martedì 24 marzo 2026

Recensione di Trope. I segreti della scrittura romance & del romantasy di Alice Doublier

 


Trope. I segreti della scrittura romance & del romantasy

di Alice Doublier

Traduttore:Federica Angelini

Illustratore:Juliette Buttigieg

Editore:Il Castoro

In commercio dal:10 marzo 2026

Pagine:256 p., ill. , Brossura

Trama 

Un libro imperdibile per tutti gli amanti del romance, con i contributi esclusivi di booktoker e scrittrici italiane.

Consigli di scrittura a cura di Cristina Chiperi, Alessia Gazzola, Valentina Ghetti, C.S. Quill , Allison Saft e Sara Simoni.

Sognate di sapere tutto sui trope utilizzati nei romance? Volete scrivere il vostro romantasy? Questo libro è proprio ciò che vi serve. Dopo averlo letto, il romance in tutte le sue forme non avrà più segreti, per voi!

In questa guida unica nel suo genere troverete: presentazione e analisi dei 50 trope più conosciuti (o meglio, dei nostri preferiti!); consigli di scrittura di editor e autrici per costruire una trama, creare dei personaggi e dare ritmo alla narrazione; illustrazioni di Juliette Buttigieg che danno vita ai trope; consigli di lettura di booktoker e content creator; contenuti esclusivi come i trope della vostra coppia, gli archetipi dei protagonisti (e i loro ritratti!), i trope inversi… e tanto, tanto altro! Alla parola enemies, tutti rispondiamo all’unisono: to lovers! E quando sentiamo parlare di slow burn, fremiamo al solo pensiero di un bacio. E cosa mi dite di “un solo cavallo”? I trope sono ovunque: sui social network, nel cuore di libri, film e serie Tv... Alimentano le aspettative dei lettori e guidano gli autori. Però, cosa sono esattamente i trope? A cosa servono davvero? E soprattutto, come gestire questi “cliché” senza diventarne uno a propria volta? La risposta è nelle vostre mani, in questo libro.

Recensione 

Trope. I segreti della scrittura romance & del romantasy di Alice Doublier non è il classico manuale freddo e tecnico: è più simile a una guida complice, scritta da chi conosce davvero il fascino (e i rischi) delle storie romantiche. Doublier non si limita a catalogarli, ma li analizza con uno sguardo lucido e coinvolgente, mostrando perché funzionano così bene e come possano essere reinventati. Il risultato è un equilibrio interessante tra teoria e passione, tra analisi e amore per il genere.

Ecco cinque motivi autentici per cui vale la pena leggerlo:

💞✨1. Ti insegna a usare i trope senza farti usare da loro

Il libro non si limita a elencare cliché come enemies to lovers o fake dating: ti mostra come piegarli, ribaltarli e renderli tuoi. È utile sia per scrivere sia per leggere con più consapevolezza.


🫶🏻🫰🏻2. Parla di emozioni, non solo di struttura

Molti manuali si fermano alla tecnica. Qui invece si entra nel cuore delle storie: perché certe dinamiche funzionano? Perché ci fanno battere il cuore? È un approccio più “vivo” e meno scolastico.


🩷🍁3. È perfetto anche per chi non scrive.

Non serve voler diventare autori: se ami romance e romantasy, questo libro ti fa vedere i tuoi libri preferiti sotto una luce nuova, come se scoprissi i “meccanismi nascosti” dietro le emozioni.


😍🎉4. Ha uno stile accessibile ma mai banale

Il linguaggio è semplice, diretto, quasi confidenziale, ma non superficiale. Si legge velocemente, ma lascia spunti su cui riflettere anche dopo aver chiuso il libro.


🔥🏠5. Ti fa venire voglia di creare (o riscoprire) storie

Forse il suo pregio più grande: accende l’ispirazione. Che tu voglia scrivere o semplicemente leggere di più, ti ritrovi con nuove idee, nuove curiosità e uno sguardo più attento alle storie d’amore.

In sintesi, è un libro che non si limita a spiegare il romance: ti invita a entrarci dentro, a capirlo e, in qualche modo, a farne parte.

Oltretutto nel libro troverete anche i miei consigli su due romanzi Arranged o forced marriage. Non vi voglio fare spoiler quindi li troverete a pagina 22. 

Recensione di The Naturals. L'accademia dei casi irrisolti di Jennifer Lynn Barnes


 

The Naturals. L'accademia dei casi irrisolti

di Jennifer Lynn Barnes

Traduttore:Tessa Bernardi

Editore:Nord

In commercio dal:24 marzo 2026

Pagine:304 p., Brossura

Età di lettura:Young Adult

Trama 

Da quando era bambina, Cassie Hobbes è sempre stata brava a leggere le persone. Fin troppo. Le bastano pochi gesti, uno sguardo per capirne anche i desideri più profondi. Una qualità cui non ha mai dato troppo peso, finché non si presenta alla sua porta un agente dell'FBI incaricato di reclutare ragazzi come lei, talenti naturali che andranno a formare una squadra speciale con il compito di risolvere vecchi casi di omicidio. Avendo provato sulla sua pelle il dolore di rimanere senza risposte, Cassie accetta e, in un attimo, la sua vita cambia per sempre. Il programma Naturals, infatti, prevede che lei si trasferisca a vivere con altri ragazzi, ognuno con il proprio talento speciale. Alcuni di loro condividono un genio simile per il profiling, come Dean, enigmatico e sfuggente; altri hanno abilità ancora più sorprendenti, come Michael, rampollo viziato capace di leggere le emozioni altrui e di approfittarne. A poco a poco, Cassie si rende conto però che nessuno lì dentro è chi dice di essere. E, quando un serial killer inizierà a terrorizzare la città, non ci sarà più tempo per i segreti. Uno di loro sta giocando con il fuoco, e Cassie sarà costretta a usare ogni arma a sua disposizione, se non vuole rischiare di bruciarsi.

Recensione 

L'accademia dei casi irrisolti di Jennifer Lynn Barnes è un thriller Young Adult che mescola mistero e soupance. È un romanzo che ti cattura fin dalle prime pagine trascinandoti in un mondo dove il talento diventa sia dono che condanna. 

La protagonista, Cassie, ha imparato a leggere le persone come fossero libri aperti. Quando la madre fingeva di essere una sensitiva era Cassie a osservare la gente per poi riportare alla madre i più intimi dettagli perché più osserva gli altri, più ne traccia il profilo psicologico. Quando viene reclutata in un programma segreto dell’FBI per ragazzi con abilità fuori dal comune, la storia prende subito un ritmo serrato: ogni personaggio è una mente brillante, ma anche un enigma.

