molto tenero tra il puledro e la cavalla di Stefan, che finirà per accoglierlo come se fosse il suo. Ho trovato tutta questa parte davvero emozionante e commovente, soprattutto perché permette di vedere ancora una volta il lato più dolce e sensibile di Stefan.

È una situazione che ho trovato tenerissima, emozionante e davvero commovente. E proprio attraverso queste scene Stefan riesce a mostrare ancora una volta tutta la sua dolcezza, dietro quella corazza che aveva costruito negli anni.

Anche quando Mira scopre e affronta alcuni aspetti importanti del passato di Stefan, la loro relazione viene messa alla prova. Ci sono segreti, paure e ferite che devono essere affrontati prima che entrambi possano lasciarsi andare completamente.

La mia scommessa sei tu è un romanzo che mi ha conquistata sotto tantissimi aspetti: la storia d'amore, l'ambientazione del ranch, i cavalli, i personaggi e soprattutto il percorso di Stefan, che da personaggio apparentemente difficile da comprendere diventa uno dei protagonisti che ho amato di più.

È una storia coinvolgente, passionale, tenera e commovente, capace di alternare momenti più leggeri ad altri decisamente più emozionanti. Un libro che mi ha letteralmente tenuta incollata alle pagine lasciandomi con la sensazione di aver trovato tre storie che, ognuna a modo suo, mi hanno regalato tantissimo.

Una saga che, se amate i romance ambientati in ranch, cavalli e piccole comunità, vi consiglio assolutamente!

giovedì 13 agosto 2026

Recensione di Alberi dalle mele d'oro di Scarlett St. Clair

 


Alberi dalle mele d'oro

di Scarlett St. Clair

Traduttore:Rossella Pinto

Editore:Ne/oN

In commercio dal:22 luglio 2026

Pagine:224 p., Brossura

Titolo originale:Apples Dipped in Gold

Trama 

Un Retelling in chiave dark. Una storia d’amore Enemies to Lovers che intreccia in una rivisitazione gotica di Cenerentola, una tensione inebriante, una passione proibita e un worldbuilding coinvolgente.

Rimasta orfana in gioventù, Samara è da anni sotto la tutela dei suoi tre orribili fratelli. Proprio quando pensa di non poter sopportare un’altra giornata di maltrattamenti, un bel principe chiede la sua mano. Ma durante il viaggio verso il suo nuovo regno, la carrozza viene assalita e Samara è costretta a seguire Lore, il temuto principe della Belladonna. Oscuro, enigmatico e avvolto da una magia velenosa, Lore sostiene che lei sia la chiave per spezzare una maledizione che lo tormenta da sette anni. Samara diffida, convinta che il principe elfico voglia punirla per un’antica ingiustizia da lei commessa. Eppure, tra foreste incantate e creature pericolose che si muovono nell’ombra, nascerà un bruciante desiderio impossibile da ignorare.

Recensione

Se pensate di ritrovare la classica Cenerentola, preparatevi a cambiare completamente prospettiva. In Alberi dalle mele d’oro, Scarlett St. Clair prende gli elementi della fiaba che tutti conosciamo e li immerge in un mondo decisamente più oscuro, fatto di magia, foreste incantate, creature misteriose, maledizioni e sentimenti tutt’altro che semplici.

Samara non parte certo con il piede giusto: rimasta orfana, vive sotto la tutela dei suoi tre fratelli, che di tutto sembrano avere voglia tranne che di trattarla con un minimo di affetto. Quando finalmente si presenta un’occasione per fuggire da quella vita grazie alla proposta di matrimonio di un principe, sembra arrivato il suo personale “e vissero felici e contenti”.

Peccato che, in questa storia, il lieto fine abbia deciso di prendersela comoda.

Durante il viaggio, infatti, la carrozza viene assalita e Samara si ritrova catapultata in una realtà completamente diversa da quella che aveva immaginato. Ed è proprio qui che entra in scena Lore: enigmatico, affascinante, pericoloso e fratello di uno dei principi elfi che abbiamo già conosciuto in Montagne fatte di vetro.

Lore è convinto che il legame che sente con Samara sia una maledizione. E la parte più interessante? Secondo lui, solo lei può spezzarla.

