lunedì 25 maggio 2026

Recensione di Le streghe in eterno di Alix E. Harrow


Le streghe in eterno di Alix E. Harrow ✨

Traduttore:Alice Casarini, Barbara Ronca

Editore:Mondadori

Collana:Oscar fantastica paperback

Formato:Tascabile

In commercio dal:27 luglio 2023

Pagine:752 p., Rilegato

Titolo originale:The once and the future witches

Trama

Nel 1893 non esistono streghe. Un tempo sì, c'erano, negli oscuri giorni selvaggi prima che iniziassero i roghi, ma adesso la stregoneria è solo una questione di graziosi incantesimi e filastrocche e vecchi racconti per bambini. Se le donne vogliono avere una qualsivoglia forma di potere, devono cercarla nell'urna elettorale. Ma quando le sorelle Eastwood – James Juniper, Agnes Amaranth e Beatrice Belladonna – entrano nell'Associazione per le Donne di New Salem, iniziano a chiedersi se, recuperando antiche parole dimenticate, non sia possibile trasformare quello delle suffragette da un movimento di donne a un movimento di streghe. Inseguite da ombre e morbi, perseguitate da forze che vogliono impedire a una strega di votare – e forse persino di vivere –, le sorelle dovranno immergersi nell'antica magia, tessere nuove alleanze e recuperare il legame che le unisce. Perché le streghe non esistono, ma esisteranno. "Le streghe in eterno" è un racconto che parla di sfide, sorellanza, e del diritto di voto.

 ✨ Recensione

“Sono terrorizzata e sono terrificante. Sono spaventata e sono qualcosa da temere.”

Ho rimandato questa lettura per tantissimo tempo, nonostante avessi comprato il libro appena uscito. Dopo aver letto Il fuso scheggiato, Lo specchio rammendato, Le diecimila porte di January e Starling House sapevo già che la scrittura di Alix E. Harrow avrebbe fatto centro anche questa volta, ma non mi aspettavo di rimanerne così coinvolta.

Le streghe in eterno è molto più di un semplice fantasy. È una storia che parla di donne ferite, arrabbiate, stanche di sopravvivere in un mondo costruito per metterle a tacere. La magia diventa simbolo di libertà, memoria e resistenza: qualcosa che passa di donna in donna e che nessuno riesce davvero a spegnere.

Le protagoniste, le sorelle Eastwood, portano addosso anni di dolore: un padre violento, la perdita della madre e una separazione che le ha rese estranee l’una all’altra. Quando si ritrovano, il passato è ancora lì, pesante e irrisolto. Ed è proprio questo ad aver reso il loro legame così reale ai miei occhi: non è una sorellanza perfetta, ma fatta di rabbia, incomprensioni e ferite mai guarite. Eppure, nonostante tutto, scelgono di restare unite.

“L’avrà anche detto, ma ti ricordo che lui era soltanto un uomo. Mentre noi siamo streghe.”

Ho amato tantissimo il messaggio femminista del romanzo. Le donne di questa storia vengono temute perché rifiutano di essere docili, perché si sostengono a vicenda e perché trovano forza proprio nell’unione. È un libro che parla di emancipazione, ma anche di dolore, perdita e desiderio di appartenere a qualcosa.

La scrittura di Harrow è intensa e suggestiva, capace di creare atmosfere quasi malinconiche ma allo stesso tempo piene di forza. Alcune frasi sembrano fatte apposta per essere sottolineate.

Una lettura potente e profondamente emotiva, che parla di streghe, ma soprattutto di donne che cercano di riprendersi il proprio spazio nel mondo. 🔮✨


Recensione di Alchemy of secrets di Stephanie Garber

 


Alchemy of secrets

di Stephanie Garber

Traduttore:Maria Concetta Scotto di Santillo

Editore:Rizzoli

In commercio dal:12 maggio 2026

Pagine:372 p., Rilegato

Trama 

In una vecchia sala cinematografica di Los Angeles, un'ambigua e carismatica professoressa tiene un corso su Leggende locali e miti urbani, non semplici storie, ma trame nascoste di una realtà pericolosa. A differenza degli altri studenti, Holland St. James sa che la magia esiste. Lo sente nel sangue, lo vede nelle ombre di una Hollywood dove il successo ha un prezzo troppo alto e le morti improvvise degli attori nascondono misteri su cui non riesce a fare a meno di indagare. La sua ossessione la conduce sulle tracce del Watch Man, una figura leggendaria capace di rivelare il momento esatto della propria morte. Ma appena lo trova, Holland se ne pente all'istante, poiché le annuncia che la sua vita finirà allo scoccare della mezzanotte dell'indomani. L'unica via di scampo è trovare il Cuore Alchemico, un reperto mitico che molti bramano e nessuno ha mai visto. Con il tempo che scorre inesorabile, Holland viene trascinata nel sottobosco di una Los Angeles allucinata e magica, fatta di società segrete, hotel che esistono fuori dal tempo e indizi nascosti in vecchi film. Minaccia altrettanto insidiosa è ritrovarsi divisa tra due uomini magnetici e diabolici: da un lato Gabe, lo sconosciuto che giura di essere stato mandato per proteggerla; dall'altro Adam, l'affascinante docente che la avverte: Gabe è un bugiardo. In un gioco di specchi dove i ricordi possono essere cancellati con un tocco e ogni bacio può nascondere un tradimento, Holland dovrà decidere in fretta di chi fidarsi, prima che il suo tempo scada e prima che il suo sogno hollywoodiano si trasformi in un incubo.

Recensione 

Alchemy of Secrets conferma ancora una volta la capacità di Stephanie Garber di trasformare la magia in qualcosa di ambiguo, seducente e quasi pericoloso. Questa volta, però, l’autrice abbandona le atmosfere da fiaba sospesa di *Caraval* per costruire un fantasy più adulto, oscuro e contemporaneo, dove il confine tra realtà e illusione si dissolve continuamente tra le luci decadenti di Los Angeles.

Tra vecchi cinema dimenticati, università avvolte dal mistero e leggende urbane che sembrano prendere vita, Garber crea un’ambientazione magnetica, intrisa di fascino hollywoodiano e inquietudine. La magia non esplode mai in modo evidente: si insinua lentamente, come un segreto sussurrato troppo vicino all’orecchio, rendendo impossibile capire cosa sia reale e cosa invece faccia parte di un gioco più grande.

L’atmosfera è senza dubbio uno degli elementi più forti del romanzo. Ogni scena sembra costruita come un set cinematografico: corridoi illuminati da lampadari dorati, stanze cariche di tensione, conversazioni in cui ogni parola nasconde una seconda intenzione. Garber mantiene il suo stile evocativo e sensoriale, fatto di immagini scintillanti e dettagli decadenti, ma qui tutto assume tonalità più cupe e mature. Il risultato è un mix riuscito tra dark academia, thriller soprannaturale e mistero hollywoodiano.

Al centro della storia troviamo Holland St. James, una protagonista molto diversa dalle eroine a cui l’autrice ci aveva abituati. Holland non entra nel mondo del soprannaturale per caso: lo cerca volontariamente, quasi con ossessione. Studentessa di folklore e appassionata di miti urbani, frequenta il corso “Folklore 517”, dove le storie sembrano nascondere verità più pericolose del previsto. La morte dei suoi genitori aleggia costantemente sulla narrazione e diventa il motore della sua ricerca, trascinandola in una caccia agli enigmi sempre più inquietante.