Il punto di forza del libro è proprio questo equilibrio tra thriller psicologico e dinamiche tra adolescenti. Non si tratta solo di risolvere un caso: è una partita mentale continua, in cui ogni dettaglio può essere un indizio o una trappola. Il mistero che le indagini sui vecchi casi rivelano non è “chi è stato”, ma “perché lo ha fatto. È una discesa nelle ossessioni, nei traumi e nelle distorsioni della mente criminale a cui si affacciano sguardi di adolescenti tormentati. L’autrice costruisce la tensione con precisione, alternando momenti di introspezione a colpi di scena che arrivano senza preavviso ma senza risultare forzati. I Naturals sono ragazzi segnati dalle proprie capacità e da un passato oscuro. Il profilo psicologico dei personaggi è curato e credibile, e rende l’interazione tra loro uno degli aspetti più coinvolgenti del romanzo. Le relazioni, tra rivalità, attrazione e diffidenza, aggiungono profondità senza appesantire la trama. Ho apprezzato molto il personaggio di Cassie Hobbes. È una ragazza che alterna razionalità e vulnerabilità. La scomparsa della madre non è solo il motore della trama, ma la lente attraverso cui Cassie interpreta il mondo. Il bisogno di capire, di trovare schemi, nasce anche da un desiderio disperato di dare senso a qualcosa che senso non ha. In questo, Cassie è meno “genio infallibile” e più adolescente ferita che cerca controllo in un mondo imprevedibile. Cassie non riesce a smettere di analizzare chi ha intorno, e questo crea una distanza emotiva difficile da colmare. Con personaggi come Michael Townsend e Dean Redding, Cassie si muove tra attrazione, diffidenza e competizione intellettuale. Non si tratta solo di dinamiche romantiche: sono scontri tra menti brillanti, in cui fidarsi degli altri diventa quasi pericoloso quanto affrontare un criminale.

Questo romanzo è perfetto per chi ama i misteri, le serie tv come criminale mind e le storie in cui capire le persone è più pericoloso che inseguire un colpevole. Una lettura che intriga, inquieta e lascia con la voglia disperata di scoprire subito il seguito.

lunedì 23 marzo 2026

Recensione di E poi non rimase nessuno di Agatha Christie

 


E poi non rimase nessuno

di Agatha Christie

Traduttore:Lorenzo Flabbi, Beata Della Frattina

Editore:Mondadori

Collana:Oscar moderni

In commercio dal:4 febbraio 2025

Pagine:288 p., Rilegato

Trama 

Nove piccoli soldati si alzan tardi e van di sotto. Uno non si sveglia più, non ne restano che otto. Otto piccoli soldati van nel Devon per due orette. Uno dice «Resto qui!» e abbandona gli altri sette. Sette piccoli soldati spaccan legna e non saprei. Come uno si è affettato, però son rimasti in sei. Quei sei piccoli soldati fanno a gara a chi delinque. Uno un'ape se lo punge, son rimasti gli altri cinque. Cinque piccoli soldati che denunciano un misfatto. Uno resta in tribunale e da allora sono quattro. Quattro piccoli soldati stanno al mare fino a che uno prende un grosso granchio e ne restan solo tre. Van tre piccoli soldati allo zoo, tra un panda e un bue. Uno abbraccia l'orso bianco, l'han scampata gli altri due. Quei due piccoli soldati sotto il sole preso al molo si son tanto bruciacchiati che ne resta ormai uno solo. E quel piccolo soldato, senza gli altri del raduno, a una corda s'è impiccato. E poi non rimase nessuno.

Recensione 

E poi non rimase nessuno (conosciuto anche come Dieci piccoli indiani) di Agatha Christie è uno di quei romanzi che sembrano semplici all’inizio, ma che si rivelano costruzioni perfette man mano che si procede nella lettura. Pubblicato a puntate sul Daily Express tra il giugno e il luglio del 1939 e comparso per la prima volta in Italia nel 1946.

La storia parte da un presupposto essenziale: dieci sconosciuti vengono invitati su un’isola isolata, Nigger Island, senza possibilità di contatto con l’esterno. Ognuno di loro porta con sé un passato ambiguo, un’ombra, qualcosa che non è mai stato davvero punito. Da qui, il romanzo si trasforma rapidamente in un meccanismo a orologeria: una filastrocca infantile diventa la chiave degli eventi, e ogni morte segue uno schema preciso, quasi inquietante nella sua freddezza.

Quello che colpisce davvero non è solo l’idea del mistero, ma la tensione psicologica che cresce pagina dopo pagina. Non ci sono investigatori geniali o figure rassicuranti: i personaggi sono soli, chiusi in uno spazio ristretto e costretti a guardarsi con sospetto. Christie riesce a far emergere il lato più fragile e oscuro di ciascuno, mostrando come la paura possa trasformare le persone e spingerle verso il panico, la paranoia, persino l’autodistruzione.

Lo stile è diretto, senza fronzoli, ma estremamente efficace. Non ci sono lunghe descrizioni inutili: ogni dettaglio serve a costruire l’atmosfera o a depistare il lettore. E proprio qui sta la forza del romanzo: il lettore crede di aver capito, di aver trovato una soluzione, ma viene continuamente smentito.

Il finale è forse uno degli elementi più memorabili. Non è solo sorprendente: è anche disturbante, perché costringe a riconsiderare tutto ciò che si è letto. La soluzione non arriva come un semplice colpo di scena, ma come la chiusura logica, e spietata, di un gioco perfettamente orchestrato.

In definitiva, E poi non rimase nessuno non è soltanto un giallo, ma una riflessione sulla colpa e sulla giustizia. È un libro che intrattiene, certo, ma lascia anche una sensazione sottile di inquietudine, come se il vero enigma non fosse solo “chi è stato”, ma fino a che punto si possa davvero sfuggire alle proprie responsabilità.

giovedì 19 marzo 2026

Recensione di HEATED RIVALRY di Rachel Reid

 


HEATED RIVALRY 

di Rachel Reid

Genere: Sport Romance MM

Pagine: 320

Data di uscita: 17 marzo 2026

Prezzo cartaceo: € 17.90

Prezzo ebook: € 5.99

Traduzione: Sara Bilotti

Trama

Per gli appassionati di hockey, nessuna rivalità può eguagliare quella tra Ilya Rozanov, capitano dei Boston Bears, e Shane Hollander, leader dei Montreal Voyageurs: talento e arroganza da una parte, disciplina e controllo dall’altra. Sul ghiaccio si affrontano senza esclusione di colpi, nemici dichiarati sotto gli occhi infuocati dei tifosi.

Ma lontano dagli spalti e dai riflettori, questa contrapposizione prende una piega pericolosamente diversa. Da anni, infatti, gli incontri segreti che li vedono coinvolti sono attraversati da un’intensità che non ha nulla a che vedere con l’odio… e che li spinge verso un confine impossibile da ignorare.