Da questo momento in poi, tra i due è tutto un bel mix di diffidenza, attrazione, segreti e sospetti. Insomma, terreno perfetto per chi ama gli enemies to lovers. Lore cerca di capire cosa si nasconda dietro Samara e dietro quel legame così particolare, mentre lei deve decidere quanto sia saggio fidarsi di un uomo che potrebbe essere tanto pericoloso quanto irresistibile.

E diciamocelo: quando qualcuno ti dice “sei la chiave per spezzare la mia maledizione”, probabilmente non è il momento ideale per rilassarsi.

Una delle cose che ho apprezzato maggiormente è il modo in cui l’autrice prende gli elementi di Cenerentola e li rielabora senza cancellarne completamente l’anima. Ritroviamo alcuni richiami alla fiaba originale, ma l’atmosfera è molto più cupa, adulta e inquietante.

E poi c’è il mondo magico, che è sicuramente uno degli aspetti più affascinanti del libro. Foreste incantate, Driadi, Ninfe, Fate, Goblin e persino volpi parlanti contribuiscono a creare un’ambientazione fiabesca, ma tutt’altro che rassicurante. Qui il bosco non è il luogo in cui perdersi per trovare il principe azzurro: è il posto in cui potresti tranquillamente perdere la vita prima ancora di arrivare al lieto fine.

Tra le scene che ho trovato più riuscite c’è sicuramente l’assalto alla carrozza. Samara deve rimanere completamente immobile per non attirare l’attenzione dei briganti e quella situazione riesce a trasmettere una tensione molto concreta: basta un movimento sbagliato e tutto può precipitare.

Ho apprezzato anche il percorso di crescita di Samara. All’inizio è una ragazza abituata a subire, intrappolata in una vita che non ha scelto. Il viaggio la costringe però a uscire dalla sua comfort zone e a confrontarsi con magia, pericoli, segreti e persone che metteranno continuamente alla prova ciò che crede di sapere.

E, personalmente, è stato proprio questo percorso a interessarmi più di tutto.

Il rapporto con Lore rimane comunque il cuore romantico della storia. Tra loro c’è quella continua lotta tra ciò che sentono e ciò che pensano di dover sentire, soprattutto perché Lore è convinto che l’attrazione per Samara sia soltanto il risultato della maledizione. La domanda, quindi, diventa inevitabile: dove finisce la magia e dove cominciano i sentimenti veri?

Nel complesso, Alberi dalle mele d’oro è una rivisitazione di Cenerentola originale, magica e decisamente più dark rispetto alla fiaba che conosciamo. Ho trovato interessanti l’ambientazione, il percorso di Samara e la dinamica tra i protagonisti, anche se, rispetto al primo volume, questo libro mi ha coinvolta un po’ meno.

La storia ha tutti gli ingredienti per creare una grande tensione, ma non arriva mai davvero a quel livello capace di trascinarti completamente dentro la vicenda. Ci sono momenti interessanti e scene che funzionano molto bene, ma avrei voluto sentire più spesso quella sensazione di “devo sapere cosa succede, non posso smettere di leggere”.

Resta comunque una lettura piacevole, soprattutto per chi ama i retelling fiabeschi più oscuri, le atmosfere magiche e i enemies to lovers pieni di diffidenza, attrazione e maledizioni. Una Cenerentola, insomma, in cui la scarpetta di cristallo lascia spazio a foreste pericolose, principi elfi e una buona dose di guai.

venerdì 7 agosto 2026

Recensione di Quiet ones di Penelope Douglas

 


Quiet ones

di Penelope Douglas

Traduttore:Erica Severi, Eleonora Toselli

Editore:Newton Compton Editori

In commercio dal:7 luglio 2026

Pagine:480 p., Brossura

Trama 

Lucas è il suo primo amore. E Quinn non è pronta a rinunciarvi…

Quinn Caruthers è cresciuta in una famiglia di uomini che vogliono decidere tutto per lei: un padre autoritario e dei fratelli iperprotettivi incapaci di vederla come un'adulta. Ma a ventun anni Quinn è pronta a dimostrare il contrario: ha una laurea, un'attività tutta sua e un desiderio crescente di libertà. E un segreto che non ha mai confessato a nessuno. Ha passato anni a diventare “perfetta” per una sola persona: Lucas Morrow, l'unico che l'abbia mai capita. Parte della famiglia da sempre, di dodici anni più grande, è appena tornato in città dopo moltissimo tempo. E non è affatto preparato a trovare Quinn cresciuta, indipendente… e sorprendentemente affascinante. Lui sa che dovrebbe starle lontano, ma per lui è una calamita irresistibile. Così, quando l'attrazione tra loro esplode, è impossibile tornare indietro. Ma il passato potrebbe arrivare a scombinare tutte le carte in tavola…

È necessario leggere prima Fall Away?

