venerdì 17 aprile 2026

Recensione di Come uccidere un ragazzo in 10 appuntamenti di Shailee Thompson

 


Come uccidere un ragazzo in 10 appuntamenti

di Shailee Thompson

Traduttore:Rosa Maria Prencipe

Editore:Mondadori

In commercio dal:17 marzo 2026

Pagine:396 p., Brossura

Trama 

Quando Jamie Prescott e la sua migliore amica Laurie decidono di partecipare a una serata di speed dating, le aspettative sono bassissime: una sfilza di uomini mediocri, conversazioni imbarazzanti e qualche risata. Di certo non avrebbero mai immaginato che, durante una manciata di minuti di un improvviso blackout, uno degli appuntamenti di Jamie sarebbe finito sgozzato e l'evento si sarebbe trasformato in un incubo. Quando le luci si riaccendono, ci sono altri corpi a terra e tutte le porte sono bloccate. Ciò significa che sono intrappolate nel locale con un serial killer. Da brava cinefila, Jamie conosce alla perfezione le regole dei suoi due generi preferiti: le commedie romantiche e gli horror slasher. Sa che le dichiarazioni d'amore migliori avvengono sotto la pioggia e che non si corre mai su per le scale quando si è inseguiti da un assassino armato di coltello. Ora deve sperare che tutto il suo studio la aiuti a trovare la chiave per uscire viva da questa situazione. Il problema è che non riesce a rimanere concentrata sull'unico vero obiettivo - non farsi uccidere - e continua a distrarsi per colpa di uno o due ragazzi decisamente attraenti. E se uno di loro fosse proprio il killer? Ops.

Recensione 

Questo romanzo mi è piaciuto fin da subito per il titolo accattivante e provocatorio, che promette una storia cinica e forse anche un po’ dark. Adoro questo genere. La protagonista racconta la sua storia in prima persona con il giusto mix di ironia e sarcasmo. È una romanticona appassionata di commedie romantiche e film horror. 

Jamie Prescott e la sua migliore amica Laurie decidono di partecipare a una serata di speed dating, le aspettative sono bassissime: una sfilza di uomini mediocri, conversazioni imbarazzanti e qualche risata. Di certo non avrebbero mai immaginato che ci fosse un improvviso blackout e l'evento si sarebbe trasformato in un incubo. Solo la conoscenza di Jamie per gli horror slasher dà ai sopravvissuti una speranza di uscirne vivi. 

Shailee Thompson riesce a mantenere una leggerezza costante anche quando affronta temi più seri come la fiducia, la vulnerabilità e il modo in cui le esperienze passate influenzano le relazioni. Forse troppa leggerezza quando la situazione si fa davvero pericolosa e cruenta. I dialoghi sono vivaci e brillanti. Il ritmo è scorrevole, si legge velocemente.  Potrebbe benissimo diventare una serie TV con episodi brevi e accattivanti. Ha il giusto equilibrio tra thriller e mistero. 

La protagonista non vuole l’amore, anche se sarebbe bello essere la protagonista di una commedia romantica. Le sue scelte spesso sabotano ciò che in realtà desidera anche se nei primi appuntamenti sembra sempre un passo avanti rispetto agli altri, come se volesse controllare ogni situazione per non restare vulnerabile. Il rapporto centrale (senza spoiler) evolve proprio grazie agli errori: non è il classico “colpo di fulmine”, ma qualcosa che prende forma mentre le difese cadono, spesso contro la volontà della protagonista e dopo innumerevoli incomprensioni. All'inizio sono due i ragazzi che catturano l'attenzione di Jamie ma dopo l'arrivo del serial killer non può più fidarsi proprio di nessuno. Tra ironia, errori e momenti di verità, i personaggi ci ricordano quanto sia facile nascondersi dietro il cinismo e quanto sia difficile, invece, scegliere di essere sinceri.

Unica nota negativa sono le continue e ripetute citazioni da film. Interrompono il ritmo narrativo e i dialoghi con troppa insistenza. Non aiutano visto che è già ben chiaro come la protagonista sia fortemente attrata dalla cinematografia. 