Quando i sentimenti si fanno più profondi e la doppia vita che hanno costruito comincia a stare stretta, il segreto di Ilya e Shane inizia a vacillare. Reputazione, carriera, futuro: tutto è in bilico, e il prezzo da pagare per ciò che li unisce potrebbe essere molto più alto di quanto entrambi siano pronti ad accettare.

Recensione 

Per parlare di Heated Rivalry non posso limitarmi a fare una semplice recensione perché questo è "il libro" con la L maiuscola. Quello che ti rimane nella testa anche dopo anni che l'hai letto. Quello di cui ami così tanto i protagonisti che vorresti leggere altri dieci libri che li riguardano. Quello da cui è stata tratta una serie tv che non ti stanchi mai di riguardare. Quello che ti fa ridere mentre stai leggendo che tu sia in macchina, in una sala d'attesa, o a casa da sola. Quello che ti fa arrossire per le scene piccanti ma anche piangere per quelle commoventi. Heated Rivalry è un libro che ha tutto quello che poi desiderare da uno sport romance. E non conta niente che sia un libro queer perché a catturare così tante persone è proprio la chimica tra i personaggi e la rivalità sulla pista da hockey. 

Non credo sia necessario fare un riepilogo della trama perché chi vuole leggere questo libro è sicuramente qualcuno che conosce alla perfezione già tutto dalla serie tv o perché ne ha sentito talmente tanto parlare e ha visto talmente tanti edit sui due protagonisti da esserne ossessionato come me. 

Ma se invece non conoscete ancora Ilya Rozanov, capitano dei Boston Bears, e Shane Hollander, leader dei Montreal Voyageurs, allora sono felicissima di parlarvene.

Heated Rivalry è uno dei romance sportivi M/M più amati degli ultimi anni, ambientato nel mondo dell’hockey professionistico. Ecco alcuni motivi per leggerlo immediatamente:

1. Chimica irresistibile tra i protagonisti🔥

Ilya e Shane sono due calamite che non riescono a smettere di cercarsi anche a nazioni di distanza. Ogni dialogo è carico di tensione, ironia e giocosità. Il loro rapporto evolve in modo credibile, passando da attrazione fisica a qualcosa di molto più profondo. Passano gli anni e le loro interazioni diventano più profonde e si percepisce la loro vulnerabilità.

2. Rivali sul ghiaccio, complici fuori🤫

Il trope “nemici/rivali → amanti” è sfruttato benissimo. Il fatto che giochino in squadre avversarie rende tutto più intenso: ogni partita diventa anche uno scontro emotivo. Ogni momento fuori un incontro rubato di cui entrambi hanno paura. Vorrebbero chiudere. Rischiano la carriera ma non riescono a smettere. Come una droga il loro rapporto diventa indispensabile.

3. Rappresentazione emotiva autentica💕

Non è solo una storia piccante di amanti clandestini. Affronta temi come la paura del coming out nello sport professionistico, la pressione mediatica e la difficoltà di vivere una relazione segreta.

4. Dialoghi brillanti 🤣

L’umorismo, soprattutto grazie a Ilya, alleggerisce i momenti più intensi. Le battute non sono mai forzate e rendono i personaggi vivi. Ogni volta che ci ripenso rido. Le conoscevo già dalla serie TV ma mi divertono comunque anche sulla carta. È impossibile resistere.

5. Struttura narrativa particolare

La storia si sviluppa nell’arco di diversi anni con salti temporali: questo permette di vedere davvero la crescita dei personaggi, invece di una relazione “veloce”. Arrivati al finale si ha la sensazione di bramare la dichiarazione d'amore come ossigeno.

Heated Rivalry ti sorprende perché sembra una storia leggera e diventa lentamente qualcosa di emotivamente potente. 

La cosa che ho amato maggiormente è che i protagonisti mostrano al mondo quello che vuole vedere e non quello che vivono in privato. Sul ghiaccio sono avversari, quasi simboli di due squadre rivali; fuori, invece, costruiscono uno spazio fragile e segreto dove possono essere se stessi. Questa tensione costante è quello che tiene incollati alle pagine.

Ilya, in particolare, dietro l’atteggiamento spavaldo e provocatorio nasconde una vulnerabilità che viene rivelata con gradualità. Shane, più controllato e riservato, funziona perfettamente come contrappunto.

Le scene romantiche e intime sono numerose ma mostrano come cresce il rapporto negli anni. 

È un libro memorabile perché non racconta una storia perfetta, ma racconta una storia difficile nel modo giusto. Non ti dà una favola, ti dà qualcosa di reale che appare meraviglioso. Non so se avete capito quanto amo questo libro ma vi dico solo una cosa: "Vi prego leggetelo!".

lunedì 16 marzo 2026

Recensione di La levatrice di Bibbiana Cau

 


La levatrice

di Bibbiana Cau

Editore:Nord

Collana:Narrativa Nord

In commercio dal:27 maggio 2025

Pagine:384 p., Brossura

Trama

Custode di un sapere antico, una donna lotta per far nascere il futuro. Non è una di loro, Mallena. Un giorno di sedici anni prima è arrivata a Norolani insieme con Jubanne, cui è bastato un attimo per innamorarsi e che l'ha sposata per proteggerla da un destino che gravava su di lei come una condanna. Eppure, per gli abitanti di quel paese dove il maestrale porta il respiro del mare, ormai è diventata un punto di riferimento. Perché Mallena è unallevadora che, mettendo in pratica il sapere antico tramandatole dalla madre, assiste tutte le partorienti, anche quelle delle famiglie più umili, senza mai pretendere nulla in cambio. Ma tutto precipita nel settembre 1917, quando Jubanne torna dal fronte ferito nel corpo e nell'anima. Per pagargli le cure necessarie, Mallena chiede a gran voce al consiglio comunale di essere remunerata per il suo lavoro e, ancora una volta, quel sussidio le viene negato. Come se non bastasse, in conformità a un decreto regio, viene assunta un'ostetrica diplomata, destinata a sostituirla. Arriva dal continente, Angelica Ferrari: nonostante la giovane età, per essere lì ha combattuto a lungo, sfidando le convenzioni sociali e la disapprovazione del padre, che voleva relegarla tra le mura domestiche, sposata con un buon partito. E adesso deve lottare contro la diffidenza delle donne del paese, che la vedono come un'estranea e rifiutano le sue cure. Dovrebbero essere rivali, Mallena e Angelica, invece sono le due facce della stessa medaglia, entrambe spinte dal desiderio di libertà e indipendenza, entrambe tradite dalle persone che avrebbero dovuto proteggerle e vittime della quotidiana ingiustizia che il mondo sa riservare soprattutto alle donne. Tuttavia, quando la situazione si farà insostenibile e i fantasmi del passato torneranno a bussare alla porta di Mallena, sarà proprio l'intera comunità di Norolani a pretendere che, per una volta, si faccia davvero giustizia. Una grande storia al femminile che, attraverso la lingua, i profumi, la poesia e la ruvidezza della vita quotidiana nella Sardegna d'inizio Novecento, narra di gente umile e schiva, ma unita da un profondo senso di comunità. E di una protagonista che, grazie a una saggezza ancestrale e alla solidarietà delle altre donne, matura in sé una nuova e luminosa consapevolezza.  