La sua evoluzione è una delle parti più interessanti del romanzo. All’inizio Holland appare emotivamente vulnerabile, troppo incline a fidarsi di chi promette risposte o conforto. Col passare delle pagine, però, diventa più diffidente, lucida e determinata, imparando che dietro ogni segreto esiste sempre un prezzo da pagare. È probabilmente la protagonista più complessa e malinconica scritta finora da Stephanie Garber.

Anche i personaggi secondari funzionano molto bene, soprattutto grazie all’ambiguità che li circonda. Nessuno sembra completamente sincero e i personaggi maschili, in particolare, possiedono quel fascino oscuro tipico dei romanzi di Garber: figure magnetiche, enigmatiche, che lasciano continuamente il dubbio se ciò che dicono sia la verità o soltanto un’altra illusione costruita ad arte.

Rispetto alle opere precedenti, la componente romantica passa decisamente in secondo piano. In *Alchemy of Secrets* domina soprattutto il mistero: indizi nascosti, società segrete, simboli da decifrare e tensione costante prendono il posto della classica favola romantica. Alcuni colpi di scena possono risultare prevedibili per chi conosce bene il fantasy romance o ha già letto i libri dell’autrice, ma la forza della narrazione resta nella capacità di creare atmosfera e coinvolgere emotivamente il lettore.

Nel complesso, Alchemy of Secrets è un romanzo elegante, inquieto e cinematografico, perfetto per chi ama i fantasy venati di mistero e oscurità.

Non è il romanzo più originale di Stephanie Garber e richiama spesso atmosfere e dinamiche già viste nei suoi libri precedenti, ma riesce comunque a conquistare grazie alla sua forte identità visiva, ai personaggi ambigui e a quell’aura di magia malinconica che accompagna ogni pagina. ✨🖤


giovedì 14 maggio 2026

Recensione di L'ultima avventura della regina pirata di S. A. Chakraborty

 


L'ultima avventura della regina pirata

di S. A. Chakraborty

Traduttore:Lia Desotgiu

Editore:Mondadori

Collana:Oscar fantastica fantasy

In commercio dal:12 maggio 2026

Pagine:528 p., Rilegato

Trama 

Amina al-Sirafi potrebbe considerarsi una donna soddisfatta: ha alle spalle una carriera come una delle più famigerate e scandalose piratesse che abbiano mai solcato l'Oceano Indiano, ed è riuscita a sopravvivere a tradimenti, vendette di principi mercanti, diversi mariti e persino a un demone. Ora si è ritirata e conduce un'esistenza tranquilla, dedicata alla figlia, ben lontana da qualsiasi elemento soprannaturale. Però, quando la ricca madre di un membro del suo equipaggio le offre una cifra principesca per ritrovare la nipote rapita, Amina non sa rifiutare: è l'occasione per vivere un'ultima avventura con la sua ciurma, compiere una buona azione e assicurare per sempre il futuro dei suoi cari. Sembra proprio la volontà di Dio. Ma ben presto Amina capisce che dietro la sparizione della ragazza si cela qualcosa di molto più oscuro.

Recensione 

L'ultima avventura della regina pirata è un fantasy d’avventura che mescola magia, mare aperto e intrighi politici in una storia dal forte sapore epico. S. A. Chakraborty costruisce un mondo ricco di fascino, popolato da pirati, mercanti, antiche leggende e creature soprannaturali, senza però perdere di vista il lato più umano dei personaggi. Al centro del romanzo ci sono infatti scelte difficili, rapporti complessi e il continuo conflitto tra libertà personale, sopravvivenza e senso di appartenenza.

La vera forza del libro è Amina al-Sirafi, una protagonista diversa da quelle che compaiono spesso nel fantasy contemporaneo. Ex pirata leggendaria, Amina ha ormai lasciato il mare per crescere la figlia Marjana e vivere una vita più tranquilla. Non è la classica eroina giovane e perfetta: è una donna segnata dagli anni, dalle battaglie e dagli errori commessi, ma proprio per questo incredibilmente autentica. La sua voce narrativa è ironica, intelligente e piena di personalità, e riesce a rendere coinvolgente ogni momento della storia.

La pace che Amina ha costruito viene però interrotta quando una ricca nobildonna le affida una missione pericolosa: ritrovare la nipote scomparsa, rapita da un misterioso avventuriero occidentale legato alle Crociate. Da quel momento il romanzo prende il ritmo di una grande avventura marinaresca fatta di inseguimenti, segreti, tradimenti e incontri che riportano a galla vecchi fantasmi del passato.

Uno degli elementi più riusciti del libro è sicuramente l’ambientazione. Chakraborty riesce a evocare porti affollati, rotte insidiose e città ricche di storia con uno stile molto visivo, senza mai appesantire la lettura con descrizioni eccessive. Anche i dialoghi funzionano bene, soprattutto nei momenti di tensione tra i membri della ciurma, dove alleanze e rivalità cambiano continuamente.

Il romanzo dedica inoltre molta attenzione ai rapporti umani. L’aspetto romantico rimane in secondo piano, mentre acquistano importanza la fiducia reciproca, l’amicizia e i legami familiari, sia quelli di sangue sia quelli costruiti nel tempo attraverso esperienze condivise. Questo contribuisce a dare maggiore profondità emotiva ai personaggi e rende il gruppo che accompagna Amina nel viaggio particolarmente credibile e affiatato.

Molto interessante anche il modo in cui l’autrice intreccia storia e mitologia, inserendo racconti e leggende che trasformano Amina quasi in una figura mitica. La presenza di personaggi queer viene trattata con naturalezza e sensibilità all’interno del contesto storico e religioso del romanzo, aggiungendo ulteriore ricchezza alla narrazione.

Il ritmo non è sempre perfettamente costante: nella parte centrale la storia rallenta leggermente per lasciare spazio agli intrighi politici e alla costruzione del mondo narrativo. Chi cerca azione continua potrebbe percepire questi passaggi come meno coinvolgenti, anche se servono ad approfondire l’universo creato dall’autrice.