In conclusione "Come uccidere un ragazzo in 10 appuntamenti" è una lettura leggera e dinamica. Adatta a chi ha imparato a difendersi un po’ troppo dall’amore. 

mercoledì 15 aprile 2026

Recensione di Un podcast ha deciso di rovinarmi la vita di Amy Tintera

 


Un podcast ha deciso di rovinarmi la vita
di Amy Tintera

Traduttore:Linda Martini

Editore:Rizzoli

Collana:Rizzoli narrativa

In commercio dal:5 febbraio 2026

Pagine:368 p., Brossura

Trama 

Lucy da ore spulcia ricette per preparare un "pollo di scuse" ed è anche convinta che a momenti il capo la chiamerà per darle il benservito; il pollo, invece, è per il fidanzato, al quale non ha mai detto di essere la principale sospettata per l'omicidio della sua migliore amica, avvenuto cinque anni prima. D'altra parte, chi poteva immaginare che il podcast true crime del momento, "Oltre la bugia", avrebbe proposto agli ascoltatori proprio il delitto irrisolto che la vede al centro di quei fatti? È bastato il primo episodio per strapparla dall'anonimato e rovinarle la vita. Ma la verità è che la sua vita si è rovinata la notte in cui Savvy è stata uccisa e Lucy è stata trovata in stato confusionale con il vestito sporco del sangue dell'amica. Nemmeno il fatto che la sua memoria sia andata in cortocircuito ha giocato a suo favore. Per questi motivi, seppur in mancanza di prove schiaccianti, gran parte degli abitanti della cittadina texana di Plumpton aveva dato per scontata la sua colpevolezza. A cinque anni da quella notte, Lucy è costretta a tornare nel posto dove aveva giurato di non mettere più piede, in un agosto che sembra diretta emanazione dell'inferno, per festeggiare gli ottant'anni dell'adorata nonna. Lì entra in collisione con l'odioso - ma sexy - podcaster Ben Owens, con una comunità ostile e con gli stessi affetti di sempre, ormai cambiati. Di fronte ai quali potrà solo contrapporre, nella sua ricerca della verità, l'arma più affilata di cui dispone: il suo irriducibile sarcasmo sul fondo del quale resta, tuttavia, il doloroso timore di scoprire che sono state le sue mani a far del male a Savvy.

Recensione 

In questo libro Amy Tintera costruisce una trama che sembra leggera all’inizio, quasi ironica nel titolo e nelle conversazioni tra i personaggi, ma che rapidamente diventa più inquietante e riflessiva. Ho apprezzato tantissimo che il fulcro della storia fosse il podcast true crime di Ben Owens, intervallato dai pov della protagonista e successivamente dai suoi flashback del passato. È stato un susseguirsi di colpi di scena e rivelazioni scottanti su bugie, tradimenti e violenza domestica. Questo romanzo si concentra su come il potere delle storie raccontate nei podcast true crime possono influenzare o chiarire la realtà. È qui che il libro funziona meglio: nella tensione tra verità e percezione pubblica. 

La protagonista si ritrova di nuovo al centro di una narrazione che non controlla. Cinque anni prima non è stata incriminata per l'omicidio della sua migliore amica nonostante Lucy sia stata trovata in stato confusionale con il vestito sporco del sangue dell'amica. Il paese ha decretato comunque la sua colpevolezza. La sua vita si è rovinata la notte in cui Savvy è stata uccisa e Lucy ha perso la memoria di quella intera giornata. Ora qualcuno racconta la sua vita, o meglio una versione manipolata di essa, trasformandola in un caso mediatico. È qui che il libro funziona meglio: nella tensione tra verità e percezione pubblica. Tintera riesce a rendere credibile la frustrazione e il senso di impotenza di chi viene “raccontato” da altri, soprattutto in un’epoca in cui contenuti virali e storytelling sensazionalistico possono cambiare tutto. Ma Ben non conosce tutta la verità e Lucy non è disposta a essere completamente sincera nonostante la loro attrazione.

