venerdì 6 novembre 2026

Recensione di Il principe bugiardo di L.J. Shen

 


Il principe bugiardo 

di L.J. Shen

Genere: Romance Contemporaneo

Pagine:

Data di uscita: 9 ottobre 2026

Prezzo cartaceo: € 15.90

Prezzo ebook: € 4.99


Trama 

Troy Brennan è un principe bugiardo.

Il suo castello è una gabbia dorata dove ogni sbarra è una menzogna.

E Sparrow è la sua nuova prigioniera.

Tutti a South Boston temono il cognome Brennan, una dinastia che di padre in figlio tiene le redini degli affari più loschi della città.

Diversamente da suo padre, boss mafioso dichiarato, Troy Brennan lavora nell’ombra: si sporca le mani per ripulire la reputazione di uomini influenti, dietro un ricco compenso. Ma ciò che muove davvero il Risolutore più spietato di Boston è la sete di vendetta. Suo padre è stato tradito e ucciso, e lui vuole giustizia. Nella sua vita non c’è spazio per sentimenti che possano distoglierlo da quel debito con il passato. Ed è per saldarlo che ora deve sposare Sparrow Raynes.

Quello di Sparrow è un nome che nessuno sembra ricordare.

Abbandonata dalla madre, cresciuta da un padre ubriacone, Sparrow sa che i sogni sono un lusso per gente come lei. Eppure lavora sodo per conquistare la propria indipendenza. Ma all’uomo più influente del quartiere, dagli occhi blu acciaio e dal fascino che non lascia scampo, basta una decisione per tagliarle le ali: un abito bianco, una fede al dito e il futuro che immaginava non le appartiene più.

Troy non offre alcuna spiegazione per averle rubato la vita.

Sparrow non ha intenzione di piegarsi senza conoscere la verità.

Quando i loro scontri accendono un’attrazione irresistibile e l’odio nelle loro vene si tinge di desiderio, quel matrimonio forzato diventa qualcosa per cui potrebbe valere la pena abbassare le difese.

Troy però ha ancora un conto da regolare con il passato e un segreto che custodisce: quello che ha portato Sparrow tra le sue braccia, ma che potrebbe anche annientarla.

Boston Belles – ordine di lettura

Sparrow – Il principe bugiardo

The Hunter – Il cacciatore

The Villain – Il cattivo

The Monster – Il mostro

The Rake – Il libertino


Recensione 

Credo di aver ritrovato quelle sensazioni che avevo provato leggendo Vicious. Quelle che solo un certo tipo di protagonista maschile riesce a regalarmi: bello da togliere il fiato, arrogante, spietato, manipolatore e con un talento innato per complicare la vita a chiunque gli stia intorno.

Troy Brennan è il figlio di un boss della mafia irlandese. Cresciuto come il pupillo di suo padre, è un uomo abituato ad avere il controllo su tutto, con una sete di vendetta che sembra guidare ogni sua scelta. Freddo, calcolatore e pericolosamente affascinante, non è certo il genere di uomo che si lascia avvicinare facilmente.

Poi c'è Sparrow, ventidue anni, capelli rossi e occhi verdi, cresciuta nello stesso quartiere di Troy. Ha avuto una vita tutt'altro che semplice: una madre che l'ha abbandonata e un padre alcolizzato, che nonostante i suoi problemi è stato l'unico a prendersi davvero cura di lei. È dolce, ma non ingenua, e soprattutto ha una personalità che non si lascia mettere facilmente sotto i piedi.

I due non hanno praticamente un passato insieme: niente appuntamenti, niente uscite, appena qualche parola scambiata. Eppure si ritrovano sposati. Ma perché proprio Sparrow? All'inizio della storia sembra che manchino diversi tasselli per comprendere le dinamiche tra i personaggi e, soprattutto, le ragioni dietro questa scelta. Sarà andando avanti che ogni pezzo troverà finalmente il suo posto, svelando il ruolo che il padre di Troy ha avuto in questo matrimonio.

E qui arriva il bello!

Troy è convinto di poter manipolare tutti, di poter piegare ogni situazione alla propria volontà, ma con Sparrow le cose non funzionano proprio come vorrebbe. Lei tiene testa alle sue provocazioni, non si lascia intimidire e riesce a rispondergli a tono anche quando lui sembra avere sempre una mossa pronta.

Le loro battute, i continui battibecchi, le provocazioni e quella tensione che cresce pagina dopo pagina sono stati una vera calamita. Ho adorato il loro rapporto, il modo in cui si scontrano e quella passione che rende ogni loro interazione ancora più coinvolgente.

La lettura mi ha completamente catturata: sono arrivata oltre la metà del libro in un solo giorno e, a quel punto, metterlo giù è diventato praticamente impossibile!

Il principe bugiardo è il prequel di Boston Belles, ma è anche una storia che riesce a conquistare da sola. L. J. Shen mi ha riportata indietro alle atmosfere che avevo amato in Vicious e, considerando quanto mi sia piaciuto, credo proprio che questo sia uno dei miei preferiti tra le sue uscite più recenti.

Troy e Sparrow? Una coppia che mi ha dato esattamente tutto quello che cercavo! 🖤

⭐ Una lettura che ho divorato e che vi consiglio se amate i protagonisti arroganti, i matrimoni combinati, i battibecchi pungenti e le storie in cui la passione si mescola a un pizzico di crudeltà.

giovedì 5 novembre 2026

Recensione di Come (non) innamorarsi del nemico di Brigitte Knightley

 


Come (non) innamorarsi del nemico

di Brigitte Knightley

Traduttore:Noemi Toffalori

Editore:Giunti Editore

In commercio dal:17 settembre 2025

Pagine:456 p., ill. , Brossura

Tropes e temi:

Enemies to Lovers, Morally Grey

Romantasy, Slow Burn

Trama

Osric Mordaunt, membro scelto del temuto Ordine dei Fyren, è stato colpito da una rara malattia degenerativa che rischia di fargli perdere il suo potere, la sua utilità come sicario, e quindi la vita. L'unica possibilità di salvezza è trovare una guaritrice di eccezionale talento; peccato che la persona perfetta per questa impresa appartenga alla fazione invisa, l'Ordine degli Haelan. Aurienne Fairhrim, portamento altero e capelli scuri stretti in un impeccabile chignon, è impegnata a combattere un'epidemia di vaiolo che sta decimando gli orfanelli di tutti i Tīendom. Inutile dire che non ha alcuna intenzione di lasciarsi corrompere da un banale assassino benvestito e convinto – a sproposito – del suo irresistibile fascino. Ma la ricerca di fondi per lanciare un programma di vaccinazione è così disperata che, alla fine, sarà la sua responsabile a decidere per lei: guarirlo in cambio di una cospicua donazione (rigorosamente anonima). È così che i due, al riparo da sguardi indiscreti, dovranno, loro malgrado, diventare alleati. Tra antiche fiabe, la sottile influenza dei cicli lunari, e minacciose incursioni che fanno trasparire disegni più oscuri dietro il morbo che dilaga, la tensione tra Osric e Aurienne si farà sempre più intensa e fatale. Dovranno stare attenti a non uccidersi l'un l'altra… o peggio, a non innamorarsi.

Recensione 

Diciamo che non tutti i giorni capita di ritrovarsi coinvolti in esperimenti di guarigione che passano anche per un bordello! Ed è proprio questo genere di assurdità, raccontate con una comicità irresistibile, che ha reso Come (non) innamorarsi del nemico di Brigitte Knightley una lettura che ho apprezzato davvero tanto.

Uno degli aspetti che ho preferito è sicuramente l'ironia che attraversa tutta la storia. I dialoghi sono spassosissimi, i battibecchi tra i protagonisti funzionano alla perfezione e ci sono situazioni talmente assurde da rendere impossibile non sorridere.

Ma non pensate che il lato comico tolga qualcosa ai personaggi! Anzi, il cattivo è un vero cattivo, uno di quelli che sanno farsi notare. Anche se l'autrice lo racconta con una buona dose di ironia, riesce comunque a renderlo un antagonista assolutamente riuscito, con una personalità ben definita.