Lo stile di Chakraborty rimane elegante e scorrevole, capace di alternare scene d’azione dinamiche a momenti più emotivi e riflessivi. Forse il romanzo non rivoluziona il fantasy piratesco, e in alcuni punti ci si potrebbe aspettare qualcosa di più sorprendente, ma resta comunque una lettura coinvolgente e ricca di atmosfera. Tra magia, avventura e personaggi ben caratterizzati, L'ultima avventura della regina pirata riesce a intrattenere fino all’ultima pagina ed è particolarmente consigliato a chi ama il fantasy storico e le storie di mare.

lunedì 11 maggio 2026

Recensione di Sopravvivi alla notte. Survive the night di Riley Sager

 


Sopravvivi alla notte. Survive the night

di Riley Sager

Traduttore:Antonia Mattiello

Editore:Timecrime

Collana:Narrativa

In commercio dal:22 settembre 2023

Pagine:312 p., Brossura

Trama 

Novembre 1991. I Nirvana risuonano nel mangiacassette, George H.W. Bush è alla Casa Bianca e la studentessa fissata con il cinema Charlie Jordan è in macchina con un uomo che potrebbe essere un serial killer. Josh Baxter, l’uomo al volante, è praticamente uno sconosciuto per Charlie. Si sono incontrati alla bacheca del campus per condividere il lungo viaggio verso l’Ohio. Entrambi hanno buone ragioni per voler andarsene. Per Charlie, è il senso di colpa e il dolore per lo scioccante omicidio della sua migliore amica, che è diventata la terza vittima dell’uomo conosciuto come il Killer del Campus. Per Josh, il motivo è aiutare a curare il padre malato, o almeno così dice. Più tempo passa seduta sul sedile del passeggero, più Charlie si accorge che Josh ha qualcosa di sospetto, dai buchi nella sua storia sul padre al fatto che non vuole che lei curiosi nel bagagliaio. Mentre viaggiano su un’autostrada vuota e tortuosa nel cuore della notte, una Charlie sempre più ansiosa comincia a temere di essere finita in auto con il Killer del Campus. Josh è davvero pericoloso? O il nervosismo e la diffidenza di Charlie sono solo frutto della sua immaginazione alimentata dai film? Una cosa è certa: Charlie non ha né un posto in cui fuggire né un modo per chiamare aiuto. Intrappolata in un terrificante gioco del gatto e del topo, che si svolge su strade nere come la pece e in parcheggi illuminati al neon, Charlie sa che l’unico modo per vincere è sopravvivere alla notte.

Recensione 

Survive the Night è un thriller che parte da un’idea molto forte: una ragazza sconvolta dal recente omicidio della sua migliore amica accetta un passaggio in auto da uno sconosciuto, per poi iniziare a sospettare che possa essere proprio l’assassino. È una premessa semplice ma estremamente efficace, perché trasforma un viaggio notturno in uno spazio chiuso dove paranoia, paura e dubbi crescono pagina dopo pagina.

"Nessuno dice alle donne che non è colpa loro. Chi la colpa è degli uomini orribili che fanno cose orrende e della società marcia che li alleva, di modella, li giustifica. Le persone non vogliono ammettere che ci sono dei mostri in mezzo a loro, e così mosse continuano a vagare liberi e il ciclo vizioso della violenza e della colpa continua."

La protagonista, Charlie, non è la classica ragazza tosta che cerca di scappare da un serial killer. È fragile, traumatizzata, spesso confusa e prende decisioni discutibili. Io personalmente l'ho trovata spesso frustrante, ma il personaggio funziona proprio perché Riley Sager vuole raccontare una mente instabile, consumata dal senso di colpa e dal dolore. Avrei voluto dirle di scappare, di mettersi in salvo. Avrei voluto scuoterla e farle capire quanto il suo comportamento fosse pericoloso. La narrazione all'inizio gioca continuamente sulla domanda: ciò che Charlie percepisce è reale oppure è filtrato dal suo stato mentale?

L’atmosfera è uno dei punti migliori del libro. La notte, l’autostrada, le stazioni di servizio isolate e l’impossibilità, nella mente di Charlie, di scappare creano una tensione quasi cinematografica. Si sente molto l’influenza dei thriller psicologici anni ’70 e ’90, con un ritmo che alterna momenti lenti e sospettosi a improvvise accelerazioni. Ho rivalutato tantissimo Charlie dopo la scena della tavola calda. Finalmente trova lo scopo del suo viaggio anche se tutto cambia inaspettatamente.

"Si è incolpata, si è odiata e si è punita perché questo che viene insegnato alle donne. Dare la colpa a sé stesse. Incolpare le vittime."

Il romanzo però non è perfetto. In alcuni passaggi la suspense si basa su coincidenze poco credibili e certi colpi di scena richiedono una buona dose di sospensione dell’incredulità. Anche il finale può dividere. Io sinceramente l'ho trovato eccessivo rispetto al tono iniziale. Non posso dire altro per non incorrere in spoiler sgraditi.

Nel complesso, è una lettura coinvolgente soprattutto per chi ama i thriller psicologici pieni di tensione e identità ambigue più che le storie realistiche. Ho sentito dire che non è il libro più raffinato di Riley Sager, ma è il primo libro di questo autore che leggo quindi non ho termini di paragone. Riesce comunque nel complesso a tenere viva la curiosità fino all’ultima pagina grazie all’ansia costante e al dubbio iniziale su chi stia dicendo la verità.


sabato 9 maggio 2026

Recensione di Killer instinct. L'istinto di uccidere di Jennifer Lynn Barnes

 


Killer instinct. L'istinto di uccidere

di Jennifer Lynn Barnes

Traduttore:Tessa Bernardi

Editore:Nord

In commercio dal:12 maggio 2026

Pagine:352 p., Brossura

Età di lettura:Young Adult

Trama 

A diciassette anni, la carriera di Cassie è già tracciata. Un paio di mesi fa, l'FBI l'ha contattata per entrare a far parte dei Naturals, un programma governativo che riunisce ragazzi dotati di poteri speciali per risolvere casi ancora aperti. Sembrava un lavoro semplice: per Cassie, leggere le persone è sempre stato naturale come respirare. Poi, però, è successo l'impensabile: qualcuno di molto vicino al programma li ha traditi, mettendo ognuno di loro in grave pericolo. E da allora nessuno sa più di chi potersi fidare. Ma non c'è tempo per riprendersi. Ancora scossi, Cassie e i suoi compagni di squadra – Dean, Michael, Lia e Sloane – vengono chiamati a svolgere una nuova indagine. Si tratta di un caso di omicidio in cui il modus operandi ricalca perfettamente quello di un killer già noto: il padre di Dean, che quest'ultimo ha cercato con tutto sé stesso di dimenticare. Eppure i conti non tornano, perché quel killer è in prigione da tempo. Forse qualcuno si sta prendendo gioco di loro. Qualcuno che sa come manipolare le menti. Ancora una volta, il mistero su cui fare luce li coinvolge in prima persona, e i Naturals non possono che accettare la sfida e tentare di battere in astuzia chi sta cercando di prenderli nella rete.

Recensione 

Killer Instinct. L'istinto di uccidere è il secondo capitolo della serie The Naturals, e si muove su un terreno più oscuro rispetto al primo volume, spingendo i personaggi, e il lettore, dentro una spirale psicologica più inquietante.

La forza principale del romanzo sta nel modo in cui Jennifer Lynn Barnes approfondisce la mente criminale. Non si limita a costruire un caso da risolvere: ti costringe a entrarci dentro. La protagonista, Cassie, continua a usare il suo talento per leggere i profili psicologici, ma qui la linea tra empatia e identificazione diventa pericolosamente sottile. Più il caso si fa brutale, più emerge una domanda scomoda: quanto ci si può avvicinare a un assassino senza iniziare a somigliargli?

Cassie e Dean si pongono costantemente questa domanda e questo li fa avvicinare sempre di più. Dean soprattutto è il verde protagonista di questo libro e ora deve fare i conti con il suo passato. C'è stato un omicidio in cui il modus operandi ricalca perfettamente quello di un killer già noto: il padre di Dean che è ancora in prigione. 