Recensione 

La levatrice racconta la vita in un piccolo paese della Sardegna in un periodo in cui le tradizioni influenzano profondamente la comunità. Al centro della storia c’è la figura della levatrice, Mallena, una donna che accompagna le nascite e che, proprio per il suo ruolo, entra nelle vicende più intime delle famiglie del paese.

Mallena mette in pratica ogni giorno quello che le ha insegnato sua madre. È fuggita dal suo paese d'origine per allontanarsi da un passato tormentato, insieme con Jubanne, cui è bastato un attimo per innamorarsi e che l'ha sposata portandola a Norolani con lui. 

Attraverso questo personaggio, l’autrice mostra non solo il momento della nascita, ma anche le difficoltà, le paure e le speranze delle donne. La levatrice diventa una figura fondamentale, rispettata dalla comunità e benvoluta. Mallena ha una conoscenza antica, tramandata più con l’esperienza che con la scienza. È analfabeta ma determinata, convive con paure e disagi, Mallena ha dovuto crescere da sola i suoi figli quando Jubanne è stato chiamato ad arruolarsi. 

Ora che è tornato con una gamba amputata, lo stress post traumatico e i suoi incubi hanno cambiato il suo carattere. Le visite e le cure mediche sono molto care e la famiglia di Mallena subisce forti tensioni che si percepiscono per tutto il romanzo.

Lo stile di scrittura è semplice e l’autrice riesce a descrivere con efficacia l’ambiente rurale, le relazioni tra le persone e il peso delle tradizioni. Il romanzo mette in luce soprattutto la condizione femminile, mostrando quanto fosse complessa la vita delle donne in quel contesto.

L’autrice costruisce un ambiente denso e quasi sospeso nel tempo: i paesaggi, le case, i gesti quotidiani e le relazioni tra gli abitanti restituiscono l’immagine di un mondo chiuso, dove ogni evento privato diventa anche collettivo. La levatrice non è solo una professione, ma una posizione delicata nella società: chi fa nascere i bambini entra inevitabilmente nelle storie più intime delle famiglie. Un aspetto molto forte del libro è la solidarietà femminile. Le donne, pur vivendo sotto regole rigide e aspettative sociali pesanti, trovano modi per sostenersi a vicenda. Le esperienze della gravidanza, del parto e della cura diventano spazi in cui si costruisce una rete di comprensione e complicità che appoggia Mallena dopo l'arrivo di Angelica, un'ostetrica diplomata, e durante tutto il romanzo. 

Nel complesso, La levatrice è una storia che fa emergere la forza e la fragilità dei personaggi, offrendo anche uno sguardo realistico sulla vita in una comunità chiusa e legata alle proprie usanze.

Unisce racconto storico, osservazione sociale e introspezione. Non è una lettura frenetica, ma lenta e immersiva, capace di far entrare il lettore in un mondo lontano nel tempo ma ricco di umanità.


domenica 15 marzo 2026

Recensione di Rival darling di Alexandra Moody

 


Rival darling

di Alexandra Moody

Editore:Piemme

In commercio dal:5 marzo 2026

Pagine:400 p., Brossura

Età di lettura:Young Adult

Trama

Quando la diciassettenne Violet si ritrova con il cuore spezzato dal capitano della squadra di hockey della sua nuova scuola, giura a se stessa di non cedere mai più al fascino di uno sportivo arrogante. Ferita e arrabbiata, per dimostrare al suo ex di aver voltato pagina, però, si trova a chiedere un favore alla persona più improbabile e sbagliata che ci sia: Reed Darling, famigerato capitano dei Ransom Devils, acerrimo rivale del suo ex. Reed è splendido, misterioso e arrogante, dentro e fuori dal campo. Le voci sul suo conto sono tutte uguali: straordinario giocatore di hockey, eccezionale reputazione da bad boy. Chi meglio di lui per interpretare il finto fidanzato di Violet e dare una lezione al suo ex? Tra scontri, battute taglienti e un'attrazione innegabile, Violet cercherà di resistergli... ma mentre lei si impegna a gestire la loro "relazione" con una lista di regole ferree, Reed è deciso a dimostrarle di essere molto di più di quanto tutti pensino.

Recensione 

Rival darling è uno Sport Romance con la Trope Fake Dating. È un libro autoconclusivo con i pov alternati dei due protagonisti. La diciassettenne Violet aveva una regola ferrea sui ragazzi, mai innamorarsi di uno sportivo, specialmente di un giocatore di hockey, visto che lo era anche il padre che ha abbandonato lei e sua madre appena ha scoperto la gravidanza. Sua madre ora sta inseguendo il suo sogno lavorativo e ha scaricato Violet dallo zio in una città fredda in cui si venerano i giocatori di hockey. 

Durante l'estate Violet ha conosciuto il capitano della squadra della sua nuova scuola e gli ha dato una possibilità, anche se le sue amiche le hanno sempre fatto capire che era il classico sportivo arrogante. Quando a una festa scopre che l'ha tradita, Violet non vuole proprio più sentire parlare di hockey.

Reed Darling, famigerato capitano dei Ransom Devils, acerrimo rivale del suo ex però sembra diverso. Anche se ha una reputazione da cattivo ragazzo non fa altro che aiutare Violet in ogni modo. Con lei, i suoi amici e familiari è dolce e premuroso. Molto diverso dalla facciata con cui intimidisce i suoi avversari. Esasperata e furiosa, decide che per dimostrare al suo ex di aver voltato pagina la soluzione è di intraprendere una finta relazione proprio con Reed. Ma mentre lei cerca di porre delle regole e mettere dei palett,i per non affezionarsi, lui è già innamorato perso e con la finta relazione prova a fare capire a Violet quanto starebbero bene insieme. In fin dei conti sono fatti l'uno per l'altra. 

Questo è un romance contemporaneo con una storia leggera ma emotivamente coinvolgente. L'ho letto con molto piacere e sono stata felice di trovare una trama semplice ma ricca di emozioni. I dialoghi sono la mia parte preferita, i confronti tra i protagonisti sono vivaci, spesso ironici, e fanno emergere gradualmente il lato più vulnerabile di entrambi. 