E poi ci sono le ambientazioni e le circostanze in cui i protagonisti si ritrovano coinvolti: una più improbabile dell'altra! La ricerca di un posto dove poter condurre gli esperimenti necessari a guarire il protagonista maschile, con tanto di tappa a l'Unicorno arrapato, un bordello, dove ci sono piscine termali ma anche sex Toys e una gran varietà di oggetti strani. È sicuramente uno di quei momenti che difficilmente dimenticherò.

Ho apprezzato tantissimo il modo in cui Brigitte Knightley riesce a giocare con le situazioni, alternando momenti divertenti a dinamiche tra personaggi che tengono viva la curiosità.

In conclusione, una lettura che mi ha conquistata soprattutto per la sua ironia, i dialoghi brillanti e un cattivo che sa decisamente il fatto suo.

Una storia originale, divertente e capace di sorprenderti quando meno te lo aspetti. Promossa! Ora non vedo l'ora di leggere il seguito ❤️

venerdì 30 ottobre 2026

Recensione di La canzone della pioggia eterna di E. J. Mellow.

 


La canzone della pioggia eterna 

di E. J. Mellow

Genere: Fantasy Romance

Pagine: 368

Data di uscita: 29 settembre 2026

Prezzo cartaceo: € 17.90

Prezzo ebook: € 4.99

Traduzione: Laura Vivacqua

Trama

Il Regno dei Ladri si cela nelle profondità del mondo di Aadilor. La sua esistenza sopravvive in voci e sussurri, perché in pochissimi sono riusciti a trovare questo regno leggendario, dove piacere e magia prosperano sotto il dominio del Re dei Ladri. Al suo fianco, ci sono tre streghe tanto venerate quanto temute: le sorelle Mousai.

Anche se è la più giovane delle tre sorelle Mousai, Larkyra Bassette possiede un potere straordinario: la sua voce può uccidere. Controllare costantemente le proprie emozioni, però, è estenuante, così come convivere con il senso di colpa per la perdita di sua madre.

Quando nel Regno dei Ladri viene scoperto il traffico illecito di una droga capace di donare la magia a chi ne è privo, Larkyra si offre volontaria per scoprire chi si cela dietro il traffico, determinata a dimostrare il proprio valore. I sospetti ricadono sul viscido Duca delle terre di Lachlan, sferzate da un’eterna pioggia. Per portare a termine la missione, Larkyra dovrà proporsi come futura consorte del duca, ma il piano si complica quando entra in gioco Lord Darius Mekenna, autentico erede del ducato di Lachlan.

Anche Darius vuole detronizzare il duca e ridare speranza alla sua gente, ormai rassegnata e impoverita, ma Larkyra sospetta che a spingerlo ci siano ragioni più oscure e personali. Uniti da un’attrazione pericolosa e da un obiettivo comune, Larkyra e Darius dovranno unire le forze per smascherare il tiranno e salvare il popolo di Lachlan. Ma ad Aadilor, dove nobili e signori possono rivelarsi assassini e ladri, la fiducia è un tesoro raro: quando la melodia del tradimento inizierà a risuonare, nemmeno la voce di Larkyra potrà salvarli, se non impareranno a fidarsi l’uno dell’altra.

Recensione 

Un regno avvolto dalla magia, una pioggia che sembra non voler finire mai, poteri straordinari e segreti capaci di cambiare il destino di intere terre. La canzone della pioggia eterna di E. J. Mellow è un fantasy romance che mi ha accompagnata in un mondo ricco di fascino, dove intrighi, sentimenti e magia si intrecciano dando vita a un'avventura in cui nulla è davvero come appare.

La storia ci porta ad Aadilor, un universo in cui la magia rappresenta una forza straordinaria, ma anche qualcosa di pericoloso, capace di condizionare profondamente la vita di chi la possiede.

Al centro della storia troviamo il Regno dei Ladri, un luogo leggendario governato dal suo Re, dove la magia e il mistero si intrecciano. È proprio qui che si esibiscono le Mousai, tre figure straordinarie e avvolte nel segreto, capaci di lasciare il pubblico senza fiato grazie ai loro incredibili poteri. Quello che nessuno sa è che dietro le Mousai si nascondono le tre sorelle Bassette, che custodiscono gelosamente la propria vera identità. Le tre sorelle, però, non sono soltanto artiste capaci di lasciare il pubblico senza fiato: il loro talento e le loro abilità le rendono protagoniste di missioni pericolose, affidate loro dal padre.

Tra loro c'è Larkyra Bassette, la più giovane, dotata di una voce capace di togliere la vita. Un potere incredibile, ma che porta con sé un peso difficile da sostenere. La morte della madre, avvenuta a causa della magia che Larkyra possedeva già dalla nascita, ha lasciato in lei una ferita profonda e un senso di colpa che continua ad accompagnarla. Per questo ha imparato a controllare continuamente le proprie emozioni, consapevole che perdere il controllo potrebbe avere conseguenze irreparabili.

Quando viene scoperto un traffico illecito di una sostanza capace di conferire poteri magici anche a chi ne è privo, Larkyra decide di partecipare alle indagini. La missione la conduce nel ducato di Lachlan, una terra impoverita e oppressa, sulla quale sembra essersi abbattuta una pioggia eterna, quasi a riflettere la sofferenza dei suoi abitanti.

Per scoprire chi si nasconde dietro questo traffico, Larkyra dovrà avvicinarsi al duca fingendosi una possibile consorte. Ma i suoi piani finiranno per incrociarsi con quelli di Darius Mekenna, legittimo erede del ducato, determinato a rovesciare il tiranno e a restituire alla propria gente la possibilità di un futuro migliore.

Tra i due nasce una collaborazione fatta di sospetti, alleanze e segreti. Entrambi hanno i propri obiettivi e nessuno sembra disposto a fidarsi completamente dell'altro. Eppure, proprio in questo gioco di diffidenza e attrazione, qualcosa comincia lentamente a cambiare.

Larkyra è stata senza dubbio uno dei personaggi che ho apprezzato maggiormente. Dietro la sua forza e le sue straordinarie capacità si nasconde una ragazza che deve ancora imparare ad accettare se stessa. Il suo potere, invece di essere soltanto un dono, rappresenta per lei una continua fonte di preoccupazione, perché è inevitabilmente legato alla perdita della madre.

Ho trovato interessante il modo in cui il suo passato influenza le sue scelte e il rapporto che ha con la propria magia. Larkyra non deve semplicemente imparare a controllare la sua voce, ma anche liberarsi, almeno in parte, del peso di una colpa che non le appartiene. Il suo percorso personale è uno degli aspetti che ho seguito con maggiore interesse, perché mostra quanto possa essere difficile convivere con qualcosa che fa parte di noi, ma che allo stesso tempo temiamo.

Mi è piaciuto molto anche il rapporto con le sue sorelle. La fratellanza tra le tre Bassette è uno degli elementi che ho trovato più belli del romanzo. Nonostante le loro differenze, sono profondamente unite e rappresentano l'una per l'altra un punto di riferimento. Si percepiscono l'affetto, la complicità e quella forma di protezione che soltanto chi condivide un legame così profondo può comprendere.

Ho apprezzato anche il rapporto con il loro fratello adottivo, perché contribuisce ad arricchire ulteriormente questa famiglia. Al di là dei poteri, delle missioni e delle responsabilità che portano sulle spalle, emerge un gruppo di persone legate da un affetto autentico, che trovano nella propria famiglia una sicurezza a cui tornare. È una dimensione che ho trovato piacevole e che avrei voluto esplorare ancora di più.

E poi c'è Kaipo, il gufo di Larkyra, che merita assolutamente una menzione speciale! È una presenza che ho adorato. La sua particolarità è la capacità di modificare le proprie dimensioni in base alle necessità: può diventare piccolissimo oppure raggiungere dimensioni gigantesche, tanto da riuscire persino a trasportare Larkyra durante il volo. Ho trovato questa caratteristica davvero originale e affascinante. Sono quei piccoli dettagli che riescono a rendere un mondo fantasy ancora più magico e che, personalmente, mi fanno innamorare delle creature che lo popolano.