Il ritmo è serrato, quasi nervoso. I capitoli brevi mantengono alta la tensione. Ciò che davvero funziona è l’atmosfera: c’è un senso costante di minaccia, amplificato dai flash narrativi dal punto di vista del killer, che aggiungono una dimensione disturbante e coinvolgente.

Sul piano dei personaggi, il gruppo dei “Naturals” acquista più spessore. Le dinamiche tra Cassie, Dean, Michael e Lia diventano più complesse e realistiche, segnate da traumi e fragilità. Scopriamo qualcosa di più sul loro passato e questo ci permette di empatizzare ancora di più con loro. Le relazioni non sono solo un contorno romantico, ma influenzano concretamente le scelte e gli errori dei protagonisti.

Il triangolo amoroso tra Cassie, Dean e Michael grazie alle continue interferenze e battutine taglienti di Lia risulta divertente e coinvolgente. Credo che Jennifer Lynn Barnes sia l'unica autrice in grado di farmi apprezzare questa Trope. Forse perché Cassie non si concede il lusso di indulgere nell'attrazione per i due ragazzi finché non ha le idee chiare e loro non la incalzano. Si percepisce la connessione sempre maggiore con Dean ma è soprattutto dovuto alla loro affinità dopo i traumi subiti. Dean è quello che più si avvicina a Cassie sul piano mentale. Entrambi sono profiler naturali, capaci di entrare nella testa degli altri, e questo crea una connessione intensa ma anche inquietante. Dean vede lati di Cassie che lei stessa fatica ad accettare, e tra loro c’è una tensione emotiva forte, fatta di attrazione ma anche di paura reciproca: stare insieme significa esporsi troppo. Michael invece rappresenta l’opposto. È più impulsivo, diretto, meno “analitico”. Con lui Cassie ha un rapporto più immediato, meno cerebrale e più istintivo. Tuttavia, proprio questa differenza crea attrito: Michael fatica a comprendere fino in fondo la complessità di Cassie, e spesso reagisce più con il cuore che con la testa.

Non è un triangolo “classico” in cui si tratta solo di scegliere tra due ragazzi. Cassie è combattuta perché ciascuno rappresenta una parte diversa di sé:

Dean → la sua mente, il lato oscuro e analitico.

Michael → la sua umanità, l’istinto e il bisogno di normalità.

Questa tensione rende il rapporto tra i tre instabile e realistico, e contribuisce a creare quel senso di inquietudine emotiva che accompagna tutto il libro.

È un romanzo che punta soprattutto sull'intensità e una forte immersione psicologica.

In sintesi, è una lettura che punta meno sull’effetto sorpresa e più sul disagio interiore. Ti tiene agganciato non solo per scoprire “chi è stato”, ma per capire “perché” lo ha fatto e se quel perché potrebbe, in fondo, appartenere a chiunque.

Perfetto per chi ama i thriller psicologici più che quelli d’azione: se ti interessa entrare nella mente dei criminali, analizzare comportamenti e motivazioni, qui trovi pane per i tuoi denti.

È adatto anche a chi ha apprezzato storie come Criminal Minds: il gruppo di giovani profiler, i casi complessi e l’attenzione ai dettagli psicologici ricordano molto quell’atmosfera, ma in versione più “young adult”.

Lo consiglierei poi a chi cerca personaggi complessi e relazioni tese, non perfette. Il triangolo tra Cassie, Dean e Michael non è romantico in senso classico: è carico di conflitti, ambiguità e crescita personale.


giovedì 7 maggio 2026

Recensione di Le poste dell'Altrove di Emily J. Taylor

 


Le poste dell'Altrove

di Emily J. Taylor 

Traduttore:Sofia Castiglioni Reich

Editore:Mondadori

Collana:Oscar fantastica fantasy

Formato:Rigiga

In commercio dal:21 aprile 2026

Pagine:408 p., Rilegato

Trama

A Leyland, non esiste magia più potente della parola scritta. Maeve Abenthy lo sa meglio di chiunque altro, dato che, sette anni fa, suo padre ha distrutto uno dei mondi noti proprio con l'inchiostro. Da allora, per sfuggire a quel marchio d'infamia, Maeve vive sotto mentite spoglie, senza mai fermarsi abbastanza a lungo nello stesso posto per mettere radici. Un giorno, però, riceve una lettera anonima con quattro parole impossibili: "Tuo padre era innocente". Per trovare il mittente di quel messaggio, Maeve si fa assumere come apprendista alle Poste dell'Altrove, dove verrà addestrata nell'arte della scriptomanzia, la pericolosa magia che permette ai corrieri di incantare le lettere e consegnarle in altri mondi. Ma indagare sul passato attira più attenzione di quanto avesse previsto. Soprattutto quella di Tristan Byrne, il suo mentore, un uomo riservato e di un fascino esasperante, nonché l'unico ad aver capito che lei sta mentendo sulla sua identità. Se vuole continuare le indagini e svelare il mistero che avvolge la scomparsa del padre, Maeve dovrà riguadagnarsi la fiducia di Tristan, anche a rischio di mettere a repentaglio qualcosa di ben più prezioso della missione: il suo cuore...

Recensione 

Le poste dell’Altrove di Emily J. Taylor è un romanzo fantasy per ragazzi che mescola magia e mistero. 

Senza entrare troppo negli spoiler, la storia ruota attorno a Maeve Abenthy, coinvolta in un sistema di posta… decisamente fuori dall’ordinario, dove lettere e messaggi possono attraversare mondi e realtà diverse.

Quello che colpisce subito è l’atmosfera: l’autrice costruisce un’ambientazione affascinante, quasi sospesa, che dà davvero l’idea di trovarsi “altrove”. Non è il classico fantasy epico pieno di battaglie, ma piuttosto un racconto più intimo, incentrato su segreti, identità e scelte difficili. Il ritmo parte in modo piuttosto tranquillo, ma cresce capitolo dopo capitolo, fino a diventare sempre più coinvolgente.

La protagonista è ben caratterizzata, con fragilità credibili e una curiosità che la spinge a rischiare più del dovuto per scoprire la verità. Sono riuscita a entrare facilmente in sintonia con le sue paure e i suoi dubbi. Anche i personaggi secondari hanno un loro spazio, anche se alcuni risultano meno approfonditi rispetto ad altri. Il rapporto tra Maeve e suo padre è uno degli elementi emotivi più importanti della storia, anche se non sempre è in primo piano.

All’inizio, il legame è segnato soprattutto da assenza e mistero. Il padre di Maeve non è una figura presente o rassicurante: aleggia più come un enigma che come un punto di riferimento. Questo crea in Maeve una miscela di nostalgia, rabbia e bisogno di risposte, che diventa una delle spinte principali delle sue azioni. Man mano che la trama si sviluppa, il rapporto si arricchisce di sfumature. Maeve non vede più suo padre solo come qualcuno da idealizzare o da rimpiangere, ma inizia a confrontarsi con la possibilità che sia una persona imperfetta, con segreti e responsabilità ambigue. Questo passaggio è importante perché segna anche la crescita della protagonista: smette di cercare una versione “perfetta” del padre e prova a capire chi sia davvero.

"Quando si scopre che cosa si ama, bisogna afferrarlo con tutto il cuore non abbandonarlo mai."