No, Hellbent può essere letta anche da sola. Tuttavia, l'autrice consiglia di leggere prima la serie Fall Away, perché i protagonisti di Hellbent sono i figli della generazione precedente e ritornano molti personaggi storici, rendendo alcuni momenti più emozionanti.

L'ordine di Fall Away è:

1. Bully

2. Until You (dal punto di vista di Jared)

3. Rival

4.Falling Away

5. Aflame

6. Next to Never

L'ordine di lettura della Hellbent è:

1. Falls Boys

2. Pirate Girls

3. Quiet Ones

Recensione 

Quiet Ones è una storia che parla di attese, seconde occasioni e sentimenti che resistono al tempo. La protagonista mi ha conquistata. 

Quinn è innamorata di Lucas fin da quando era bambina. Tra loro ci sono undici anni di differenza e, quando lui si è trasferito a Dubai otto anni prima, lei non ha mai smesso di sperare che un giorno sarebbe tornato. Quando finalmente rientra in città, però, Lucas ha un solo obiettivo: vendere la casa dei suoi genitori e ripartire. Quinn capisce che non può continuare a vivere aspettando qualcuno che forse non sceglierà mai di restare, quindi decide di andare avanti con la sua vita. È una scelta difficile, soprattutto perché si accorge che Lucas prova una forte attrazione per lei, è protettivo e persino geloso, ma finché lui non sarà disposto a impegnarsi davvero, Quinn sceglie di contare solo su se stessa.

Ho apprezzato molto la sua crescita personale. Nonostante il padre e i fratelli siano sempre stati molto iperprotettivi, cercando di tenerla al riparo da ogni pericolo e dai ragazzi sbagliati, Quinn è riuscita a costruirsi una vita indipendente. Ha aperto il suo locale con le proprie forze, ha lavorato duramente per realizzare i suoi sogni e ora può perfino ricomprare una casa tutta per sé. È una protagonista forte, determinata e capace di mettere il proprio valore davanti ai sentimenti.

Lucas, invece, è un personaggio più tormentato. Il suo passato continua a influenzare le sue scelte e il ritorno nella città dove vive la sua famiglia lo mette davanti a emozioni che aveva cercato di lasciarsi alle spalle. L'attrazione che prova per Quinn è evidente, ma il timore di fermarsi e affrontare ciò che desidera davvero lo rende combattuto per gran parte della storia.

Ho trovato molto coinvolgente il modo in cui Penelope Douglas costruisce la tensione tra i due protagonisti. Il loro rapporto è intenso, fatto di desiderio, esitazioni e momenti carichi di emozione. Nel complesso è un romance che parla di crescita, di coraggio e della necessità di scegliere se stessi prima di poter scegliere qualcun altro.

Consiglio questo romanzo a chi ama i romance contemporanei ricchi di tensione emotiva, con una differenza d'età tra i protagonisti, un lui protettivo e tormentato, una protagonista indipendente che sa mettere se stessa al primo posto e una storia fatta di seconde occasioni, desiderio e sentimenti mai dimenticati. Non mancano scene spicy, ben inserite nella narrazione e capaci di aumentare l'intensità del legame tra i protagonisti. Se vi piace lo stile intenso e coinvolgente di Penelope Douglas, con personaggi imperfetti, relazioni complesse e una buona dose di passione, Quiet Ones è una lettura che merita una possibilità.


martedì 4 agosto 2026

Recensione di Corrupt di Shain Rose

 

Corrupt 

di Shain Rose

Genere: Romance contemporaneo

Pagine: 320

Data di uscita: 31 luglio 2026

Prezzo cartaceo: € 15.90

Prezzo ebook: € 4.99

Traduzione: Serena Pierotti

Trama 

Da nove anni, disciplinare e reprimere le emozioni è diventato il compito più difficile di Izzy Hardy.