Violet pensa di sapere esattamente come è Reed, ci sono tantissime voci su di lui, sua cugina la mette costantemente in guardia ma mi an mano che la storia procede, si rende conto che lui è completamente diverso. Questo passaggio è il cuore emotivo del libro. La riscoperta, l'andare oltre i pregiudizi e la reputazione. Lui alla fine ha un cuore tenero e ha solo tanta paura di venire ferito di nuovo. 

Lo stile di Alexandra Moody è scorrevole, mantiene un buon ritmo e le scene romantiche sono molto credibili. C'è molta chimica tra i due protagonisti che sono caratterizzati alla perfezione come anche i personaggi secondari di cui vorrei scoprire molto di più. 

Rival Darling è un romance che ricorda i film degli anni 90 in cui le storie romantiche erano semplici ma significative e in grado di fare sognare. La componente sportiva è presente ma non centrale. Questo libro è perfetto se volete leggere una storia leggera ma coinvolgente. Una storia romantica che ricorda che, a volte, il cuore sceglie proprio la persona che non avremmo mai immaginato. 💕📚

martedì 10 marzo 2026

Recensione di Found and forged. Trovata e forgiata. The Lost Sentinel. Vol. 4 di Ivy Asher

 


Found and forged. Trovata e forgiata. The Lost Sentinel. Vol. 4

di Ivy Asher

Editore:Leggereditore

In commercio dal:20 febbraio 2026

Pagine:430 p., Brossura

Trama 

Trovata nel caos. Forgiata dal fuoco. Vinna è pronta a colpire. Il tempo dei segreti è finito. Mentre le vecchie stirpi tramano nell’ombra e il tradimento aleggia nell’aria, Vinna dovrà decidere se essere la salvatrice o la fine del mondo magico. La caccia è terminata. La sentinella sarà implacabile. Vinna Aylin non è più la ragazza smarrita che cercava risposte sulle proprie origini. Ora sa esattamente chi è: l’ultima sentinella, l’unica forza in grado di mantenere l’equilibrio tra il mondo umano e quello magico. O forse no? Con la possibilità che ci siano altri della sua specie nel vasto mondo, insieme ai suoi compagni decide di intraprendere un lungo viaggio per cercare la città delle sentinelle. Vinna, sentinella “ritrovata”, deve capire cosa vogliano dire le sue rune e imparare a padroneggiare i poteri che sono ormai “trovati e forgiati” nel fuoco del conflitto. Non è più sola: il legame con i suoi protettori, i suoi eletti, si è trasformato in qualcosa di indissolubile, un mix di amore, lealtà e potere grezzo che alimenta la loro magia condivisa. Grazie a tutto ciò che li unisce, dovranno fronteggiare intrighi, vecchi pregiudizi, pessime relazioni amorose e persino qualcuno con le ali. Ma soprattutto i dubbi, le domande ancora senza risposta e le fragilità che hanno scoperto di avere. Tra passioni travolgenti, battaglie magiche brutali e la costante minaccia di un tradimento interno, Vinna dovrà decidere se diventare la salvatrice di cui il mondo ha bisogno o la distruttrice che tutti temono.

Recensione 

Trovata e forgiata è il quarto volume della serie The Lost Sentinel. Found and Forged è un capitolo di transizione, c'è una vera e propria svolta negli eventi visto che Vinna trova finalmente la città delle sentinelle. C'è bisogno di un assestamento nelle dinamiche del gruppo visto che ora oltre agli eletti ci sono anche gli Scudi nel gruppo. All'inizio del libro tra gli Eletti e gli Scudi ci sono tensioni evidenti che Vinna cerca di placare in tutti i modi. 

In questo libro la protagonista viene messa di fronte alle conseguenze reali delle scelte fatte nei volumi precedenti. Vinna non deve rendere conto a nessuno ma il peso della responsabilità diventa sempre più pesante.

La forza del romanzo sta soprattutto nell’evoluzione della protagonista, che qui appare più consapevole anche se resta testarda e impulsiva. Dopo gli eventi caotici dei libri precedenti, il tema centrale diventa l’identità. Finalmente scopre chi era la stirpe di sua madre e anche se le Sentinelle e la Regina non la accolgono nel migliore dei modi, riesce comunque a capire chi è davvero e quale ruolo vuole avere in un mondo pieno di alleanze fragili e minacce soprannaturali. Non è solo una questione di battaglie o poteri soprannaturali ma soprattutto di amore e lealtà. La fiducia e il supporto costante dei suoi eletti riesce a darle forza anche nei momenti in cui si sente persa.

Dal punto di vista della trama, il ritmo alterna momenti di azione a scene più intime dedicate ai rapporti tra i personaggi. Io personalmente ho percepito una leggera pausa narrativa rispetto ai grandi scontri dei volumi precedenti, anche se so che questa scelta serve a costruire tensione per gli sviluppi successivi della saga mi è mancata l'azione che mi aveva tenuta incollata alle pagine. Le dinamiche tra i personaggi diventano più complesse, più intense e complicate e il sistema di poteri e gerarchie del mondo creato dall’autrice si espande ulteriormente.

Lo stile di scrittura di Ivy Asher rimane fluida e divertente. Il linguaggio è moderno, spesso ironico, e rende la lettura veloce e coinvolgente. Nei dialoghi emerge bene la personalità dei protagonisti, anche se in alcune parti l’umorismo può alleggerire troppo situazioni che dovrebbero essere più drammatiche.

Uno degli aspetti più riusciti del libro è il senso di crescita personale: la protagonista non si limita a reagire agli eventi, ma inizia finalmente a forgiare il proprio destino. Questo rende la storia più matura rispetto ai primi volumi.

Found and Forged è un capitolo di consolidamento della saga con un finale che potrebbe chiudere la serie ma con ancora molti interrogativi e misteri da risolvere. Nella nota dell'autrice infatti scoprirete che la prossima serie ambientata nel mondo delle sentinelle è la saga Shadowed Wings e il primo volume si intitola The hidden. 