Per quanto riguarda Darius Mekenna, è un personaggio che incuriosisce fin dal suo ingresso nella storia. Affascinante, carismatico e determinato, porta con sé un passato e delle intenzioni che non vengono svelati immediatamente. Il suo desiderio di liberare Lachlan dalla tirannia rende ancora più interessante il suo ruolo, soprattutto perché non sempre è facile capire quanto sia disposto a rischiare per raggiungere il proprio obiettivo.

Il rapporto con Larkyra si sviluppa gradualmente, attraverso una collaborazione in cui la fiducia deve essere conquistata. Entrambi hanno qualcosa da nascondere e sono consapevoli che rivelare troppo potrebbe compromettere la missione. La loro attrazione si inserisce quindi in un contesto di tensione e diffidenza, rendendo interessante l'evoluzione del loro legame.

Un altro aspetto che ho apprezzato è sicuramente l'ambientazione. Lachlan, con le sue terre impoverite e la pioggia incessante, possiede un'atmosfera malinconica e cupa che accompagna perfettamente gli avvenimenti. Non è semplicemente uno scenario in cui si svolge la vicenda, ma un luogo che racconta attraverso le proprie condizioni la sofferenza di un popolo e le conseguenze di un potere esercitato senza scrupoli.

Anche il sistema magico mi ha incuriosita. In questo mondo la magia non è necessariamente qualcosa di positivo: può essere un dono, ma anche una condanna, uno strumento di potere o persino una merce da commerciare. Il traffico della sostanza capace di donare capacità magiche a chi ne è privo introduce un interessante elemento di riflessione, mostrando quanto il desiderio di possedere un potere straordinario possa trasformarsi in qualcosa di pericoloso.

Tra intrighi politici, misteri, missioni e relazioni personali, la storia riesce a combinare la componente fantasy con quella romantica, lasciando spazio anche ai rapporti familiari e ai conflitti interiori dei protagonisti.

In conclusione, La canzone della pioggia eterna è stata una lettura che ho apprezzato soprattutto per il mondo magico costruito dall'autrice e per i suoi personaggi. Larkyra mi ha conquistata con le sue fragilità e con il difficile rapporto che ha con il proprio dono, mentre Darius aggiunge alla vicenda quella componente di mistero e attrazione che rende interessante la loro relazione.

Ma se dovessi scegliere alcuni degli elementi che mi sono rimasti più impressi, citerei sicuramente il legame tra le sorelle Bassette, la loro famiglia allargata e Kaipo, una creatura davvero adorabile che ha saputo conquistarmi.

Mi piace quando un fantasy non si limita a raccontare una storia di magia e avventure, ma riesce anche a costruire legami, dinamiche familiari e personaggi con cui è facile entrare in sintonia. Ed è proprio questo insieme di elementi ad aver reso la lettura piacevole.

Lo consiglierei a chi ama i fantasy romance ambientati in mondi ricchi di magia, con protagoniste dai poteri particolari, intrighi da svelare, attrazione tra personaggi diffidenti e, soprattutto, legami familiari capaci di dare calore anche alle atmosfere più cupe.

giovedì 29 ottobre 2026

Recensione di Lo specchio dei finali infiniti di Stephanie Garber

 


Lo specchio dei finali infiniti

di Stephanie Garber

Traduttore:Maria Concetta Scotto di Santillo

Illustratore:Lotusbubble

Editore:Rizzoli

Collana:Argentovivo

Genere: Fantasy romance / Romantasy

Serie: C’era una volta un cuore spezzato – novella 3.5

Trama 

"Evangeline Volpe è sempre stata convinta che ogni storia racchiuda in sé il potenziale per finali infiniti." Per questo non ha mai smesso di sperare nel lieto fine, per lei e per Jacks. E la magia, alla fine, li ha premiati: il loro amore è sopravvissuto ad avvelenamenti, principi malvagi, vampiri assetati di sangue, maledizioni e ricordi rubati. Hanno finalmente trovato il loro "e vissero felici e contenti". Ora, nella Conca, tra crostate fragranti, calorosi minidraghi e preparativi per la grande apertura, tutto è magicamente meraviglioso. Niente può andare storto, nessuno complotta contro di loro e nessuno nasconde più segreti... be', tranne uno. Forse. Un ultimo, piccolo segreto che rischia di mettere a repentaglio quell'equilibrio perfetto, spingendoli oltre il confine della realtà. Di fronte a uno specchio magico, il loro legame verrà messo alla prova un'ultima volta.

Recensione 

Ci sono storie che finiscono con un lieto fine e altre che ci fanno desiderare di poter restare ancora un po’ nel loro mondo.

Una favola può davvero finire?

Dopo aver attraversato maledizioni, segreti, inganni e prove capaci di mettere a dura prova i loro sentimenti, Evangeline Volpe e Jacks sembrano finalmente aver conquistato ciò che desideravano: la possibilità di vivere il loro amore senza dover combattere continuamente contro il destino.

La Conca li accoglie in un’atmosfera che sembra uscita direttamente da una fiaba. Ci sono dolci appena sfornati, piccoli draghi e nuovi progetti da realizzare. Tutto lascia pensare che, questa volta, la storia possa proseguire serenamente, lontana dai pericoli che hanno accompagnato il loro cammino.

Eppure, nel mondo creato da Stephanie Garber, la felicità non è mai così semplice da proteggere.

Un segreto ancora irrisolto minaccia di incrinare quell’equilibrio apparentemente perfetto e conduce Evangeline e Jacks davanti a uno specchio magico, dove il loro legame dovrà affrontare un’ultima prova.

Perché conquistare il proprio lieto fine non significa necessariamente aver messo al sicuro tutto ciò che si ama.

Con Lo specchio dei finali infiniti, Stephanie Garber torna nell’universo che ha conquistato i lettori con C’era una volta un cuore spezzato, regalandoci un nuovo incontro con due personaggi che hanno fatto della speranza, dei desideri e delle scelte difficili il centro della loro storia.

Il fascino di questa serie risiede proprio nella sua capacità di trasformare gli elementi delle fiabe in qualcosa di imprevedibile. La magia non è soltanto un espediente narrativo, ma una presenza che accompagna i personaggi, influenza le loro decisioni e rende ogni promessa potenzialmente più complicata di quanto sembri.

Anche in questa novella, lo specchio assume un ruolo particolarmente suggestivo: è un elemento misterioso che introduce una nuova incertezza proprio quando tutto sembra essersi finalmente sistemato.

L’autrice torna così a esplorare uno dei temi centrali della saga: quanto siamo disposti a rischiare pur di conservare ciò che abbiamo conquistato?

Il cuore della storia rimane il rapporto tra Evangeline e Jacks, una coppia che porta con sé il peso di tutto ciò che ha dovuto affrontare.

Il loro percorso non si è limitato a un semplice avvicinamento romantico: è stato segnato da ostacoli, sofferenze e momenti in cui fidarsi dell’altro non era affatto scontato. Ritrovarli in una fase diversa della loro vita permette di guardare al loro legame da una prospettiva nuova, quella di chi ha finalmente ottenuto qualcosa per cui ha lottato a lungo.

Con le sue 276 pagine, Lo specchio dei finali infiniti si presenta come una novella che permette di ritrovare l'atmosfera della serie senza affrontare un nuovo romanzo di grandi dimensioni.

Particolarmente interessante per chi desidera tornare nel Magnifico Nord e ritrovare personaggi ai quali si è affezionato.

È importante, però, considerarla per quello che è: un capitolo aggiuntivo di una storia già sviluppata nei volumi precedenti. Per apprezzarne pienamente i personaggi e il significato del loro percorso, è consigliabile leggere prima la trilogia di C'era una volta un cuore spezzato.

Ci sono mondi letterari che non vorremmo abbandonare del tutto, soprattutto quando ci hanno fatto affezionare ai loro personaggi e ci hanno accompagnato attraverso una storia ricca di magia, sentimenti e colpi di scena.

Lo specchio dei finali infiniti si inserisce proprio in questo desiderio di ritornare, anche solo per qualche altra pagina, accanto a Evangeline e Jacks.

Stephanie Garber ci riporta in un universo in cui i desideri hanno conseguenze, la magia nasconde ancora delle sorprese e persino un lieto fine può riservare un'ultima prova.