Il bisogno di mantenersi sobria e ripagare la propria famiglia delle sofferenze causate in passato guidano ogni sua scelta. Per questo vive una relazione priva di scossoni e giornate interminabili dietro uno schermo, per dimostrare di essere una delle migliori esperte di cybersicurezza del Paese.

Tutto cambia quando il suo nuovo capo è costretto a guardarla davvero.

Cade Armanelli è un hacker geniale, un multimiliardario che collabora con il governo e porta sulle spalle il peso di uno dei cognomi più potenti e temuti d’America. Abituato ad avere sempre il controllo, decide di allontanare Izzy dall’indagine che potrebbe metterla in pericolo, convinto di sapere cosa sia meglio per lei. Ma l’unico risultato è trasformare la donna che lo sfida più di chiunque altro nella sua nuova dipendente.

Un incontro impossibile da dimenticare, seguito da un esclusivo ritiro aziendale organizzato per testare un innovativo sistema di sicurezza nazionale, costringe Cade e Izzy a lavorare fianco a fianco. Lui è deciso a incrinare il muro dietro cui Izzy nasconde ogni emozione; lei, invece, è determinata a resistere all’uomo che rappresenta tutto ciò da cui dovrebbe stare alla larga: potere, caos e pericolo.

Ma quando l’indagine che Izzy si è sempre rifiutata di abbandonare riporta a galla una minaccia capace di coinvolgere criminalità organizzata, politica e sicurezza nazionale, la distanza tra loro diventa l’ultimo dei problemi. Perché alcune difese possono essere violate, ma il cuore è il sistema più difficile da tenere al sicuro.

Recensione 

Dopo aver apprezzato il primo libro della serie, ero curiosa di leggere la storia di Cade e Izzy. Mi aspettavo un dark romance intenso e coinvolgente, e in parte lo è, soprattutto per la forte tensione tra i protagonisti. Tuttavia, rispetto al volume precedente, questo mi ha convinta un po' meno.

Izzy è un personaggio con cui non sono mai riuscita a entrare davvero in sintonia. Già nel primo libro alcune sue scelte mi avevano lasciata perplessa, in particolare il rapporto con la sorella e il bacio con uno degli Armanelli, nonostante fosse a conoscenza dei suoi sentimenti. Anche qui continua ad avere un carattere combattivo e competitivo, ma non sempre sono riuscita a comprendere le sue reazioni.

Cade, invece, incarna perfettamente il protagonista freddo, autoritario e controllato. Il suo ruolo e il rapporto lavorativo con Izzy creano una dinamica interessante, fatta di provocazioni, attrazione e scontri continui. La chimica tra loro è innegabile e le scene romantiche sono ben scritte, ma avrei preferito che fosse dato più spazio alla costruzione del loro legame emotivo. Per gran parte del romanzo Izzy continua a ribadire di odiarlo, salvo poi cedere ogni volta alla forte attrazione che prova per lui, una dinamica che a tratti mi è sembrata un po' ripetitiva.

Anche la trama di contorno, legata al lavoro e agli eventi che coinvolgono i protagonisti, non è riuscita a catturare completamente la mia attenzione. Avrei voluto un maggiore equilibrio tra azione, sentimento e sviluppo dei personaggi.

Nonostante questo, la lettura rimane scorrevole e la curiosità di scoprire come si evolverà la storia spinge ad andare avanti. Se amate i dark romance con un forte enemies to lovers, molta tensione e protagonisti dal carattere deciso, potrebbe essere una lettura che apprezzerete più di quanto abbia fatto io.

Nel complesso è un libro che ho trovato piacevole, ma che non è riuscito a emozionarmi quanto il primo della serie.

venerdì 31 luglio 2026

Recensione di The hook up. La partita vincente di Kristen Callihan.


 The hook up. La partita vincente 

di Kristen Callihan

Genere: Sport Romance

Pagine: 368

Data di uscita: 7 luglio 2026

Prezzo cartaceo: € 16.90

Traduzione: Ines Testa


Trama 

Drew Baylor è l’atleta che tutti conoscono.

Quarterback di talento, con un futuro nel football professionistico, un sorriso irresistibile e un’intera università ai suoi piedi, sembra avere il mondo in tasca. La notorietà, dentro e fuori dal campus, non ha mai pesato troppo per l'affascinante quarterback finché non incontra, o peggio, perde la testa, per l'unica persona che sembra intollerante alla sua fama.