Non è il libro più esplosivo della serie, ma è fondamentale per lo sviluppo dei personaggi e per preparare i conflitti di futuri spin-off. Se amate l’urban fantasy con una protagonista forte e un mondo soprannaturale pieno di misteri vi consiglio questa saga ma soprattutto ai lettori che stanno seguendo l’intera serie The Lost Sentinel e vogliono vedere la protagonista trasformarsi davvero nella figura che la storia promette fin dall’inizio. 


lunedì 2 marzo 2026

Recensione di King of envy di Ana Huang

 


King of envy

di Ana Huang

Traduttore:Elisabetta Giamporcaro

Editore:Mondadori

Collana:Oscar romance

Formato:Tascabile

In commercio dal:19 febbraio 2026

Pagine:456 p., Brossura

Trama 

Pericoloso. Potente. Solitario. Tutti sanno che VUK MARKOVIC parla poco e si fida solo della sua ristretta cerchia. L’unica eccezione? Lei, Ayana, la sua ossessione. Ma ora Ayana è fidanzata con il suo migliore amico e, più si avvicina il giorno del matrimonio, più Vuk è combattuto tra lealtà e desiderio… E potrebbe rischiare tutto per averla. Bella. Affermata. Glamour. Per il mondo, AYANA KIDANE conduce una vita da sogno, con la sua carriera da top model e il fidanzamento con uno degli ereditieri più ambiti di New York. Nessuno sa che il loro è un accordo di interesse. Quando si sposeranno, lui otterrà l’eredità, lei i soldi per mollare l’agenzia che la sfrutta. Sarebbe un piano perfetto, se Ayana non fosse attratta dall’enigmatico testimone di nozze del suo fidanzato. Vuk la emoziona e la terrorizza in egual misura. Dovrebbe stargli lontana, ma quando il suo passato torna a tormentarla, lui è l’unico che può salvarla…

Recensione 

King of Envy è il quinto volume della serie Kings of Sin di Ana Huang. Finalmente il protagonista è il freddo e calcolatore Vuk. Il suo personaggio mi ha sempre incuriosito soprattutto perché ha la tenacia necessaria a ottenere tutto ciò che vuole tranne la donna di cui è ossessionato. Ayana, la fidanzata del suo migliore amico di cui sarà testimone di nozze.

Lei è determinata ha rescindere il contratto con la sua agenzia di moda ma per farlo ha dovuto stringere un accordo. Ayana è abbastanza intelligente da sposarsi e stare con lui per cinque anni in cambio della libertà dal suo agente. Vuk però la destabilizza con il suo sguardo glaciale ma non è disposta a lasciarsi intimidire. I due passano del tempo insieme e l'attrazione si fa sempre più infuocata anche se Vuk cerca di essere leale al suo amico. L'atmosfera è elegante e lussuosa  come tutti i libri della serie Kings of Sin. I personaggi sono ricchi e famosi ma non per questo esenti da drammi e dolori. L’atmosfera rimane uno dei punti di forza della serie: ambienti esclusivi, dinamiche d’élite, una sensazione costante di raffinatezza e controllo. Lo stile di scrittura è scorrevole. L’autrice sa descrivere uomini potenti con un lato vulnerabile e anche qui la chimica funziona, soprattutto nei momenti di confronto diretto. Al centro del romanzo c'è l’invidia e le sue molte sfaccettature. Vuk vuole Ayana tutta per sé, vuole conoscerla, possederla e capire come si comporta. Questo romanzo è intenso e sensuale con un ritmo a lenta combustione. Il protagonista maschile è ambizioso, calcolatore, abituato a osservare e desiderare ciò che non può avere. Dietro l’immagine impeccabile si cela però un uomo tormentato, dominato da un bisogno di controllo che nasconde fragilità inattese. Ayana però non è una docile preda, è forte e combattiva e perfetta per lui. La Trope è quella del grumpy x sunshine anche se Ayana non è proprio solare e spensierata. Lei ha carattere, obiettivi e una voce chiara. Ma lui è proprio Grumpy: Freddo, controllato, calcolatore e sicuramente poco incline a mostrare emozioni. Anche se sotto la corazza emerge una fragilità inaspettata e una dolcezza nascosta. Altri Trope sono Forbidden love e una scena con One Bed davvero piena di tensione.

King of Envy è una lettura ideale per chi ama le storie d’amore tormentate con protagonisti potenti, dinamiche di attrazione proibita e una buona dose di intensità emotiva. Perfetto per le lettrici e i lettori che cercano un equilibrio tra passione e profondità psicologica.

mercoledì 25 febbraio 2026

Recensione di The thirteenth child. La tredicesima figlia di Erin A. Craig

 


The thirteenth child. La tredicesima figlia

di Erin A. Craig

Traduttore:Sara Bresciani

Editore:Fanucci

Collana:Young adult

In commercio dal:27 giugno 2025

Pagine:432 p., Brossura

Trama 

Hazel Trépas ha sempre saputo di essere diversa dai suoi fratelli. Tredicesima figlia, fin dall’infanzia è stata promessa a uno degli dèi della Martissienes: Merrick, la Temutissima Fine. Quando, dopo anni di silenzio, Merrick finalmente si presenta alla porta della fattoria di famiglia, il destino di Hazel si compie. Il dio le comunica che diventerà una grande guaritrice, dalle abilità straordinarie. Per aiutarla, Merrick le concede in dono la capacità di dedurre all’istante la cura necessaria per ogni malato. Ma c’è un problema. Oltre a un potere fuori dal comune, Hazel riceve anche una condanna: riesce a vedere quando ogni speranza è svanita e la Morte ha reclamato uno dei suoi pazienti. Perseguitata dai fantasmi di chi ha dovuto lasciare andare, Hazel non desidera altro che fuggire dalle sue responsabilità. Ma il destino la conduce alla corte reale di Châtellerault, dove le viene chiesto di curare il re Marnaigne, colpito da una piaga misteriosa. È lì che conosce Leopold, lo sprezzante principe ereditario che nasconde un cuore sorprendentemente gentile. Alla corte, costretta a decidere se salvare o no un sovrano destinato a morire, Hazel affronterà la prova più difficile della sua vita. Cosa succede quando una mortale decide di sfidare la volontà della Morte?

Recensione 

Erin A. Craig è una delle mie autrici preferite nel genere dark fantasy. I suoi libri sono delle fiabe oscure e piene di significato che io adoro. Questo volume non lo riterrei precisamente uno Young adult perché c'è almeno una scena abbastanza sensuale ma neanche un New Adult visto il target di riferimento. È in un certo senso un ibrido.

In questo romanzo Hazel Trépas è la tredicesima figlia di una coppia di poveri contadini insensibili e sciocchi. Prima ancora di nascere i suoi genitori l'avevano già promessa a uno degli dèi della Martissienes: Merrick, la Temutissima Fine. Ma Merrick non la porta via appena nata, la lascia vivere con i genitori e i fratelli per dodici anni. 

Essendo la più piccola a Hazel toccavano i lavori che la madre non voleva fare. Non riceveva mai un abbraccio o una fetta di torta ai compleanni. Dormiva nella stalla da sola come fosse un peso schiacciante per una famiglia che aveva già tante bocche da sfamare. Quando Merrick si presenta alla fattoria, Hazel quasi non ci crede dopo tutti quegli anni di silenzio. 

