Savage Blooms
di S. T. Gibson
Traduttore:Tiffany Vecchietti
Editore:Ne/oN
In commercio dal:26 agosto 2026
Pagine:384 p., Brossura
Tropes e temi:
Forced Proximity
Friends to Lovers
Gotico
Paranormal Romance
Trama
Da quando Adam ha memoria, le oscure leggende tramandate dal nonno lo hanno attirato verso Craigmar, un maniero in rovina tra le Highlands scozzesi. La sua amica più cara, Nicola, sogna la stessa avventura. Sarebbe disposta a seguirlo ovunque, persino nelle lande remote della Scozia, se questo potesse far sbocciare l’attrazione segreta che provano l’una per l’altro. Ma quando una tempesta li sorprende e li confina in quel luogo misterioso, Adam e Nicola si ritrovano alla mercé dell’eccentrica proprietaria della tenuta, Eileen, e del suo cupo custode, Finley. Intrappolati dal maltempo e vincolati da un’antica magia, Nicola e Adam verranno risucchiati nella routine di Craigmar, fatta di giochi psicologici, inganni e desideri proibiti. E man mano che antichi peccati familiari riaffiorano, dovranno fare i conti con l’incantesimo che il maniero ha lanciato su di loro... e chiedersi se desiderino davvero liberarsene.
Recensione
Ci sono libri che riescono a conquistarti soprattutto per l’atmosfera che sanno creare, e Savage Blooms di S. T. Gibson per me è stato proprio uno di questi.
La storia ci porta nelle Highlands scozzesi, a Craigmar, un antico maniero in rovina avvolto da leggende e segreti. È proprio l’ambientazione uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente: Craigmar non è una semplice casa infestata, ma una presenza quasi viva, capace di trasmettere un senso costante di inquietudine. Tra stanze decadenti, silenzi e un passato che sembra non voler essere dimenticato, il maniero diventa il cuore di una storia oscura e misteriosa, in cui nulla è davvero come appare.
Craigmar, infatti, nasconde molto più di quanto si possa immaginare. Il suo legame con la famiglia di Adam affonda le radici in un passato antico, intrecciato al mondo delle fate e a segreti che emergono gradualmente. Ho trovato interessante questa componente legata al folklore, anche se avrei voluto che venisse approfondita maggiormente, perché è uno degli elementi che contribuiscono a rendere la storia così affascinante.
Un altro punto di forza è sicuramente la caratterizzazione dei personaggi. Adam, Nicola, Eileen e Finley sono figure sfaccettate, ricche di contraddizioni, fragilità e desideri spesso scomodi. Non sono personaggi semplici da inquadrare e le loro motivazioni non sono sempre facili da comprendere, ma è proprio questo a renderli interessanti. Ho apprezzato soprattutto il modo in cui ciascuno di loro riconosce e accetta senza riserve i propri desideri e impulsi, anche quando sono controversi o difficili da conciliare con le aspettative altrui.
Le loro relazioni sono intense e complicate, attraversate da attrazione, gelosia, manipolazione e giochi di potere. Nessuno sembra avere intenzione di rinunciare a ciò che vuole e, tra tensione psicologica e desiderio, gli equilibri cambiano continuamente. La componente sensuale è molto presente e il romanzo contiene scene di sesso esplicito, inserite in dinamiche adulte e talvolta disturbanti, che contribuiscono al tono provocatorio della storia.
Se l’atmosfera e i personaggi mi hanno conquistata, il finale mi ha lasciato sentimenti contrastanti. Da una parte, il cliffhanger è coerente con il fatto che Savage Blooms sia il primo volume della trilogia Unearthly Delights; dall’altra, ho trovato eccessivo il numero di interrogativi lasciati senza risposta. Non si tratta soltanto di voler sapere come si evolveranno gli eventi, ma di avere la sensazione che manchino ancora dei punti fermi per comprendere davvero la direzione della storia. Il legame tra Craigmar, la famiglia di Adam e il mondo delle fate apre scenari intriganti, ma lascia anche molta incertezza su ciò che accadrà e su dove l’autrice voglia portare i suoi personaggi.
Capisco la scelta di mantenere il mistero in vista dei volumi successivi, ma avrei preferito qualche risposta in più, qualcosa a cui aggrapparmi prima di lasciare Craigmar. Il finale mi ha incuriosita, ma non mi ha soddisfatta del tutto: più che una conclusione, sembra una porta spalancata su una storia di cui ancora non si riescono a intravedere i confini.
Nel complesso, Savage Blooms è stata una lettura che ho apprezzato soprattutto per l’ambientazione gotica, l’atmosfera decadente e la complessità dei suoi protagonisti. È un fantasy oscuro e sensuale, fatto di segreti, desideri e relazioni ambigue, capace di trascinarti in un mondo in cui è difficile capire di chi fidarsi.
Lo consiglio a chi ama i fantasy gotici dalle atmosfere misteriose, i personaggi sfaccettati, le dinamiche relazionali intense e le storie con una forte componente sensuale. Tenete però presente che si tratta del primo volume di una trilogia e che, al termine della lettura, le domande rimaste aperte sono davvero tante.