Anna Jones non è impressionata dal nome o dal futuro brillante del campione del campus. Anzi. Convinta che uomini come Drew Baylor portino soltanto delusioni, è determinata a tenersi alla larga e a concentrarsi sui propri obiettivi: laurearsi, lasciarsi alle spalle le insicurezze del passato e capire finalmente chi vuole diventare.

Peccato che ignorare Drew, gli sguardi bollenti che lui continua a lanciarle, e l’attrazione bruciante tra loro si riveli impossibile.

Quella che dovrebbe essere soltanto un’avventura senza conseguenze si trasforma presto in qualcosa di molto più pericoloso. Perché dietro l’idolo del campus si nasconde un ragazzo capace di ascoltare, capire e vedere Anna come nessuno ha mai fatto prima. Un ragazzo che continua a sceglierla anche quando lei fa di tutto per tenerlo a distanza.

Ma se Drew è pronto a rischiare tutto per il loro futuro, Anna continua a chiedersi come fa una ragazza come lei ad essere davvero abbastanza per un uomo come lui.

Perché il problema non è mai stato innamorarsi di Drew Baylor… ma credere di meritare un amore come il suo.

Recensione 

In genere non amo gli instant love, perché spesso trovo poco credibile che due persone si innamorino così in fretta. In questo caso, però, Kristen Callihan è riuscita a convincermi grazie a una storia ben costruita, con personaggi credibili e una chimica davvero irresistibile.

Anna è una ragazza dai capelli rossi, bella e formosa, che porta ancora dentro di sé le ferite del passato. Al liceo è stata presa di mira per il suo peso e, nonostante al college abbia acquisito molta più sicurezza, teme ancora il giudizio degli altri. Per questo, quando Drew Baylor, il quarterback più ammirato del campus, inizia a corteggiarla, cerca in tutti i modi di tenerlo a distanza. Sa benissimo che una relazione con un ragazzo tanto popolare attirerebbe inevitabilmente attenzioni e critiche, soprattutto nei suoi confronti.

L'attrazione tra loro è immediata e palpabile. Tra sguardi, battute e continui tentativi di resistere ai propri sentimenti, Anna finisce per cedere durante una festa, salvo poi scappare subito dopo, spaventata da ciò che prova. Anche quando si ritrovano a frequentare le stesse lezioni, continua a respingerlo, ma la forte intesa che li lega rende impossibile ignorarsi.

La cosa che ho apprezzato di più è Drew. Non è il classico protagonista superficiale e sicuro di sé: è determinato, dolce e completamente preso da Anna. Mentre lei cerca continuamente di proteggersi, lui desidera una vera relazione, pensa costantemente a lei e non smette mai di dimostrarle quanto tenga a lei. Questo ribalta un po' i ruoli rispetto ai classici sport romance e rende la loro storia ancora più coinvolgente.

La narrazione è molto scorrevole e il doppio punto di vista permette di comprendere a fondo sia le paure di Anna sia i sentimenti di Drew. Il ritmo è coinvolgente e invoglia a proseguire la lettura senza mai annoiare.

Nel complesso, The Hook Up. La partita vincente è uno sport romance romantico, intenso e capace di affrontare anche temi come l'insicurezza e il peso del giudizio altrui. Pur partendo da una dinamica che di solito non rientra tra le mie preferite, l'autrice è riuscita a svilupparla con naturalezza, facendomi apprezzare una storia emozionante e davvero difficile da mettere giù.

Consiglio questo romanzo a chi ama gli sport romance con una forte componente romantica, protagonisti ben caratterizzati e una chimica che si percepisce fin dalle prime pagine. È perfetto per chi apprezza le storie in cui lui si innamora per primo e non ha paura di dimostrare i propri sentimenti, mentre lei deve imparare a lasciarsi alle spalle le insicurezze e la paura del giudizio degli altri. 

Recensione di THE BLOOD TRAITOR – LA TRADITRICE DELLA STIRPE di Lynette Noni

  THE BLOOD TRAITOR – LA TRADITRICE DELLA STIRPE di Lynette Noni Recensione  Lynette Noni, dopo questo finale posso ufficialmente dire che n...