Lo stile è scorrevole, con capitoli brevi spingono a continuare la lettura. Si sente l’influenza del ritmo tipico dei podcast: cliffhanger frequenti, rivelazioni graduali, e una costruzione narrativa che alterna presente e ricostruzione dei fatti. Non è un thriller particolarmente complesso, ma è efficace nel creare curiosità.
I personaggi principali sono ben delineati anche se alcuni personaggi secondari rimangono nel mistero. Ho cambiato idea molte volte su chi potesse essere il colpevole. Anche i dubbi di Lucy sulla propria colpevolezza rendono credibile la storia. I vuoti di memoria e il carattere della protagonista la rendono una sospettata anche se il rapporto con la sua migliore amica è chiaramente la parte migliore della storia. 
La critica implicita che io ho percepito sta nel fatto che la maggior parte delle persone considerano gli uomini come “più affidabili” nella cultura patriarcale, soprattutto quando si parla di conflitti o accuse. Questo si intreccia con stereotipi molto radicati: l’idea che le donne siano “emotive”, “esagerate” o meno razionali. Infatti la protagonista si interroga spesso sulla credibilità delle sue parole, se dire la verità la renderà solo soggetta a più critiche e non a svelare la verità dei fatti. Quando una donna reagisce con rabbia o forza,  cosa assolutamente umana, rischia di essere percepita come “instabile”, mentre la stessa reazione in un uomo viene più facilmente giustificata o normalizzata. Perché le persone innocenti, le vittime non reagiscono, non si arrabbiano, non tradiscono, non si comportano così. Il punto centrale è che esiste un doppio standard nel modo in cui vengono interpretate le reazioni emotive e la credibilità, e questo può rendere più difficile per molte donne essere riconosciute come vittime quando escono dal ruolo “accettabile” di vittima silenziosa.
Nel romanzo Un podcast ha deciso di rovinarmi la vita, Amy Tintera mette proprio in scena quel meccanismo:
- Quando lei cerca di difendersi, appare aggressiva o disperata
- Quando mostra emozioni forti, viene letta come squilibrata
- Il suo tentativo di riprendere controllo viene reinterpretato come prova contro di lei.
La cosa più interessante è che Tintera non presenta la protagonista come “perfetta”. Lei sbaglia, reagisce male, si contraddice — cioè si comporta come una persona reale sotto pressione. Ma proprio questo la rende vulnerabile. E una volta che il pubblico si è fatto un’idea, cambiarla diventa quasi impossibile. Questa riflessione mi ha fatto apprezzare la lettura ancora di più perché è un messaggio forte che condivido pienamente.

Se cercate un romanzo coinvolgente, attuale e veloce da leggere, ideale per chi ama misteri moderni con un tocco di critica sociale questo è il libro ideale. Per me è stata una bellissima lettura. 

domenica 12 aprile 2026

Recensione di Come conquistare la regina delle streghe. Queens of villainy. Vol. 1 di Stephanie Burgis

 


Come conquistare la regina delle streghe. Queens of villainy. Vol. 1

di Stephanie Burgis

Traduttore:Alessandra Petrelli

Editore:Mondadori

Collana:Oscar fantastica fantasy

Formato:Tascabile

In commercio dal:31 marzo 2026

Pagine:300 p., Brossura

Trama 

La regina Saskia è una temutissima strega. Ha spodestato il malvagio zio dal trono e desidera solo proteggere il suo popolo dal minaccioso Impero Seraphym, che preme ai confini. Per farlo, ha bisogno di stare nel suo laboratorio a sperimentare nuovi potenti incantesimi e non ha certo tempo per mettere ordine nella sua caotica biblioteca di magia. Così, quando un misterioso mago oscuro arriva al suo castello, Saskia lo assume subito come nuovo bibliotecario. Fabian è dolce e un po' nerd, e le sue richieste sembrano un tantino strane - per la Divina Elva, che cosa mai sarebbe una penna stilografica? - ma è molto bravo nel suo incarico. E se le scrive poesie civettuole e il tocco della sua mano le fa venire i brividi, cosa può esserci di male? Saskia non sa che il sedicente mago di cui si sta innamorando è in realtà un arciduca imperiale sotto mentite spoglie. È in fuga, nasconde pericolosi segreti e una crescente attrazione per la strega regina. Quando la sua identità verrà finalmente alla luce, il loro amore sarà una salvezza o una condanna?