Per chi ha amato la serie, questa novella rappresenta l'occasione di ritrovare ancora una volta le atmosfere del Magnifico Nord e due protagonisti che hanno costruito il loro percorso attraverso scelte tutt'altro che semplici.

Perché, a volte, il bello delle fiabe non è soltanto scoprire come finiscono, ma avere la possibilità di tornare a viverle ancora.

mercoledì 21 ottobre 2026

Recensione di Bonds of Hercules di Jasmine Mas

 


Bonds of Hercules 

di Jasmine Mas

Autrice: Jasmine Mas

Serie: Villains of Lore

Genere: Romantasy, dark fantasy, mitologia greca 

Casa editrice: Mondadori 

Trama

Ogni eroe ha i suoi mostri. E Alexis è fatalmente legata ai suoi, tramite un eterno vincolo di matrimonio che ha scosso le fondamenta stesse dell'Olimpo, e tutto ciò in cui Alexis ha sempre creduto. Ma ora è arrivato il momento di reagire. Insieme ai suoi due mentori, Achille e Patroclo, Alexis decide di prendere parte alla Competizione dei Gladiatori di Sparta. Perché solo così potrà finalmente vendicarsi degli uomini che l'hanno usata, dei mariti Augusto e Caronte che l'hanno ingannata e di chi, come loro, la considera solo una preda da conquistare, un bottino da possedere. Tuttavia ben presto Alexis si renderà conto che la vendetta non basta. Per essere davvero libera, deve scoprire la verità sui suoi poteri, anche a costo di rischiare il tutto per tutto.

Recensione 

Ci sono libri che riescono a conquistarti per la trama, altri per i personaggi e altri ancora per quella capacità di farti sorridere anche quando, intorno ai protagonisti, sembra stia per scatenarsi l'apocalisse. Bonds of Hercules di Jasmine Mas, secondo volume della serie Villains of Lore, per me ha sicuramente quest'ultima qualità, ma anche molto altro.

Dopo aver conosciuto Alexis in Blood of Hercules, ritrovarla in queste nuove avventure è stato un ritorno in un mondo caotico e affascinante, dove la mitologia greca viene completamente rielaborata e diventa il terreno di scontro tra Spartani, Olimpi e Titani.

Uno degli aspetti che avevo apprezzato nel primo volume e che ho ritrovato con piacere è proprio l'ambientazione. Jasmine Mas costruisce un universo in cui la mitologia classica si intreccia con lotte di potere, rivalità e alleanze tutt'altro che semplici. Gli equilibri sono precari e Alexis si ritrova coinvolta in una rete di intrighi e conflitti che rende la storia sempre movimentata.

A rendere la lettura piacevole, però, non è soltanto il worldbuilding, ma anche la capacità dell'autrice di mescolare tensione, ironia e relazioni complicate, senza rinunciare a quel tono un po' folle e sopra le righe che avevo già apprezzato nel primo libro.

🖤 Caronte e Augusto: impossibile resistere al loro fascino

Se c'è un elemento che merita una menzione speciale, sono sicuramente Caronte e Augusto. Hanno un fascino incredibile, di quelli che non hanno bisogno di essere addolciti per risultare irresistibili.

A conquistarmi è soprattutto il contrasto tra la loro autorevolezza spietata, il potere che esercitano e la riverenza che dimostrano nei confronti della loro nuova moglie. Sono uomini abituati a comandare, a imporsi e a non lasciare molto spazio alle debolezze, eppure il rapporto con Alexis fa emergere sfumature che rendono le loro dinamiche ancora più intriganti.

Naturalmente, questo non significa che Alexis possa dimenticare o perdonare facilmente ciò che le hanno fatto. L'inganno subito pesa sul loro rapporto e la fiducia è tutt'altro che scontata. Lei è ferita, arrabbiata e determinata a non lasciar correre, ma deve anche fare i conti con una passione che continua a legare le loro anime.

È proprio questa contraddizione a rendere interessanti le loro interazioni: da una parte il risentimento, la rabbia e il bisogno di fare i conti con il passato; dall'altra un'attrazione difficile da reprimere, che continua a trascinarli gli uni verso l'altra. Il risultato è una dinamica carica di tensione, in cui sentimenti contrastanti e desiderio convivono continuamente.

E sì, la componente spicy è decisamente presente! 🌶️ Le scene più sensuali si inseriscono in rapporti già complicati, alimentando un'intensità che non riguarda soltanto l'attrazione fisica, ma anche il potere, la vulnerabilità e i legami che uniscono i protagonisti.

Se amate i romantasy passionali, con personaggi dominanti e relazioni tutt'altro che lineari, questo è sicuramente un aspetto da tenere in considerazione.

A rendere la trama ancora più intrigante contribuiscono anche le interferenze di Patto e Achille. La loro presenza aggiunge ulteriori complicazioni a una situazione già tutt'altro che tranquilla, alimentando tensioni e rendendo più imprevedibili le dinamiche tra i personaggi.

Ho apprezzato il fatto che la storia non si limiti alle relazioni sentimentali, ma continui a sviluppare il conflitto più ampio in cui Alexis è coinvolta. Le rivalità, i giochi di potere e le intenzioni dei diversi personaggi mantengono viva la curiosità su ciò che accadrà, senza lasciare che la componente romantica prenda completamente il sopravvento sulla trama.

😂 Dialoghi irresistibili e animali decisamente particolari

Ma se c'è una cosa che ho amato anche in questo secondo volume, sono i dialoghi. Jasmine Mas riesce a inserire battute, provocazioni e momenti esilaranti anche nelle situazioni più tese, sfruttando benissimo le personalità dei protagonisti.

È un'ironia che alleggerisce la narrazione senza cancellarne i lati più oscuri e che, personalmente, trovo perfetta per questo universo così sopra le righe.

E poi ci sono loro: gli animali legati ai Ctoni! 🖤

Non so se Jasmine Mas si renda conto di quanto questi dettagli contribuiscano a rendere la serie ancora più particolare, ma io li adoro. Il procione di Augusto è già di per sé una presenza che difficilmente passa inosservata, mentre Fluffy Junior, il cane di Alexis con la sua abitudine di mangiare i bastoncini di legno, merita un posto d'onore.

Ma non possiamo dimenticare il serpente Nix e i cani fatti di scheletri di Caronte! Sono davvero bellissimi e adorabili nella loro particolarità. Lo so, forse non è esattamente ciò che ci si aspetterebbe di trovare in una storia popolata da divinità, Titani e intrighi, eppure sono proprio queste creature così insolite a conquistarmi.

Mi sono affezionata a tutti loro! Ognuno ha qualcosa che lo rende speciale e, ogni volta che compaiono, riescono ad aggiungere quel tocco di eccentricità che rende questo universo ancora più divertente e riconoscibile.

Perché, diciamolo, tra inganni, rivalità e passioni travolgenti, un cane che mangia legnetti, un serpente affascinante e dei cani fatti di scheletri sono proprio ciò che serve per rendere tutto ancora più memorabile!

✨ In conclusione

Con Bonds of Hercules, Jasmine Mas mi ha riportata in un universo che riesce a essere oscuro, passionale e ironico allo stesso tempo. Ho ritrovato il piacere di perdermi nei dialoghi, in un'ambientazione mitologica ricca di conflitti e in personaggi che, con tutte le loro contraddizioni, sanno catturare l'attenzione.

Caronte e Augusto, con il loro fascino autoritario e il rapporto complesso con Alexis, sono tra gli elementi che ho trovato più intriganti, mentre le interferenze di Patto e Achille aggiungono ulteriori livelli di tensione alla trama. Il tutto è accompagnato da una componente spicy importante, che si intreccia con i sentimenti e con i rapporti di potere senza rinunciare all'intensità.

Ma se i protagonisti riescono a conquistarmi con le loro dinamiche complicate, gli animali dei Ctoni hanno decisamente un posto speciale nel mio cuore. Dal procione di Augusto a Fluffy Junior, passando per Nix e i cani scheletrici di Caronte, sono tutti dettagli che adoro e che contribuiscono a rendere la serie ancora più particolare. Non pensavo di affezionarmi così tanto anche a loro, e invece eccomi qui!