Mentre per quanto riguarda il rapporto tra Maeve e Tristan credo che sia uno degli elementi centrali della storia, anche se non è una relazione semplice o lineare.

All’inizio, Maeve e Tristan sono legati soprattutto da circostanze e misteri condivisi più che da fiducia. Tristan è un personaggio enigmatico, spesso ambiguo nelle sue intenzioni, e questo rende Maeve diffidente nei suoi confronti. C’è una tensione costante tra attrazione e sospetto: Maeve percepisce che Tristan nasconde qualcosa, ma allo stesso tempo è attratta dal suo carisma e dal suo ruolo nel mondo dell’Altrove. Sono costretti a lavorare insieme, e questo li porta a conoscersi meglio. Maeve impara lentamente a capire Tristan e tra i due si sviluppa una certa tensione emotiva e romantica, ma non è mai semplice o totalmente esplicita, perché entrambi hanno segreti e obiettivi personali. Tristan, in particolare, resta un personaggio moralmente grigio, e questo rende la relazione interessante: non è il classico interesse amoroso “sicuro”, ma qualcuno che può sia aiutare che mettere in pericolo Maeve.

"Avrebbe scavato con le unghie e con i denti per trovare la verità, se necessario"

Un punto forte del libro è il concetto stesso della “posta dell’altrove”: originale e ricco di possibilità narrative. L’idea che i messaggi possano collegare mondi diversi diventa una metafora interessante su comunicazione, distanza e connessione tra le persone. La scritptomanzia affascina perché unisce magia e linguaggio in modo molto suggestivo.

È una forma di magia basata sulla scrittura: le parole non sono solo simboli, ma hanno un potere reale. Scrivere nel modo giusto può influenzare la realtà, aprire passaggi, trasmettere messaggi impossibili o manipolare ciò che accade. Questo la rende diversa dalle magie “classiche” fatte di incantesimi pronunciati ad alta voce: qui tutto passa attraverso l’inchiostro, i codici e il significato nascosto. Il fascino nasce da alcuni elementi:

Il potere delle parole: dà l’idea che il linguaggio stesso sia magia, non solo un mezzo per descriverla.

Il mistero: non è una magia immediata o spettacolare, ma richiede studio, interpretazione e intuito.

L’atmosfera: lettere, archivi, messaggi segreti… tutto contribuisce a un mondo un po’ oscuro e pieno di enigmi.

Allo stesso tempo, nel libro non è una magia “facile”: è complessa, può essere pericolosa e spesso ha conseguenze impreviste. Questo la rende ancora più interessante, perché non è solo affascinante, ma anche rischiosa.

Lo stile di scrittura è scorrevole e accessibile, perfetto per il target young adult, ma non banale. L’autrice riesce a mantenere un buon equilibrio tra descrizioni e dialoghi, senza appesantire la lettura.

In sintesi, Le poste dell’Altrove è una lettura consigliata a chi cerca un fantasy diverso dal solito, più riflessivo che spettacolare, con un’idea di base originale e una protagonista in cui è facile riconoscersi. È un libro che ha personalità e lascia qualcosa anche dopo aver girato l’ultima pagina.

mercoledì 6 maggio 2026

Recensione di Vicious. Senza pietà di L.J. Shen

 


Vicious. Senza pietà 

di L.J. Shen

Genere: Romance Contemporaneo

Pagine: 432

Data di uscita: 1° maggio 2026

Prezzo cartaceo: € 16.90

Traduzione: Benedetta Palmieri e Ines Testa


Trama 

Era perfettamente imperfetto, impeccabilmente pieno di pecche, ma sopra ogni cosa era Vicious.

Quando i suoi genitori accettano di lavorare al servizio degli Spencer, Emilia LeBlanc si ritrova a vivere sotto lo stesso tetto con l’erede della famiglia, Baron “Vicious” Spencer.

Vicious è sfrontato, spietato e pieno di rabbia. Ma l’arrivo di Emilia turberà il suo equilibrio al punto che, da quel momento, Vicious avrà un unico obiettivo: rendere la vita della figlia della domestica un vero inferno sulla terra.

Emilia farà di tutto pur di evitare di incrociare la strada di Vicious.

Vicious farà di tutto per farle rimpiangere di aver messo piede a Todos Santos.

Dieci anni dopo, Baron Spencer è un avvocato brillante, uno scaltro negoziatore, un bellissimo bugiardo. E ha un piano per vendicarsi di chi lo ha ferito in passato.

Quando, nella fredda New York, il suo cammino torna a incrociarsi con quello di Emilia che versa in gravi difficoltà, Vicious le offre un lavoro e lei si ritroverà di nuovo intrappolata nella sua ragnatela spietata.

Emilia non può immaginare che il ritorno prepotente dell’uomo che è stato il suo tormento, e insieme il protagonista dei suoi sogni, farà crollare tutte le certezze della sua vita come tessere del domino. Stavolta Vicious non si fermerà, non fino a che lei non sarà sua.

Questo libro fa parte della serie Sinners of Saint di L.J. Shen.

È il primo volume della serie, che segue un gruppo di amici ricchi e problematici (i cosiddetti “HotHoles”) e le loro relazioni intense e spesso turbolente.

Ordine di Lettura Serie Principale (Sinners of Saint):

Infamous (Prequel)

Vicious. Senza vergogna

Ruckus. Senza pietà

Scandalous. Senza regole

Devious. Senza inibizioni

Ogni romanzo può essere letto anche da solo, perché racconta una coppia diversa, ma c’è un filo conduttore nei personaggi e nelle dinamiche tra loro.

Recensione 

Vicious. Senza pietà” è uno di quei romanzi che punta dritto al lato più oscuro delle relazioni umane. La storia ruota attorno a Vicious Spencer, protagonista arrogante, manipolatore e volutamente sgradevole, e a Emilia, che rappresenta l’opposto emotivo ma non per questo è fragile come potrebbe sembrare all’inizio. 

La storia ruota attorno a Vicious Spencer, protagonista arrogante, manipolatore e volutamente sgradevole, e a Emilia, che rappresenta l’opposto emotivo ma non per questo è fragile come potrebbe sembrare all’inizio.

Il cuore del libro è il rapporto tra i due: tossico, magnetico, spesso difficile da digerire. Shen costruisce una dinamica fatta di attrazione e respingimento, dove il confine tra odio e desiderio è costantemente sfumato. Non è una storia d’amore “pulita”, né vuole esserlo. È più simile a un gioco di potere in cui entrambi i personaggi cercano di sopravvivere alle proprie ferite.

Uno degli aspetti più riusciti è proprio il personaggio di Vicious: non viene mai davvero redento in modo classico. Rimane spigoloso, imperfetto, e questo lo rende credibile nel suo contesto narrativo. Emilia, invece, cresce lungo la storia: da figura apparentemente passiva a qualcuno che impara a non farsi definire dagli altri.

Lo stile è diretto, a tratti crudo, ma scorrevole. I dialoghi sono taglienti e spesso carichi di tensione, mentre i flashback aiutano a comprendere le radici dei comportamenti dei protagonisti. I flashback non sono solo un dettaglio: sono la chiave.

Ti portano dentro le radici dei protagonisti, ti fanno capire da dove nasce tutto il dolore, la rabbia, le scelte sbagliate.