Lui la porta via con sé e crea per lei una casetta con un frutteto in cui vivere mentre lui è via. Dovrà studiare per diventare una guaritrice e con il dono di Merrick avrà abilità straordinarie. Merrick le concede la capacità di capire la cura necessaria per ogni malato ma anche a vedere quando ogni speranza è svanita e la Morte ha reclamato uno dei suoi pazienti. 

Hazel è perseguitata dai fantasmi di chi ha dovuto lasciare andare, i suoi genitori e il suo primo amore non le permettono di dimenticare la sofferenza e quando viene chiamata alla corte reale di Châtellerault per curare il Re cerca di lasciarsi tutto alle spalle. Re Marnaigne è stato colpito da una piaga misteriosa e solo Hazel ha la capacità di trovare una cura ma dovrà anche rivedere il Principe Leopold che quando era piccolo le aveva fatto una bruttissima impressione con il suo carattere sprezzante. 

Erin A. Craig ha uno stile di scrittura inconfondibile. Cupo e intenso con un'atmosfera gotica che richiama le fiabe più suggestive e oscure. Leggendo si percepisce una tensione quasi soffocante e un senso di inquietudine. È una storia che cresce lentamente intrecciando mistero e conflitti interiori. Questo fantasy non è pieno di azione ma il cuore del romanzo è la lotta contro un destino imposto. La protagonista è la tredicesima figlia e questo significa portare un marchio, una profezia, essere scelta dagli Dei per accogliere doni non richiesti. Hazel non vuole essere sola, non vuole fare la guaritrice, cerca solo amore e calore umano ma Merrick le ha imposto un destino diverso che lei deve accettare seppur a malincuore. Hazel ha costantemente paura che la vedano come una strega per ciò che può fare. È una ragazza fragile ma determinata. Fin da piccola ha imparato a cavarsela da sola anche se questo non è mai stato il suo sogno. Non è un’eroina invincibile: è umana, piena di dubbi, rimpianti e ripensamenti. È credibile come tutti i personaggi creati da Erin A. Craig ma manca di spirito combattivo. Si crogiola troppo nel dolore per entrare in azione. Il suo percorso è più emotivo che fisico: il vero conflitto è interiore. La sua evoluzione è il cuore della storia, seguiamo un cambiamento interiore graduale e credibile ma anche asfissiante per il suo estremo turbamento. La tensione costante del romanzo riesce a catturare l'attenzione del lettore anche se il ritmo della storia non è frenetico. Purtroppo non è il mio libro preferito tra quelli dell'autrice, fin troppo introspettivo per i miei gusti e la protagonista è troppo bisognosa di aiuto, troppo insicura e troppo insistente nel chiedere aiuto agli Dei di cui non dovrebbe fidarsi. Sembra non vedere mai la scelta giusta da compiere in un ciclo continuo di dubbio e colpa. Si flagella sui rimpianti e offre tutta se stessa a tutti quelli che la circondano senza imporre alcun freno.

È una lettura ideale per chi cerca un'atmosfera cupa e suggestiva, più di introspettiva che d’azione, con vibes dark e fiabesche allora sono sicura che The thirteenth child sia il libro giusto per voi. 

Ringrazio Fanucci editore per la collaborazione.


Recensione di La mia vittoria sei tu. Off to the races di Elsie Silver

 


La mia vittoria sei tu. Off to the races

di Elsie Silver

Traduttore:Valentina Legnani, Valentina Lombardi

Editore:Newton Compton Editori

Collana:Anagramma

In commercio dal:3 febbraio 2026

Pagine:384 p., Brossura

Genere: cowboy romance 

Trama 

Quando Vaughn Harding lascia la città per tornare a Ruby Creek, sa di avere un'unica occasione per salvare il ranch di famiglia e liberarsi dello scandalo che lo ha travolto dopo la morte improvvisa del nonno. Per riuscirci gli serve quasi un miracolo… o qualcuno capace di domare il suo cavallo da corsa più promettente e più indisciplinato. Quel qualcuno ha un nome: Billie Black. Addestratrice dal talento raro, con la lingua affilata e un fascino che mette a dura prova la determinazione di Vaughn, Billie è una tentazione a cui è difficile resistere. Dal primo istante tra loro volano scintille, e con il passare dei giorni diventa impossibile mantenere le distanze. Così come ignorare l'attrazione incendiaria che li trascina sempre più vicini. Sfida dopo sfida, provocazione dopo provocazione, Vaughn capisce che Billie potrebbe essere l'unica in grado di salvare non solo la sua impresa… ma anche lui. E per la prima volta, vincere le corse non è abbastanza. Questa volta, vuole vincere lei.

Recensione 

La mia vittoria sei tu è un cowboy romance ambientato a Chestnut Springs, tra cavalli da corsa, polvere, tramonti infuocati e sentimenti che nascono dove meno te lo aspetti.

Il protagonista maschile è un uomo d'affari burbero e arrogante, abituato ad ottenere tutto ciò che vuole. Ha perso suo padre, un fantino, e la madre lo ha abbandonato dal nonno mentre soffriva buttandosi nell'alcool. Per fortuna il nonno è stato un genitore amorevole che voleva il meglio per il nipote. Vaughn Harding ha passato anni memorabili a Ruby Creek e ora il suo amato nonno è venuto a mancare lasciandosi alle spalle uno scandalo sulle corse truccate da gestire. Mentre i giornalisti chiamano ininterrottamente, Vaughn cerca di ristabilire la reputazione del ranch, il primo passo è assumere un addestratore di cavalli. Billie Black è una delle addestratrici più giovani e competenti ed è perfetta per domare il suo cavallo da corsa più promettente e più indisciplinato. Peccato che Vaughn sia abituato a controllare tutto e Billie è talmente determinata e intelligente da non lasciarsi intimidire facilmente. È pronta a rimettersi in gioco e a dimostrare il proprio valore. Devo confessare che all'inizio Vaughn non mi piaceva proprio. Troppo duro e testardo, un uomo alfa che però rivela il suo cuore tenero. Il suo fascino e la tensione tra i due è perfetta. Una chimica costruita con lentezza e sguardi carichi di significato. Il trope principale è grumpy x sunshine con dinamiche “datore di lavoro/dipendente”, ma gestite con chimica palpabile e dialoghi brillanti. Lui è chiuso, protettivo, a tratti spigoloso; lei è luminosa, caparbia e sorprendentemente resiliente.

Non è solo una storia d’amore, ma una storia di fiducia, di seconde possibilità e di vulnerabilità nascosta sotto strati di orgoglio. Billie non cerca l'amore, anzi non vuole saperne di Vaughn, anche se è molto attratta dal suo aspetto fisico. Billie vuole crescere professionalmente ed essere presa sul serio e una relazione con il suo capo non è certo l'ideale. Vaughn per la prima volta deve fare i conti con una donna che lo rifiuta e non sa come comportarsi anche se è deciso a conquistarla. Billie non ha bisogno di essere salvata ma di un uomo che la sceglie quotidianamente nonostante il suo carattere inrascibile e la sua forte passionalità.