Ciò che rende questa serie diversa da tanti altri romantasy non è soltanto la rivisitazione della mitologia greca, ma il modo in cui Jasmine Mas mescola intrighi, passione, ironia e dettagli eccentrici, dando vita a una storia che non si prende sempre troppo sul serio, pur affrontando dinamiche complesse.

Se avete apprezzato Blood of Hercules e cercate un seguito capace di unire fantasy, tensione romantica, personaggi carismatici e momenti divertenti, Bonds of Hercules potrebbe fare al caso vostro.

E adesso sono curiosa: voi riuscireste a perdonare un inganno se, nonostante tutto, l'attrazione fosse impossibile da ignorare? E quale animale dei Ctoni vorreste avere al vostro fianco? Io, sinceramente, non saprei scegliere: ormai mi sono affezionata a tutti, anche se un pensierino sul procione di Augusto lo farei! 🖤🐍

lunedì 19 ottobre 2026

Recensione di Prova a resistermi di Ella Evans

 

Prova a resistermi

di Ella Evans

Autrice: Ella Evans

Casa editrice: Rizzoli

Collana: Argentovivo

Pagine: 420

Genere: Sport romance, new adult

Tropes: Hockey romance, college romance, doppio POV, bad boy, protagonisti con un passato difficile.

Trama 

In una lotta contro il tempo e contro le proprie paure, Hailey e Taylor dovranno decidere quanto sono disposti a rischiare. Perché a volte, per riscrivere il proprio destino, bisogna avere il coraggio di frantumare il ghiaccio che protegge il nostro cuore.

Hailey Campbell è arrivata alla Dartmouth University con un unico obiettivo: ricominciare. Vuole lasciarsi alle spalle una famiglia assente e, soprattutto, l'ombra di un passato che non smette di darle la caccia. Protetta da una corazza di cinismo e dal bancone del Red Ink, ha reso il suo cuore un territorio inaccessibile, convinta che l'amore sia semplicemente un altro modo per essere distrutti. Taylor West è un casanova certificato, la cui valvola di sfogo si trova sul ghiaccio. Per lui, infatti, l'hockey non è solo uno sport, ma l'unica via d'uscita. Eppure, dietro il sorriso arrogante e la sicurezza ostentata, Taylor nasconde un countdown spietato: un patto di famiglia lo costringerà presto ad abbandonare i pattini, i sogni e la borsa di studio per tornare a una vita che non ha scelto. Quando le loro strade si incrociano tra le aule del campus e le feste universitarie, l'attrazione esplode, violenta e innegabile. Taylor è l'unico capace di scorgere le crepe nella difesa di Hailey, mentre lei è la sola a leggere la vulnerabilità dietro i suoi occhi carichi di sfida. Ma proprio quando la passione sembra offrire una via di fuga, il passato di Hailey torna a bussare più forte di prima.

Recensione 

In Prova a resistermi, Ella Evans ci porta alla Dartmouth University, dove Hailey Campbell cerca di ricominciare dopo una relazione che l'ha segnata profondamente. Vorrebbe lasciarsi alle spalle il passato e tornare a vivere con un po' di serenità, ma certe ferite non scompaiono da un giorno all'altro e, soprattutto, non è facile imparare di nuovo a fidarsi quando proprio la persona che avrebbe dovuto amarti ti ha fatto più male.

Hailey è una protagonista che mi ha fatto provare tanta tenerezza. Quello che ha vissuto con il suo ex ha lasciato segni profondi, compromettendo la sua fiducia negli altri e la sua capacità di lasciarsi andare. A rendere tutto ancora più doloroso è il rapporto con sua madre, che non è mai riuscita a darle il sostegno di cui aveva bisogno. Convinta che l'ex fidanzato della figlia fosse una persona meravigliosa, si è sempre fermata alle apparenze, senza riuscire a comprendere davvero il motivo della sofferenza di Hailey. E così, oltre al trauma della violenza subita, Hailey si è ritrovata senza una figura di riferimento con cui potersi confidare, sentendosi ancora più sola.

È proprio questo uno degli aspetti che mi ha colpita maggiormente: il bisogno di essere ascoltati, creduti e compresi, soprattutto quando si sta attraversando qualcosa che lascia ferite difficili da raccontare. Hailey ha costruito un muro intorno a sé per proteggersi, cercando di evitare tutto ciò che potrebbe renderla nuovamente vulnerabile. E, dopo quello che ha passato, è davvero difficile darle torto.

Poi nella sua vita arriva Taylor West, giocatore di hockey affascinante, sicuro di sé e apparentemente il classico ragazzo abituato a ottenere tutto ciò che vuole. All'inizio potrebbe sembrare il solito bad boy degli sport romance universitari, ma andando avanti con la lettura emerge qualcosa di molto più bello: Taylor è un ragazzo buono, capace di essere dolce, paziente e comprensivo.

La cosa che ho apprezzato di più del suo rapporto con Hailey è proprio il modo in cui si avvicina a lei. Non pretende che si fidi immediatamente, non le chiede di dimenticare il passato e non cerca di forzarla ad abbassare le difese. Le lascia il tempo di cui ha bisogno, dimostrandole poco alla volta che non tutte le persone sono uguali e che una relazione può essere anche un luogo sicuro.

Con pazienza e dolcezza, Taylor riesce gradualmente ad abbattere quel muro che Hailey ha costruito per proteggersi. Lei comincia ad aprirsi, a raccontargli ciò che ha vissuto e a concedergli uno spazio nella sua vita che per tanto tempo aveva tenuto chiuso a tutti. Ed è bello vedere come, accanto a lui, inizi a sentirsi meno sola e a ritrovare quella fiducia che credeva di aver perso.

Ma Taylor non è soltanto il ragazzo che la aiuta ad affrontare le sue paure. Anche lui ha le sue fragilità e il suo percorso personale, e proprio questo rende il loro rapporto più interessante. Entrambi sono persone buone, con le proprie insicurezze, che imparano a conoscersi e a costruire qualcosa di autentico. Non si tratta semplicemente di attrazione o di una sfida da vincere, ma di due persone che scelgono di avvicinarsi, rispettarsi e comprendersi.

Ho adorato anche vedere Hailey aprirsi a nuove esperienze, trovare un'amica e sentirsi finalmente accolta in un ambiente in cui non deve continuamente difendersi. Il Natale trascorso a casa di Taylor è uno di quei momenti che contribuiscono a rendere la loro storia ancora più tenera, perché mostra a Hailey una dimensione diversa dei rapporti umani: quella fatta di calore, affetto e della possibilità di sentirsi parte di qualcosa.

La loro relazione mi è piaciuta proprio perché si sviluppa su basi che considero fondamentali: il rispetto, la comprensione e la maturità. Taylor non cerca di salvarla al posto suo, ma le sta accanto mentre lei prova a ritrovare se stessa. E Hailey, un passo alla volta, impara che lasciarsi amare non significa necessariamente esporsi a un nuovo dolore.

Naturalmente, non manca un momento di tensione: Taylor nasconde a Hailey qualcosa di molto importante, e questo mette in discussione la fiducia che i due stanno costruendo. Non vi svelo altro, ma è un elemento che aggiunge complessità alla storia e ricorda quanto la sincerità sia essenziale, soprattutto quando si cerca di ricominciare dopo esperienze dolorose.

Un altro elemento che ho apprezzato è il doppio POV, che permette di entrare nella mente di entrambi i protagonisti e comprendere meglio i loro sentimenti, le loro paure e il modo in cui il loro legame cambia nel tempo. Ho trovato interessante poter seguire l'evoluzione di Taylor e scoprire che dietro la sua sicurezza si nasconde molto più di quanto si possa immaginare inizialmente.

Nel complesso, Prova a resistermi mi è piaciuto tantissimo. Mi aspettavo uno sport romance ambientato al college, con un giocatore di hockey e una ragazza difficile da conquistare, ma ho trovato molto di più. È una storia che parla di violenza, di traumi che continuano a condizionare il presente, della difficoltà di fidarsi e del bisogno di trovare qualcuno capace di ascoltarci senza giudicarci.

