Alberi dalle mele d'oro
di Scarlett St. Clair
Traduttore:Rossella Pinto
Editore:Ne/oN
In commercio dal:22 luglio 2026
Pagine:224 p., Brossura
Titolo originale:Apples Dipped in Gold
Trama
Un Retelling in chiave dark. Una storia d’amore Enemies to Lovers che intreccia in una rivisitazione gotica di Cenerentola, una tensione inebriante, una passione proibita e un worldbuilding coinvolgente.
Rimasta orfana in gioventù, Samara è da anni sotto la tutela dei suoi tre orribili fratelli. Proprio quando pensa di non poter sopportare un’altra giornata di maltrattamenti, un bel principe chiede la sua mano. Ma durante il viaggio verso il suo nuovo regno, la carrozza viene assalita e Samara è costretta a seguire Lore, il temuto principe della Belladonna. Oscuro, enigmatico e avvolto da una magia velenosa, Lore sostiene che lei sia la chiave per spezzare una maledizione che lo tormenta da sette anni. Samara diffida, convinta che il principe elfico voglia punirla per un’antica ingiustizia da lei commessa. Eppure, tra foreste incantate e creature pericolose che si muovono nell’ombra, nascerà un bruciante desiderio impossibile da ignorare.
Recensione
Se pensate di ritrovare la classica Cenerentola, preparatevi a cambiare completamente prospettiva. In Alberi dalle mele d’oro, Scarlett St. Clair prende gli elementi della fiaba che tutti conosciamo e li immerge in un mondo decisamente più oscuro, fatto di magia, foreste incantate, creature misteriose, maledizioni e sentimenti tutt’altro che semplici.
Samara non parte certo con il piede giusto: rimasta orfana, vive sotto la tutela dei suoi tre fratelli, che di tutto sembrano avere voglia tranne che di trattarla con un minimo di affetto. Quando finalmente si presenta un’occasione per fuggire da quella vita grazie alla proposta di matrimonio di un principe, sembra arrivato il suo personale “e vissero felici e contenti”.
Peccato che, in questa storia, il lieto fine abbia deciso di prendersela comoda.
Durante il viaggio, infatti, la carrozza viene assalita e Samara si ritrova catapultata in una realtà completamente diversa da quella che aveva immaginato. Ed è proprio qui che entra in scena Lore: enigmatico, affascinante, pericoloso e fratello di uno dei principi elfi che abbiamo già conosciuto in Montagne fatte di vetro.
Lore è convinto che il legame che sente con Samara sia una maledizione. E la parte più interessante? Secondo lui, solo lei può spezzarla.
Da questo momento in poi, tra i due è tutto un bel mix di diffidenza, attrazione, segreti e sospetti. Insomma, terreno perfetto per chi ama gli enemies to lovers. Lore cerca di capire cosa si nasconda dietro Samara e dietro quel legame così particolare, mentre lei deve decidere quanto sia saggio fidarsi di un uomo che potrebbe essere tanto pericoloso quanto irresistibile.
E diciamocelo: quando qualcuno ti dice “sei la chiave per spezzare la mia maledizione”, probabilmente non è il momento ideale per rilassarsi.
Una delle cose che ho apprezzato maggiormente è il modo in cui l’autrice prende gli elementi di Cenerentola e li rielabora senza cancellarne completamente l’anima. Ritroviamo alcuni richiami alla fiaba originale, ma l’atmosfera è molto più cupa, adulta e inquietante.
E poi c’è il mondo magico, che è sicuramente uno degli aspetti più affascinanti del libro. Foreste incantate, Driadi, Ninfe, Fate, Goblin e persino volpi parlanti contribuiscono a creare un’ambientazione fiabesca, ma tutt’altro che rassicurante. Qui il bosco non è il luogo in cui perdersi per trovare il principe azzurro: è il posto in cui potresti tranquillamente perdere la vita prima ancora di arrivare al lieto fine.
Tra le scene che ho trovato più riuscite c’è sicuramente l’assalto alla carrozza. Samara deve rimanere completamente immobile per non attirare l’attenzione dei briganti e quella situazione riesce a trasmettere una tensione molto concreta: basta un movimento sbagliato e tutto può precipitare.
Ho apprezzato anche il percorso di crescita di Samara. All’inizio è una ragazza abituata a subire, intrappolata in una vita che non ha scelto. Il viaggio la costringe però a uscire dalla sua comfort zone e a confrontarsi con magia, pericoli, segreti e persone che metteranno continuamente alla prova ciò che crede di sapere.
E, personalmente, è stato proprio questo percorso a interessarmi più di tutto.
Il rapporto con Lore rimane comunque il cuore romantico della storia. Tra loro c’è quella continua lotta tra ciò che sentono e ciò che pensano di dover sentire, soprattutto perché Lore è convinto che l’attrazione per Samara sia soltanto il risultato della maledizione. La domanda, quindi, diventa inevitabile: dove finisce la magia e dove cominciano i sentimenti veri?
Nel complesso, Alberi dalle mele d’oro è una rivisitazione di Cenerentola originale, magica e decisamente più dark rispetto alla fiaba che conosciamo. Ho trovato interessanti l’ambientazione, il percorso di Samara e la dinamica tra i protagonisti, anche se, rispetto al primo volume, questo libro mi ha coinvolta un po’ meno.
La storia ha tutti gli ingredienti per creare una grande tensione, ma non arriva mai davvero a quel livello capace di trascinarti completamente dentro la vicenda. Ci sono momenti interessanti e scene che funzionano molto bene, ma avrei voluto sentire più spesso quella sensazione di “devo sapere cosa succede, non posso smettere di leggere”.
Resta comunque una lettura piacevole, soprattutto per chi ama i retelling fiabeschi più oscuri, le atmosfere magiche e i enemies to lovers pieni di diffidenza, attrazione e maledizioni. Una Cenerentola, insomma, in cui la scarpetta di cristallo lascia spazio a foreste pericolose, principi elfi e una buona dose di guai.