“Vicious. Senza pietà” è uno di quei libri che non restano fermi su uno scaffale.

Io l’ho letto e riletto più volte, perché ogni volta riesce a farmi provare qualcosa di diverso.

Con Vicious mi sono commossa, ho pianto, mi sono arrabbiata…

e sì, ho anche sperato che le cose potessero cambiare.

Un vortice di emozioni che non ti lascia scampo.

Lo stile di L.J. Shen è particolarmente diretto e provocatorio: battute taglienti, ritmo veloce e scene emotivamente cariche che restano impresse.

Non è un libro per tutti. Chi cerca una storia romantica rassicurante potrebbe trovarlo disturbante o frustrante. Ma per chi apprezza i romance dark, con personaggi moralmente ambigui e dinamiche intense, “Vicious” riesce a lasciare il segno. Devo confessare che questo è senza ombra di dubbio il mio romanzo preferito tra tutti quelli di L.J. Shen.

In sintesi: un romanzo provocatorio, emotivamente carico, che divide ma difficilmente lascia indifferenti.

Alla fine del libro c'è anche Infamous. Senza vergogna, la novella prequel della serie, che ha per protagonisti Melody Greene eJaime Followhill. Lei è una ballerina la cui carriera finisce bruscamente a 26 anni a causa di un infortunio. Costretta a tornare a Todos Santos, in California, inizia a insegnare nel liceo elitario della città. Qui si scontra con Jaime, il figlio della preside e membro dei temuti e ricchi "HotHoles".

In questa novella a volte il dramma sfiora l’eccesso. Non è una storia “pulita”: punta tutto sull’intensità emotiva e sulle dinamiche tossiche che sinceramente a me non piacciono molto. 

Le dinamiche di potere sono squilibrate e i comportamenti alquanto discutibili rischiano di essere più frustranti che coinvolgenti.

Il protagonista maschile è volutamente estremo, ma a tratti diventa poco credibile o difficile da sopportare.

Il dramma è costante e spesso sopra le righe. È troppo breve per uno sviluppo coerente dei protagonisti come nel caso di Vicious.

Sembra strano ma mentre in Vicious mi sono commossa, ho pianto, mi sono arrabbiata, ho sognato che le cose migliorassero e ho provato tantissime sensazioni diverse, in Infamous mi sono solo innervosita. Però c’è un dettaglio da non sottovalutare: avere anche “Infamous. Senza vergogna” nello stesso volume.

Due storie, un unico libro — molto più pratico ed economico.

mercoledì 29 aprile 2026

Recensione di La trilogia de La guerra dei papaveri, scritta da R. F. Kuang

 


La trilogia de La guerra dei papaveri

scritta da R. F. Kuang

È composta da tre romanzi:

La guerra dei papaveri (The Poppy War, 2018)

La repubblica del drago (The Dragon Republic, 2019)

Il dio in fiamme (The Burning God, 2020)

È una saga fantasy ispirata alla storia cinese del XX secolo (in particolare eventi come la seconda guerra sino-giapponese), con elementi di magia, guerra e politica molto crudi e realistici.

Recensione 

La trilogia di La guerra dei papaveri di R. F. Kuang è un’esperienza narrativa intensa, spesso scomoda, che prende le aspettative del fantasy epico e le ribalta con una crudezza rara.

All’inizio sembra quasi una storia familiare: una ragazza povera e testarda, Rin, che riesce a entrare in un’accademia militare d’élite. Ma già dalle prime pagine si percepisce che non sarà un racconto di formazione “classico”. La crescita della protagonista non è lineare né edificante: è fatta di ossessioni, errori e scelte morali sempre più difficili da giustificare.

Eppure la prima parte del primo libro mi era piaciuto molto. Mi era piaciuta la protagonista per la sua durezza e ambizione. Non la classica principessa da salvare ma una guerriera in tutto e per tutto. Purtroppo verso il finale è diventato tutto veramente troppo cruento. Per questo motivo ho aspettato anni a proseguire con la lettura del secondo e terzo volume.

Quando ho ripreso la lettura di La Dea in fiamme ho capito che uno degli aspetti più riusciti della trilogia è il modo in cui mescola elementi fantastici (sciamanesimo, divinità, poteri distruttivi) con il prezzo del potere. Attraverso Rin, si vede come il desiderio di forza e controllo possa nascere da traumi reali, ma trasformarsi in qualcosa di distruttivo. Il messaggio non è “non cercare potere”, ma piuttosto: ogni forma di potere ha un costo, e spesso quel costo è umano. Le guerre non sono mai romantiche: sono brutali, sporche, spesso insensate. Kuang non cerca di addolcire nulla, e questo rende la lettura a tratti pesante, ma anche estremamente potente.


Rin, come protagonista, è volutamente divisiva. Non è facile empatizzare con lei, soprattutto andando avanti nella storia. Io per esempio nel secondo libro l'ho trovata troppo cinica e spietata. Tuttavia è proprio questa ambiguità a renderla interessante: rappresenta il lato più oscuro dell’ambizione e del trauma, e costringe il lettore a interrogarsi su cosa significhi davvero “vincere” una guerra.


Anche i personaggi secondari sono ben costruiti, pur senza rubare mai la scena alla protagonista. I rapporti tra loro cambiano continuamente, influenzati da politica, lealtà e sopravvivenza. Non ci sono alleanze completamente pure né tradimenti totalmente sorprendenti: tutto ha una sua logica, spesso amara.


Dal punto di vista dello stile, la scrittura è diretta, a volte quasi tagliente. Non indulge in descrizioni eccessive, ma da una sensazione di claustrofobia. Certe scene erano veramente troppo forti. 

Il ritmo è irregolare: alterna fasi di studio e strategia a esplosioni improvvise di violenza.


In definitiva, la trilogia non è una lettura “confortevole”. È dura, a tratti spietata, e lascia più domande che risposte. Io ho fatto veramente fatica a finire il secondo volume. Con il terzo la prospettiva cambia e sembra cambiare anche Rin. Finalmente ascolta i consigli di chi le sta attorno anche se con rabbia e ferocia spropositate. Attraverso Rin, si vede come il desiderio di forza e controllo possa nascere da traumi reali, ma trasformarsi in qualcosa di distruttivo. Il messaggio non è “non cercare potere”, ma piuttosto: ogni forma di potere ha un costo, e spesso quel costo è umano. La trilogia suggerisce che ignorare o reprimere il dolore può trasformarlo in qualcosa di pericoloso. Kuang smonta l’idea romantica del conflitto: non ci sono vincitori puliti, né battaglie gloriose. Anche quando qualcuno “vince”, le conseguenze sono devastanti. In questo senso, il libro invita a diffidare delle narrazioni semplificate della guerra. 

Ma proprio per questo rimane impressa: perché non cerca di piacere a tutti, e ha il coraggio di raccontare il lato più oscuro del potere, della guerra e delle scelte umane.