Soprattutto, è una storia che mi ha ricordato quanto possano fare la differenza la dolcezza, la pazienza e la comprensione di una persona che sceglie di starci accanto senza pretendere nulla in cambio.

Se amate gli sport romance, le storie d'amore che crescono lentamente e i protagonisti capaci di dimostrare i propri sentimenti attraverso i gesti, vi consiglio di dare una possibilità a questo libro. Perché, dietro l'ambientazione universitaria e il mondo dell'hockey, si nasconde una storia molto più profonda, fatta di seconde possibilità, fiducia da ricostruire e sentimenti che riescono a farsi spazio anche tra le ferite più difficili da rimarginare.

venerdì 16 ottobre 2026

Recensione di Unfair Play – Primo tempo & Ultimo tempo

 

Unfair Play – Primo tempo & Ultimo tempo

di Carrie Leighton

Recensione 

Ci sono autrici di cui sai di poterti fidare e Carrie Leighton è sicuramente una di queste. Dopo aver amato la trilogia Better, ero curiosa di immergermi nel suo nuovo universo narrativo con Unfair Play, anche se questa volta la storia di Leila e Vincent non è riuscita a conquistarmi quanto avrei sperato. 🥹❤️

La protagonista è Leila Collins, sorella di Thomas, mentre Vincent è il suo migliore amico e un giocatore di hockey. Tra sentimenti difficili da ammettere, paure e occasioni mancate, i due si ritrovano a fare i conti con ciò che provano l'uno per l'altra, cercando di capire se riusciranno finalmente a lasciarsi andare.

Ho apprezzato la scrittura scorrevole dell'autrice e il contesto legato all'hockey, che ormai è una presenza che amo ritrovare nelle mie letture. Inoltre, per chi ha letto la trilogia Better, ci sono anche dei collegamenti con quel mondo narrativo, sebbene Thomas abbia uno spazio davvero minimo in questa storia.

Il problema principale, per me, è stato il rapporto tra Leila e Vincent. Nonostante sia evidente che i due siano innamorati, finiscono spesso per complicarsi la vita da soli, creando ostacoli che, almeno dal mio punto di vista, potrebbero essere affrontati e risolti con un po' più di dialogo e maturità.

Capisco che entrambi abbiano le proprie fragilità e che, soprattutto per Leila, il passato e i traumi vissuti durante l'infanzia abbiano lasciato ferite profonde. Proprio per questo riesco a comprendere le sue paure, ma a volte ho avuto la sensazione che fosse lei stessa a lottare contro la propria felicità, allontanando una persona che ama e rendendo tutto più complicato del necessario. E ammetto che, a lungo andare, questo continuo tira e molla mi ha un po' frustrata.

Anche il secondo libro non è riuscito a coinvolgermi come avrei voluto. Mi è mancata quella complicità capace di farmi percepire davvero la scintilla tra i protagonisti e avrei preferito più confronti sinceri, dialoghi e momenti in cui vederli affrontare insieme le difficoltà, anziché creare continuamente nuovi problemi.

La scrittura di Carrie Leighton resta una certezza: è fluida, piacevole e capace di accompagnarti nella lettura. Purtroppo, però, questa volta non è bastata a farmi innamorare della coppia, come invece era successo con i protagonisti di Better.

Nel complesso, Unfair Play è stata una lettura piacevole, ma non del tutto nelle mie corde. Continuerò sicuramente a leggere Carrie Leighton, perché un'autrice che mi ha regalato tante emozioni merita sempre una nuova possibilità. Questa volta, semplicemente, Leila e Vincent non sono riusciti a conquistarmi fino in fondo. ❤️‍🩹

💌 Lo consiglio a chi ama i romance sportivi, le storie d'amore complicate e vuole immergersi in una nuova vicenda firmata Carrie Leighton. Se avete amato la trilogia Better, potreste essere curiosi di scoprire anche questa storia, tenendo presente che i collegamenti con i personaggi precedenti sono limitati.

lunedì 12 ottobre 2026

Recensione di Savage Blooms di S. T. Gibson

 


Savage Blooms

di S. T. Gibson

Traduttore:Tiffany Vecchietti

Editore:Ne/oN

In commercio dal:26 agosto 2026

Pagine:384 p., Brossura

Tropes e temi:

Forced Proximity

Friends to Lovers

Gotico

Paranormal Romance

Trama 

Da quando Adam ha memoria, le oscure leggende tramandate dal nonno lo hanno attirato verso Craigmar, un maniero in rovina tra le Highlands scozzesi. La sua amica più cara, Nicola, sogna la stessa avventura. Sarebbe disposta a seguirlo ovunque, persino nelle lande remote della Scozia, se questo potesse far sbocciare l’attrazione segreta che provano l’una per l’altro. Ma quando una tempesta li sorprende e li confina in quel luogo misterioso, Adam e Nicola si ritrovano alla mercé dell’eccentrica proprietaria della tenuta, Eileen, e del suo cupo custode, Finley. Intrappolati dal maltempo e vincolati da un’antica magia, Nicola e Adam verranno risucchiati nella routine di Craigmar, fatta di giochi psicologici, inganni e desideri proibiti. E man mano che antichi peccati familiari riaffiorano, dovranno fare i conti con l’incantesimo che il maniero ha lanciato su di loro... e chiedersi se desiderino davvero liberarsene.

Recensione  

Ci sono libri che riescono a conquistarti soprattutto per l’atmosfera che sanno creare, e Savage Blooms di S. T. Gibson per me è stato proprio uno di questi.

La storia ci porta nelle Highlands scozzesi, a Craigmar, un antico maniero in rovina avvolto da leggende e segreti. È proprio l’ambientazione uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente: Craigmar non è una semplice casa infestata, ma una presenza quasi viva, capace di trasmettere un senso costante di inquietudine. Tra stanze decadenti, silenzi e un passato che sembra non voler essere dimenticato, il maniero diventa il cuore di una storia oscura e misteriosa, in cui nulla è davvero come appare.

Craigmar, infatti, nasconde molto più di quanto si possa immaginare. Il suo legame con la famiglia di Adam affonda le radici in un passato antico, intrecciato al mondo delle fate e a segreti che emergono gradualmente. Ho trovato interessante questa componente legata al folklore, anche se avrei voluto che venisse approfondita maggiormente, perché è uno degli elementi che contribuiscono a rendere la storia così affascinante.

Un altro punto di forza è sicuramente la caratterizzazione dei personaggi. Adam, Nicola, Eileen e Finley sono figure sfaccettate, ricche di contraddizioni, fragilità e desideri spesso scomodi. Non sono personaggi semplici da inquadrare e le loro motivazioni non sono sempre facili da comprendere, ma è proprio questo a renderli interessanti. Ho apprezzato soprattutto il modo in cui ciascuno di loro riconosce e accetta senza riserve i propri desideri e impulsi, anche quando sono controversi o difficili da conciliare con le aspettative altrui.

Le loro relazioni sono intense e complicate, attraversate da attrazione, gelosia, manipolazione e giochi di potere. Nessuno sembra avere intenzione di rinunciare a ciò che vuole e, tra tensione psicologica e desiderio, gli equilibri cambiano continuamente. La componente sensuale è molto presente e il romanzo contiene scene di sesso esplicito, inserite in dinamiche adulte e talvolta disturbanti, che contribuiscono al tono provocatorio della storia.

Se l’atmosfera e i personaggi mi hanno conquistata, il finale mi ha lasciato sentimenti contrastanti. Da una parte, il cliffhanger è coerente con il fatto che Savage Blooms sia il primo volume della trilogia Unearthly Delights; dall’altra, ho trovato eccessivo il numero di interrogativi lasciati senza risposta. Non si tratta soltanto di voler sapere come si evolveranno gli eventi, ma di avere la sensazione che manchino ancora dei punti fermi per comprendere davvero la direzione della storia. Il legame tra Craigmar, la famiglia di Adam e il mondo delle fate apre scenari intriganti, ma lascia anche molta incertezza su ciò che accadrà e su dove l’autrice voglia portare i suoi personaggi.