L'ambientazione western è moderna. Il ranch non è solo uno sfondo, ma parte viva della storia. Il mondo delle corse dei cavalli scandisce le stagioni e le vite dei protagonisti. È proprio il fulcro della storia. Il rapporto tra Billie e il cavallo che addestra è puro e profondo. I temi principali sono il coraggio di lasciarsi amare nonostante il passato e la fiducia reciproca.

Personaggi secondari sono intriganti e ti fanno venire voglia di leggere gli altri libri della serie concentrati su di loro. 

Lo Spice è presente, intenso e decisamente bollente. Ho immaginato Henry Cavill nei panni di Vaughn e non vi dico quanto calore ho accumulato 🤣

È stata una lettura scorrevole ma emotivamente coinvolgente. Leggera e divertente ma che non manca di profondità. Un libro che si legge in pochi giorni e che lascia una bella sensazione.

Se come me ami i cowboy romance alla “small town” questo libro è perfetto. Alla fine ci sarà anche il prequel della Gold Rush Ranch serie con protagonisti i nonni di Vaughn. Davvero carino.

Ringrazio Newton Compton per la collaborazione 



lunedì 23 febbraio 2026

Recensione di Il filo del rasoio di Veronica Roth

 


Il filo del rasoio

di Veronica Roth

Traduttore:Roberta Verde

Editore:Mondadori

Collana:Fantastica

In commercio dal:12 febbraio 2026

Pagine:276 p., Rilegato

Trope: found family - Young adult 

Trama 

Quando Dymitr viene richiamato nel suo paese di origine per la notte vuota, un rito funebre pensato per tenere il male a distanza, si presenta per lui l'occasione perfetta per mettere le mani sulla reliquia più pericolosa custodita dalla sua famiglia: un libro di maledizioni che potrebbe saldare il debito che lo lega alla leggendaria Baba Jaga. Ma per riuscirci dovrà sopravvivere alla notte affrontando ciò che ha cercato di lasciarsi alle spalle: una famiglia di cacciatori di mostri per cui il dolore è una vocazione, una disciplina e una fede. Tra veglie, rituali sanguinosi e segreti che potrebbero essere smascherati da un semplice sguardo, Dymitr dovrà muoversi con cautela, nascondendo ciò che è diventato e ciò che non è più. Con il calare del sole, poi, il confine tra nemici e alleati si farà sottile come una lama fino a disfarsi. Le riunioni di famiglia, è noto, sono sempre difficili. Talvolta tornare a casa è l'atto più pericoloso di tutti.

Recensione 

Il filo del rasoio è il seguito di Quando sei tra i corvi. Il primo volume mi era piaciuto davvero tantissimo perché mescola il folklore slavo e l'ambiguità dei legami familiari. Dymitr è stato cambiato per sempre da Baba Jaga per cercare di rompere la maledizione di Ala. Una maledizione lanciata proprio da sua nonna. Ora, per riavere la sua spada, Baba Jaga vuole che lui compia una missione pericolosa e devastante. Uccidere proprio la donna che l'ha cresciuto mentre i genitori erano assenti e poco interessati a lui e alla sorella.

Tra parentesi ho apprezzato molto l'evoluzione del rapporto tra Dymitr e la sorella e credo che nel prossimo volume ne vedremo delle belle. 

Ala gli propone un'alternativa. Rubare il libro di maledizioni della nonna e portarlo a Baba Jaga per riavere la spada e non rischiare di diventare pazzo. 

Quando lo zio muore, e Dymitr viene richiamato nel suo paese di origine per la notte vuota, un rito funebre pensato per tenere il male a distanza, i due amici colgono l'occasione per partire insieme. In questo viaggio pericoloso il confine tra alleati e nemici è davvero sottile.

L'amicizia tra Dymitr e Ala è davvero bella. Ala lo accoglie nella sua casa quando lui abbandona l'ordine dei cacciatori di mostri, gli presta soldi, divide con lui il suo cibo, ascolta i suoi problemi e si offre di uccidere la nonna al suo posto. Ala per Dymitr diventa monto più che una semplice amica, diventa una sorella acquisita. 

Anche il sentimento crescente tra Dymitr e Niko è molto coinvolgente. Non è il fulcro della storia ma è bello il modo in cui alla fine, nonostante la diffidenza iniziale, riescono a contare l'uno sull'altro.

In questo libro troverete rituali sanguinosi, tensione familiare e tanti segreti. Un'atmosfera cupa e intrisa di magia. Veronica Roth si è concentrata maggiormente su un tipo di scrittura introspettiva, più oscura, meno concentrata sull’azione pura e più sulle crepe interiori dei personaggi. Personaggi davvero ben caratterizzati e profondi.   Veronica Roth è una delle autrici che più apprezzo proprio perché ogni personaggio ha una storia complessa, un carattere ben preciso con paure e sentimenti chiari. Ognuno di loro si pone delle domande, fa delle scelte difficili, ha dei conflitti morali tra affetto e giustizia, tra bene e male, tra dovere e amore. Si mettono costantemente in discussione. A chi dare fiducia? Conta davvero la fedeltà alla famiglia? È più importante la famiglia che si sceglie o quella in cui si è nati? Il titolo stesso suggerisce l’equilibrio precario su cui camminano: ogni decisione può ferire. I protagonisti sono legati ma c'è ancora diffidenza tra loro. Vengono da mondi completamente diversi. Si sentono vulnerabili. Il sacrificio e il destino sono temi importanti che vengono trattati con grande profondità. Le dinamiche tra i personaggi, in questo secondo volume si fanno sempre più tese, le scelte più dolorose, e il percorso emotivo più intenso. Troverete più introspezione e dialoghi divertenti ma profondi. C'e meno azione ma sinceramente non ne ho sentito il bisogno tanta era la carica emotiva. Il filo del rasoio di Veronica Roth non si limita a proseguire il cammino iniziato con Quando sei tra i corvi ma lo affila. Rimane addosso come un’eco sottile. E forse è proprio questa la sua forza: raccontare che crescere, amare, scegliere significa accettare di vivere, almeno per un tratto, sul filo del rasoio.

Una lettura consigliata a chi ama le atmosfere cupe, le relazioni complesse e i romanzi che lasciano qualcosa anche dopo l’ultima pagina.

Ringrazio Mondadori per la collaborazione 


Recensione di Trope. I segreti della scrittura romance & del romantasy di Alice Doublier

  Trope. I segreti della scrittura romance & del romantasy di Alice Doublier Traduttore: Federica Angelini Illustratore: Juliette Buttig...