In conclusione, più che insegnarti cosa pensare, R. F. Kuang ti spinge a mettere in discussione idee come eroismo, giustizia e vendetta e a riconoscere quanto possano diventare pericolose quando vengono portate all’estremo. Il dopo aver letto Babel e questa trilogia posso affermare che ammiro molto la scrittura e l'ingegno di R. F. Kuang, ma i suoi libri non fanno per me. 

domenica 26 aprile 2026

Recensione di Incantevoli bugiarde di Karen M. McManus

 


Incantevoli bugiarde

di Karen M. McManus

Traduttore:Roberta Verde

Editore:Mondadori

Collana:Chrysalide

In commercio dal:24 marzo 2026

Pagine:324 p., Brossura

Età di lettura:Young Adult

Trama 

Da che Kat si ricordi, nella sua vita ci sono state solo lei e la madre Jamie, una truffatrice, fatta eccezione per quelle folli quarantotto ore in cui Jamie è stata sposata e Kat ha avuto un fratellastro, Liam. Poi è arrivato il divorzio, e da allora Kat e Liam si sono persi di vista. Ora Jamie è intenzionata a rigare dritto, ma prima deve portare a termine un ultimo colpo, il furto di una collana preziosissima, alla festa di compleanno del miliardario Ross Sutherland. Per assicurarsi che fili tutto liscio, Kat ha deciso di accompagnare la madre, non immaginando che quel weekend, nella scintillante tenuta dei Sutherland, ci saranno due ospiti a sorpresa, le ultime persone che avrebbe pensato di incontrare lì, Liam e suo padre, un truffatore seriale che ha messo gli occhi sulla figlia più giovane del miliardario. Quando, però, uno dei Sutherland muore, Kat e Liam capiscono che la situazione potrebbe essere pericolosa anche per loro. Diventati i nuovi bersagli dell'assassino, i due non possono fidarsi di nessuno... se non l'uno dell'altra. O forse nemmeno... dopotutto la mela non cade mai troppo lontano dall'albero.

Recensione 

Incantevoli bugiarde di Karen M. McManus è un thriller young adult davvero avvincente. Conferma la bravura dell’autrice Karen M. McManus, una delle voci più riconoscibili di questo genere. Se si parla di misteri scolastici, segreti familiari, gruppi di ragazzi costretti a fidarsi (o a sospettarsi) a vicenda questa autrice non ha rivali. 

Il punto di forza del romanzo è, come spesso accade nei suoi libri, la costruzione della tensione. Parte piano piano per poi aumentare quando arriva l'omicidio. McManus lavora bene sull’alternanza dei punti di vista e sulla gestione delle informazioni: il lettore riceve sempre indizi parziali, mai abbastanza da sentirsi davvero sicuro di aver capito tutto. Questo crea una lettura molto scorrevole in cui ogni capitolo invoglia a continuare.

I personaggi sono sempre dei sospettati. Ognuno nasconde qualcosa, ognuno ha una facciata pubblica e una privata. In questo libro l'unico ad essere esente dai sospetti è Liam. Kat e Liam si sono persi di vista per molto tempo dopo l'incidente a Las Vegas da bambini ma ora che si sono ritrovati il loro legame è molto forte. Diventati i nuovi bersagli dell'assassino, i due non possono fidarsi di nessuno... se non l'uno dell'altra. Kat è insospettabile, intelligente, ma nasconde molti segreti a Liam. Liam è protettivo nei confronti di Kat ma non sa come salvarla dal baratro.

Lo stile è semplice, diretto, pensato per una lettura veloce. Non punta alla profondità psicologica estrema, ma all’effetto domino della trama. Chi vuole una storia piena di colpi di scena e ritmo costante, difficilmente rimarrà deluso.

È sempre avvincente indovinare chi mente, chi nasconde cosa, e fino a che punto la verità è davvero raggiungibile.

Se amate i thriller young adult pieni di segreti, tensione e colpi di scena… questo libro fa per voi.



mercoledì 22 aprile 2026

Recensione di Her League. Un amore tutto suo di Liz Tomforde.

 


Her League. Un amore tutto suo 

di Liz Tomforde

Genere: Sport Romance

Pagine: 384

Data di uscita: 10 aprile 2026

Prezzo cartaceo: € 15.90

Prezzo ebook: € 4.99

Traduzione: Anna Vivaldi


Trama 

Nipote dello storico proprietario dei Windy City Warriors, Reese Remington respira e vive il baseball da quando ha memoria e si è preparata con dedizione e professionalità a prendere il posto di suo nonno.

Malgrado la sua competenza, Reese sa che essere la prima donna a guidare una squadra significa trovarsi sotto scrutinio costante, saper mantenere il controllo su tutti e dimostrare di saper affrontare tutto, dalle decisioni difficili ai tagli necessari.

Ma Emmett “Monty” Montgomery non è disposto a seguirla alla cieca.

Una leggenda dello sport, abituato a non piegarsi a nessuno, il tatuato e muscoloso allenatore della squadra sembra avercela con lei e con le sue decisioni.

Per Emmett il campo da baseball è casa, i suoi giocatori una famiglia allargata da gestire a modo suo e nel “suo stadio”. Ora che è focalizzato sull’obiettivo di inseguire la vittoria nella World Series per sé e la squadra, l’ultima cosa di cui ha bisogno è una nuova proprietaria che sembra concentrata unicamente sugli affari e non sulla magia che il baseball sa regalare.

Eppure, trascorrere lunghe giornate e infinite trasferte fianco a fianco, gli consente di intravedere la fiamma che brucia in fondo agli occhi di Reese, il suo cuore che batte forte dietro all’ambizione di dimostrarsi all’altezza, fino al punto in cui la tensione che avverte tra sé e il suo nuovo capo si trasforma, e non ha più nulla di professionale. Diventa pericolosamente simile al desiderio, che li colpisce più forte di un fuoricampo.

L’istinto di Monty di prendersi cura degli altri finisce per includere anche Reese, e lei desidererebbe solo lasciarsi andare tra le braccia dell’allenatore.

Ma tra Reese e Emmett non è solo una questione di potere. È una questione di limiti.

E superarli potrebbe costare molto più di una stagione… perdere ogni credibilità, per lei. Per lui, perdere ogni cosa.

Recensione 

Her League. Un amore tutto suo di Liz Tomforde è uno di quei romance sportivi che punta dritto al cuore del lettore. Era da quando abbiamo conosciuto Emmett “Monty” Montgomery che aspettiamo questo libro. Devo dire con sicurezza che non ha deluso le mie aspettative.

Al centro c’è una relazione che nasce in un contesto competitivo e maschile, quello dello sport professionistico, ma che trova spazio per svilupparsi in modo sorprendentemente intimo. La protagonista femminile non è una semplice “spalla romantica”: è costruita con una sua identità, ambizioni e fragilità credibili. Reese Remington, nipote dello storico proprietario dei Windy City Warriors ha preso il posto del nonno ed è la prima donna a guidare una squadra professionista. Tutti gli occhi sono puntati su di lei e non può sbagliare. Le finanze della squadra sono in rosso ed è quindi costretta a fare dei tagli al personale. Questo la porta a scontrarsi con il tatuato e muscoloso allenatore della squadra, leggenda dello sport, abituato a non piegarsi a nessuno. 