Capisco la scelta di mantenere il mistero in vista dei volumi successivi, ma avrei preferito qualche risposta in più, qualcosa a cui aggrapparmi prima di lasciare Craigmar. Il finale mi ha incuriosita, ma non mi ha soddisfatta del tutto: più che una conclusione, sembra una porta spalancata su una storia di cui ancora non si riescono a intravedere i confini.

Nel complesso, Savage Blooms è stata una lettura che ho apprezzato soprattutto per l’ambientazione gotica, l’atmosfera decadente e la complessità dei suoi protagonisti. È un fantasy oscuro e sensuale, fatto di segreti, desideri e relazioni ambigue, capace di trascinarti in un mondo in cui è difficile capire di chi fidarsi.

Lo consiglio a chi ama i fantasy gotici dalle atmosfere misteriose, i personaggi sfaccettati, le dinamiche relazionali intense e le storie con una forte componente sensuale. Tenete però presente che si tratta del primo volume di una trilogia e che, al termine della lettura, le domande rimaste aperte sono davvero tante.

martedì 6 ottobre 2026

Recensione di THE BLOOD TRAITOR – LA TRADITRICE DELLA STIRPE di Lynette Noni


 THE BLOOD TRAITOR – LA TRADITRICE DELLA STIRPE

di Lynette Noni

Recensione 

Lynette Noni, dopo questo finale posso ufficialmente dire che non mi fido più di te. 😂

Dopo il cliffhanger devastante di The Gilded Cage, avevo bisogno di sapere cosa sarebbe successo a Kiva, Jaren, Tipp e a tutti gli altri. E The Blood Traitor riparte proprio da lì, riportandoci immediatamente nel caos.

E che caos.

Kiva è di nuovo a Zalindov, esattamente nel luogo dal quale aveva passato il primo libro a cercare disperatamente di fuggire. Solo che questa volta è una persona completamente diversa. Ha perso molto, ha fatto degli errori enormi e soprattutto deve fare i conti con le conseguenze delle proprie scelte.

E questa volta sopravvivere non basta più.

Kiva deve trovare un modo per rimettere insieme i pezzi, affrontare il senso di colpa e cercare di salvare le persone che ama, mentre il regno è sempre più vicino alla guerra.

La cosa che ho apprezzato maggiormente di questo ultimo capitolo è che la storia finalmente si apre completamente. Si esce dai luoghi che ormai conosciamo e parte una vera e propria missione, con viaggi, magia, pericoli, alleanze improbabili e nuovi territori da esplorare.

E io adoro quando un fantasy a un certo punto prende i protagonisti e dice:

“Bene, adesso tutti in viaggio perché abbiamo una missione impossibile da compiere.” 😂

Ma il cuore del libro rimane Kiva.

E quanto è cresciuta questa ragazza?

Nel primo volume era una sopravvissuta. Nel secondo si è ritrovata coinvolta in un mondo completamente nuovo. Qui invece deve imparare a scegliere per cosa vale davvero la pena combattere.

Non è sempre facile stare dalla sua parte. Anzi, alcune sue decisioni mi hanno fatto esasperare parecchio. Però proprio questo mi è piaciuto: Kiva non è perfetta, sbaglia, si lascia divorare dai sensi di colpa, prende decisioni discutibili e deve imparare a convivere con le conseguenze.

E poi c'è Jaren.

Dopo quello che è successo nel secondo libro, il loro rapporto è un concentrato di dolore, rabbia, incomprensioni e sentimenti ancora impossibili da ignorare.

Io per buona parte della lettura ero praticamente così:

“PARLATEVI.”

“DITEVI QUELLO CHE PENSATE.”

“BASTA FARE I TESTARDI.” 😂

Ma proprio perché il loro rapporto non viene risolto con uno schiocco di dita, ho apprezzato il percorso che devono affrontare.

E poi ci sono loro: Tipp, Caldon, Cresta, Naari, Ashlyn e tutti gli altri.

Questa serie mi ha conquistata anche per la sua found family. Personaggi diversi tra loro, con ferite e segreti differenti, che finiscono per diventare una squadra e soprattutto una vera famiglia.

Cresta in particolare mi ha sorpresa tantissimo. Ha quella combinazione di sarcasmo, forza e schiettezza che in mezzo a tutto il dramma della storia è una boccata d'aria fresca.

E naturalmente Noni non poteva lasciarci tranquilli nemmeno nel capitolo conclusivo.

Ci sono magia, combattimenti, tradimenti, rivelazioni, sacrifici, segreti, rapimenti, viaggi e colpi di scena che continuano a cambiare le carte in tavola.

E quando finalmente sono arrivata alle ultime pagine avevo quella sensazione stranissima che arriva quando finisci una serie a cui ti sei affezionata:

non volevo sapere soltanto come sarebbe finita. Non volevo proprio salutare questi personaggi.

The Blood Traitor per me è stato un finale pieno di emozioni. Non perfetto, perché alcune scelte mi hanno fatto arrabbiare e in certi momenti avrei voluto scuotere Kiva, ma nel complesso mi ha dato quello che cercavo: un'avventura, una crescita dei personaggi, tanta tensione e una conclusione che chiude il cerchio.

E ripensando all'intera trilogia, la cosa che mi colpisce è quanto sia cambiata Kiva.

La ragazzina che all'inizio pensava soltanto a sopravvivere a Zalindov arriva alla fine a comprendere che vivere significa anche scegliere, rischiare, amare e combattere per ciò in cui crede.

E io ho amato accompagnarla in questo viaggio.

🩸 Una trilogia che mi ha fatto soffrire, arrabbiare, sospirare e urlare più di una volta.

Ma soprattutto una di quelle storie che, una volta arrivata all'ultima pagina, ti lascia quella sensazione malinconica del:

“E adesso cosa leggo?” 🥹

The Prison Healer mi ha conquistata.

The Gilded Cage mi ha distrutta.

The Blood Traitor mi ha definitivamente fregata. 🖤

E sì, Lynette Noni…

ti perdono. Ma solo perché ho amato questa trilogia. 😂

lunedì 5 ottobre 2026

Recensione di Sei di corvi. Una riva oscura di Leigh Bardugo

 


Sei di corvi. Una riva oscura 

di Leigh Bardugo 

Editore: Mondadori

Collana: Fantastica

Genere: Fantasy

Universo narrativo: Grishaverse

Pagine: 66

Pubblicazione italiana: 22 settembre 2026

Trama

Da Leigh Bardugo, una nuova storia ambientata nel GrishaVerse: un intrigo ricostruito grazie al ritrovamento di alcuni documenti che si svolge dopo gli eventi de Il regno corrotto.

I mercanti di Ketterdam sono sotto attacco. I loro loschi affari sono stati smascherati, le loro navi affondate, gli schiavisti braccati, come fanno con le loro vittime. Tutto opera di una misteriosa capitana pirata e della sua nave, la Spettro. Ora due investigatori collaborano per scoprire la verità dietro un massacro avvenuto in mare. Tra le prove: la corrispondenza privata fra il famigerato criminale Kaz Brekker e una marinaia anonima a bordo della Spettro conosciuta solo come "I". Seguite l'indagine per risolvere il mistero del disastro ed esplorate il GrishaVerse come mai prima d'ora con le nuove illustrazioni di E.K. Belsher, le musiche originali di E. Aaron Wilson e gli oggetti collezionabili relativi al racconto.

Recensione 

Ci sono mondi letterari dai quali è davvero difficile prendere le distanze. E per me Ketterdam è sicuramente uno di questi.

Dopo aver amato Sei di corvi e Il regno corrotto, tornare nel Grishaverse attraverso Una riva oscura è stata un'esperienza particolare, soprattutto perché questo volume non è il classico seguito che ci si potrebbe aspettare. Leigh Bardugo sceglie infatti di raccontare una nuova storia in maniera completamente diversa, trasformando il lettore in una sorta di investigatore.

La vicenda è ambientata dopo gli eventi de Il regno corrotto. Ketterdam è ancora una città pericolosa, fatta di affari loschi, tradimenti e persone disposte a tutto pur di ottenere ciò che vogliono. Ma qualcosa sta cambiando.

Le attività dei mercanti vengono smascherate, le navi affondano e gli schiavisti diventano il bersaglio di una misteriosa capitana pirata e della sua nave, la Spettro.

