Il filo del rasoio
di Veronica Roth
Traduttore:Roberta Verde
Editore:Mondadori
Collana:Fantastica
In commercio dal:12 febbraio 2026
Pagine:276 p., Rilegato
Trope: found family - Young adult
Trama
Quando Dymitr viene richiamato nel suo paese di origine per la notte vuota, un rito funebre pensato per tenere il male a distanza, si presenta per lui l'occasione perfetta per mettere le mani sulla reliquia più pericolosa custodita dalla sua famiglia: un libro di maledizioni che potrebbe saldare il debito che lo lega alla leggendaria Baba Jaga. Ma per riuscirci dovrà sopravvivere alla notte affrontando ciò che ha cercato di lasciarsi alle spalle: una famiglia di cacciatori di mostri per cui il dolore è una vocazione, una disciplina e una fede. Tra veglie, rituali sanguinosi e segreti che potrebbero essere smascherati da un semplice sguardo, Dymitr dovrà muoversi con cautela, nascondendo ciò che è diventato e ciò che non è più. Con il calare del sole, poi, il confine tra nemici e alleati si farà sottile come una lama fino a disfarsi. Le riunioni di famiglia, è noto, sono sempre difficili. Talvolta tornare a casa è l'atto più pericoloso di tutti.
Recensione
Il filo del rasoio è il seguito di Quando sei tra i corvi. Il primo volume mi era piaciuto davvero tantissimo perché mescola il folklore slavo e l'ambiguità dei legami familiari. Dymitr è stato cambiato per sempre da Baba Jaga per cercare di rompere la maledizione di Ala. Una maledizione lanciata proprio da sua nonna. Ora, per riavere la sua spada, Baba Jaga vuole che lui compia una missione pericolosa e devastante. Uccidere proprio la donna che l'ha cresciuto mentre i genitori erano assenti e poco interessati a lui e alla sorella.
Tra parentesi ho apprezzato molto l'evoluzione del rapporto tra Dymitr e la sorella e credo che nel prossimo volume ne vedremo delle belle.
Ala gli propone un'alternativa. Rubare il libro di maledizioni della nonna e portarlo a Baba Jaga per riavere la spada e non rischiare di diventare pazzo.
Quando lo zio muore, e Dymitr viene richiamato nel suo paese di origine per la notte vuota, un rito funebre pensato per tenere il male a distanza, i due amici colgono l'occasione per partire insieme. In questo viaggio pericoloso il confine tra alleati e nemici è davvero sottile.
L'amicizia tra Dymitr e Ala è davvero bella. Ala lo accoglie nella sua casa quando lui abbandona l'ordine dei cacciatori di mostri, gli presta soldi, divide con lui il suo cibo, ascolta i suoi problemi e si offre di uccidere la nonna al suo posto. Ala per Dymitr diventa monto più che una semplice amica, diventa una sorella acquisita.
Anche il sentimento crescente tra Dymitr e Niko è molto coinvolgente. Non è il fulcro della storia ma è bello il modo in cui alla fine, nonostante la diffidenza iniziale, riescono a contare l'uno sull'altro.
In questo libro troverete rituali sanguinosi, tensione familiare e tanti segreti. Un'atmosfera cupa e intrisa di magia. Veronica Roth si è concentrata maggiormente su un tipo di scrittura introspettiva, più oscura, meno concentrata sull’azione pura e più sulle crepe interiori dei personaggi. Personaggi davvero ben caratterizzati e profondi. Veronica Roth è una delle autrici che più apprezzo proprio perché ogni personaggio ha una storia complessa, un carattere ben preciso con paure e sentimenti chiari. Ognuno di loro si pone delle domande, fa delle scelte difficili, ha dei conflitti morali tra affetto e giustizia, tra bene e male, tra dovere e amore. Si mettono costantemente in discussione. A chi dare fiducia? Conta davvero la fedeltà alla famiglia? È più importante la famiglia che si sceglie o quella in cui si è nati? Il titolo stesso suggerisce l’equilibrio precario su cui camminano: ogni decisione può ferire. I protagonisti sono legati ma c'è ancora diffidenza tra loro. Vengono da mondi completamente diversi. Si sentono vulnerabili. Il sacrificio e il destino sono temi importanti che vengono trattati con grande profondità. Le dinamiche tra i personaggi, in questo secondo volume si fanno sempre più tese, le scelte più dolorose, e il percorso emotivo più intenso. Troverete più introspezione e dialoghi divertenti ma profondi. C'e meno azione ma sinceramente non ne ho sentito il bisogno tanta era la carica emotiva. Il filo del rasoio di Veronica Roth non si limita a proseguire il cammino iniziato con Quando sei tra i corvi ma lo affila. Rimane addosso come un’eco sottile. E forse è proprio questa la sua forza: raccontare che crescere, amare, scegliere significa accettare di vivere, almeno per un tratto, sul filo del rasoio.
Una lettura consigliata a chi ama le atmosfere cupe, le relazioni complesse e i romanzi che lasciano qualcosa anche dopo l’ultima pagina.
Ringrazio Mondadori per la collaborazione


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