Emmett, pur partendo da archetipi noti (carismatico, sicuro di sé, atleta di successo), viene gradualmente umanizzato, mostrando insicurezze e una crescita emotiva che evita di renderlo stereotipato. Emmett sa come muoversi nel mondo dello sport professionistico e sembra non aver bisogno di nessuno. Ha una figlia, un genero e un nipote che che lo adorano, una famiglia che comprende tutti i suoi collaboratori e giocatoria ora che ha un nuovo capo tutto cambia. Oltre a rispettare Reese prova per la prima volta dopo chissà quando tempo una forte attrazione. Non sarà facile abbassare le difese che ha costruito intorno a sé.

Reese invece è una protagonista autonoma, con una forte consapevolezza di sé. Non è il tipo di personaggio che si lascia trascinare facilmente dal carisma del protagonista maschile, e questo crea un equilibrio interessante nella dinamica di coppia. Reese sa cosa vuole — o almeno sa cosa non è disposta a sacrificare — e questo la rende credibile in un contesto, come quello sportivo, dove spesso le figure femminili rischiano di essere marginali. Non cambia per adattarsi a Emmett, il suo carattere si distingue per una combinazione di determinazione e vulnerabilità trattenuta. Non è fredda, ma è protettiva verso se stessa: ha imparato, prima ancora che inizi la storia, a mettere dei limiti. Invece di annullarsi, attraversa questi momenti mantenendo una certa lucidità: riconosce le proprie insicurezze senza permettere che la definiscano. Reese cresce restando fedele a se stessa — ed è proprio questa coerenza che rende la sua storia emotivamente soddisfacente.

La scrittura è scorrevole, con dialoghi vivaci e pungenti. È una lettura coinvolgente per chi ama le storie d’amore ambientate nel mondo dello sport, con personaggi che crescono insieme e imparano a costruire qualcosa di autentico.

lunedì 20 aprile 2026

Recensione di Love unwritten

 


Love unwritten

Di Lauren Asher

Traduttore:Serena Stagi

Editore:Mondadori

Collana:Oscar romance

Formato:Tascabile

In commercio dal:14 aprile 2026

Pagine:656 p., Brossura

Trama 

Rafael: Ellie Sinclair è un'inguaribile romantica che scrive canzoni d'amore. lo sono sposato con il mio lavoro e al massimo potrei ispirare un disco sulle relazioni fallite. Sulla carta, non abbiamo niente in comune, tranne mio figlio. Sono riuscito a evitarla per otto mesi, fino alle vacanze estive. Quattordici giorni. Due isole. E una tata da cui non dovrei sentirmi attratto. Mi aspettavo di dover passare del tempo con Ellie, ma non che mi sarebbe piaciuto così tanto. Dopo il divorzio, ho giurato di proteggere il mio cuore. A ogni costo. Anche se ciò significa spezzare il suo. Ellie: Cosa c'è di peggio che lavorare per un burbero padre single? Confessare di aver avuto una cotta per lui alle superiori. Grazie al cielo, io e Rafael Lopez siamo molto cambiati da allora. Lui è un miliardario che gestisce un impero. Io sono solo una cantautrice fallita che è stata assunta per badare a suo figlio e insegnargli musica. Abbiamo convissuto senza problemi, fino alle vacanze estive. Ora però i confini sono sempre più confusi e i sentimenti che provavo per Rafael stanno tornando a galla, più forti che mai. E in me sorge un nuovo dilemma. Essere la tata di suo figlio è una cosa, volere di più... sembra il testo di una canzone d'amore infelice che aspetta solo di essere scritta.

📚✍🏻Ordine della saga

1 - Love Redesigned

2- Love Unwritten

Recensione 

Love Unwritten di Lauren Asher ha una Trope, che non sempre mi entusiasa, ovvero single dad + nanny, ma in aggiunta ho trovato l'amatissimo Grumpy x sunshine e il forced proximity. Un mix perfetto per catturare la mia attenzione. È il secondo volume della serie Lakefront Billionaires Series. Le storie sono autoconclusive con personaggi diversi. 

Rafael Lopez è un miliardario che gestisce un app di successo oltre che un papà single chiuso, controllato e intrattabile.

Ellie Sinclair, la tata di suo figlio è un'inguaribile romantica che scrive canzoni d'amore, emotiva, fragile ma anche sorprendentemente resiliente.

La tensione tra questi due personaggi è costante. Lui è attratto da lei ma sopprime ogni suo sentimento o desiderio. Per lei, lui è stato la cotta del liceo. Lei matricola e lui all'ultimo anno, intoccabile e dal sorriso irresistibile. Ora i sorrisi di Rafael si contano sulle dita e il figlio Nico è cambiato tantissimo dal divorzio e dalla notizia della sua malattia agli occhi. Nico però ha legato tantissimo con Ellie. 

Rafael purtroppo tende ad autosabotarsi e a negarsi la felicità. Non riesce a trovare un punto d'incontro con suo figlio e licenzia Ellie dopo un errore fatto in buonafede rendendo ancora più teso l'ambiente familiare. 

La mia parte preferita è il legame tra Ellie e il figlio di Rafael. Uno degli elementi più riusciti del libro, senza dubbio il più toccante. All’inizio Ellie entra nella vita del bambino “solo” come figura esterna (una presenza temporanea), ma non cerca mai di forzare il rapporto. Non vuole sostituire nessuno, ma esserci davvero. Infatti Nico la definisce la sua migliore amica e non la sua tata. Lei non tradisce la sua fiducia a costo di perdere il posto di lavoro. Diventa una figura sicura e stabile nella vita del bambino. Crea un ambiente emotivo che al bambino manca dopo l'abbandono della madre e riesce a capirlo anche nei momenti difficili. Il loro legame si costruisce su fiducia, ascolto, costanza. Non è perfetto ed è proprio questo che lo rende realistico. Ellie è molto empatica ed è pronta a prendersi cura degli altri senza remore mentre all'inizio Rafael non riesce ad aprirsi e dare emotivamente ciò di cui suo figlio ha bisogno. Ellie lo sprona più e più volte durante il libro. Ma quando tra di loro scoppia la passione non è solo una storia d’amore a terrorizzarla, ma anche la paura di perdere un legame familiare che ormai è consolidato da un affetto sincero. Ellie dà a Rafael e suo figlio cura, stabilità e colma il loro bisogno di famiglia

⚠️ PICCOLI NEO ⚠️

Per quanto “Love Unwritten” mi abbia coinvolta, ci sono alcuni aspetti che non mi hanno convinta del tutto:

Rafael a tratti è davvero frustrante 😤

Il suo continuo autosabotaggio e la sua incapacità di comunicare diventano ripetitivi. Capisco il trauma e le difficoltà, ma a un certo punto avrei voluto vederlo crescere prima.

Le trope funzionano, ma seguono dinamiche già viste, rendendo certe parti intuibili.

In conclusione è una storia dolce, intensa e toccante, ma con qualche dinamica ripetitiva per chi ha letto molti libri di questo genere. È una storia che scalda il cuore, fatta di crescita, seconde possibilità e legami che diventano casa. Ora sono curiosa di leggere il prossimo libro perché ho già capito chi saranno i protagonisti.

Recensione di Le streghe in eterno di Alix E. Harrow

Le streghe in eterno di Alix E. Harrow ✨ Traduttore: Alice Casarini, Barbara Ronca Editore: Mondadori Collana: Oscar fantastica paperback Fo...