Quando due investigatori iniziano a indagare su un terribile massacro avvenuto in mare, si ritrovano davanti a una serie di documenti, testimonianze e indizi che sembrano nascondere una verità molto più grande.

Ed è proprio qui che entra in gioco la particolare struttura del libro.

Non abbiamo una narrazione tradizionale, ma lettere, documenti, testimonianze, illustrazioni e altri materiali che dobbiamo mettere insieme poco alla volta per ricostruire ciò che è realmente accaduto.

È quasi come avere tra le mani un fascicolo pieno di indizi e dover essere noi a collegare tutti i pezzi.

E tra questi documenti c'è qualcosa che, per chi ha amato la duologia originale, ha un peso emotivo ancora maggiore: le lettere di Inej e Kaz.

Leggere la loro corrispondenza è stata una vera emozione. Ritrovare questi personaggi, anche attraverso delle semplici lettere, mi ha riportata immediatamente dentro alle sensazioni che avevo provato leggendo Sei di corvi e Il regno corrotto.

E poi ci sono Jesper e gli altri personaggi che abbiamo imparato ad amare, che tornano a vivere anche attraverso le bellissime illustrazioni presenti nel volume.

Per me questa è stata una delle parti più emozionanti della lettura: vedere rappresentati visivamente personaggi tanto amati, riconoscerne i volti e ritrovare ancora una volta quell'atmosfera che ha reso il Grishaverse così speciale.

Ma il libro riserva anche altre piccole sorprese.

Dentro le buste si trovano spartiti musicali, illustrazioni e altri materiali, e aprirle diventa quasi parte integrante della storia. Non è più soltanto una questione di leggere delle pagine: è proprio l'atto di scoprire cosa si nasconde dentro ogni documento a rendere l'esperienza così particolare.

Ketterdam, poi, rimane uno degli elementi che ho apprezzato maggiormente. È una città che sembra avere una vita propria: oscura, pericolosa, piena di contraddizioni e di segreti. Un luogo in cui non puoi mai sapere davvero di chi fidarti e dove ogni dettaglio può nascondere qualcosa.

Leigh Bardugo dimostra ancora una volta quanto sia forte l'identità di questo mondo, riuscendo a farci tornare tra le sue strade anche attraverso una storia molto più breve e costruita in maniera insolita.

✨ Vale la pena leggerlo?

Se avete amato Sei di corvi e Il regno corrotto, secondo me sì.

Ma è importante partire con le aspettative giuste.

Una riva oscura non è un terzo romanzo della duologia e non va letto aspettandosi una nuova grande avventura dei Corvi strutturata come i libri precedenti. È qualcosa di diverso: un racconto speciale, più breve, che approfondisce il mondo del Grishaverse attraverso misteri, documenti, corrispondenze e materiali da scoprire.

Ed è proprio questa la sua particolarità.

Per me, però, il vero valore di questo volume è stato soprattutto tornare a Ketterdam e ritrovare personaggi che mi erano mancati. Leggere le lettere di Kaz e Inej, vedere le illustrazioni di personaggi tanto amati e scoprire cosa si nascondeva dentro le buste mi ha regalato una sensazione quasi nostalgica.

È come se Leigh Bardugo ci avesse concesso qualche ora in più in compagnia dei Corvi, prima di lasciarli andare definitivamente.

Se non avete ancora letto la duologia, invece, vi consiglio assolutamente di partire da Sei di corvi e Il regno corrotto: questo volume va affrontato conoscendo già la storia e i suoi protagonisti.

Perché, diciamocelo...

quando si parla dei Corvi, non è mai davvero facile dire addio.

mercoledì 30 settembre 2026

Recensione di The knave and the moon di Rachel Gillig

 


The knave and the moon

di Rachel Gillig

Editore:Giunti Editore

In commercio dal:23 settembre 2026

Pagine:448 p., Rilegato

Trama 

La cattedrale di Aisling è un cumulo di macerie e i terremoti devastano il regno. Si dice che Rodrick Myndacious, Bartholomew e Maude Bauer siano morti, e il Re Castor ha preso in moglie Sybil Delling, l'ultima Divinatrice. Per celebrare la loro unione e consolidare il proprio potere, il Re organizza una serie di spettacolari tornei in tutti i borghi. Prigioniera e tenuta sotto l'effetto di droghe, Sybil rimane determinata a sconfiggerlo come un tempo fece con gli Omen, anche a costo di distruggere la fede del regno e se stessa. Ma poi sull'arena compare un uomo misterioso, senza nome e senza passato, che potrebbe essere la chiave di Sybil per annientare il Re, salvare le creature magiche e finalmente cambiare le cose nel Regno di Stonewater. Perché, in una terra dove le storie sono destinate a ripetersi e dove un Re può dimostrarsi crudele quanto un dio, l'unico modo per distruggere davvero la fede è salvarla.

Recensione 

Dopo il finale di The Knight and the Moth avevo assolutamente bisogno di sapere cosa sarebbe successo a Sybil, Rodric e Bartholomew. E devo dire che Rachel Gillig non ci fa aspettare molto prima di riportarci esattamente dove ci aveva lasciati: Sybil è nelle mani di Benji, costretta a diventare la sua regina, mentre Rodric e Bartholomew sono lontani da lei e in condizioni tutt'altro che buone.

In questo secondo volume Sybil mi è piaciuta ancora di più. Se nel primo libro doveva imparare a conoscere se stessa e a fidarsi delle proprie capacità, qui la vediamo finalmente consapevole della propria forza, anche quando tutto sembra essere contro di lei. La sua lotta per riconquistare la libertà e smascherare definitivamente i piani di Benji mi ha tenuta incollata alle pagine.

E poi c'è Rodric. ❤️

Il loro rapporto continua a essere uno degli aspetti che ho amato di più della storia. Dopo tutto quello che è successo nel primo libro, il loro legame viene messo duramente alla prova e ci sono momenti in cui avrei voluto solo prendere Sybil e Rodric e metterli al sicuro lontano da tutto e da tutti. 😂

Ma il personaggio che continua ad avere un posto speciale nel mio cuore è senza dubbio Bartholomew. Il mio gargoyle preferito è ancora una volta buffo, permaloso e adorabile, ma anche capace di regalare alcuni dei momenti più emozionanti della storia. 🥹

Mi è piaciuto ritrovare anche Maude, con quella sua forza e quell'istinto protettivo che avevo apprezzato tantissimo nel primo volume. E proprio il suo percorso in questo libro mi ha regalato alcuni dei momenti più dolorosi della duologia.

La parte che ho apprezzato maggiormente è stata vedere come tutti i misteri e i segreti del primo libro trovassero finalmente una spiegazione. La storia degli Omen, della cattedrale e delle divinatrici arriva alla sua conclusione, mentre Sybil deve affrontare ancora una volta chi vuole utilizzare il suo potere per controllare il regno.

E il finale… preparatevi perché Rachel Gillig vuole farci soffrire fino all'ultima pagina. 😭 Il confronto con Benji, le perdite e tutto quello che succede a Bartholomew e Maude mi hanno davvero spezzato il cuore. Allo stesso tempo, l'epilogo, ambientato molti anni dopo, riesce a dare una conclusione alla storia di Sybil e Rodric e a chiudere il cerchio della duologia. 

Forse, rispetto al primo libro, ho sentito maggiormente il peso della parte politica e delle vicende legate al regno, ma l'atmosfera gotica, la magia, le creature fantastiche e soprattutto i personaggi sono rimasti esattamente gli elementi che mi avevano conquistata.

Rachel Gillig conferma ancora una volta di essere un'autrice che riesce a creare mondi strani, oscuri e affascinanti, con personaggi che è impossibile non affezionarsi a.

Se avete amato The Knight and the Moth, non potete assolutamente fermarvi al primo libro: questa storia ha bisogno del suo finale. 🖤🌙

Recensione di Il principe bugiardo di L.J. Shen

  Il principe bugiardo  di L.J. Shen Genere: Romance Contemporaneo Pagine: Data di uscita: 9 ottobre 2026 Prezzo cartaceo: € 15.90 Prezzo eb...