Recensione 

Come conquistare la regina delle streghe è il primo di una serie di libri che punta a ribaltare il ruolo delle “cattive” delle fiabe rendendole donne forti, complesse, ironiche, a volte feroci ma anche vulnerabili. In questo volume la protagonista è la regina Saskia che ha riconquistato il trono dopo che l'orribile zio ha ucciso i suoi genitori, proscigato il tesoro di Kitvaria e l'ha perseguitata per assassinarla. 

Ora governa il suo popolo fatto di umani e esseri magici dal suo castello e non nella capitale. Non avrebbe mai voluto essere Regina e non sopporta la mondanità. Purtroppo lo zio che l'ha perseguitata ora è stato nominato cavaliere dell'ordine imperiale e continua a spargere cattiveria sul suo conto. 

Saskia oltretutto ha il minaccioso Impero Seraphym, che preme ai confini per invadere il suo regno. Per questo ha creato una barriera impenetrabile a chiunque possegga armi o uniformi nemiche. Con la sua potente magia e i suoi esperimenti cerca di mettere fine alla pressione politica. Si riunisce ogni mese con ad altre due Regine potenti, anche se Saskia passerebbe tutto il suo tempo in laboratorio a fare esperimenti, per pianificare strategie difensive. 

Fabian è un arciduca imperiale sotto mentite spoglie alla corte di Saskia. È fuggito dal suocero e dal cognato, dopo che sua moglie è morta, perché volevano toglierlo di mezzo. Ha cercato rifugio nel regno di Saskia e ora finge di essere un mago oscuro con il compito di sistemare la biblioteca reale. È un ragazzo dolce e riflessione inaspettatamente affascinante.

Lo stile di scrittura di Stephanie Burgis è scorrevole e intrigante. I dialoghi divertenti e ironici. I personaggi ben costruiti e brillanti. È stata una lettura piacevole soprattutto per me che amo il concetto del villainy reinventato.

"Helix fece un lungo respiro accettando linee verità: la sua vita forse non era minacciata dalla strega regina di Kitvaria in quel momento, ma il suo cuore era in grave pericolo di perdersi per sempre."

L’elemento romantico è presente, ma non è invadente: si intreccia con la crescita dei personaggi e con una sottile riflessione sul consenso, sull’equilibrio nei rapporti e sull’idea stessa di “conquistare” qualcuno. La “regina delle streghe” non è una figura distante da temere o idolatrare, ma un personaggio con desideri, limiti e contraddizioni e per questo riesce a mostrare che anche chi sembra invincibile ha bisogno di essere visto per ciò che è davvero. 

Non è una storia su come conquistare una regina… ma su come imparare a guardarla davvero. Tra magia, ironia e sentimenti non scontati, questa lettura è frizzante e leggera, perfetta per gli appassionati di fantasy romance ironici e pieni di Incantesimi ✨🖤

giovedì 9 aprile 2026

Recensione di The wolf king di Lauren Palphreyman

 


The wolf king

di Lauren Palphreyman

Traduttore:Chiara Vannini, Maria Alessia Nanna

Editore:Rizzoli

In commercio dal:19 febbraio 2026

Pagine:468 p., Rilegato

Trama 

Doveva essere una pedina. È diventata il suo punto debole. E l'errore che nessuno poteva permettersi. Un romantasy enemies to lovers, feroce e sensuale, tra clan di lupi, terre selvagge e una passione che potrebbe scatenare una guerra. La principessa Aurora non è destinata all'amore. Abituata a essere una pedina nelle mani del potere, la sua vita cambia per sempre la notte in cui decide di risparmiare un giovane Lupo prigioniero, attirando l'attenzione di un alfa che la rapisce per usarla come merce di scambio nella feroce guerra tra umani e Lupi. Callum la porta al castello del Re Lupo, nelle terre selvagge a nord del confine, dove clan di Lupi storicamente nemici stanno iniziando a far fronte comune. Ma più i due trascorrono del tempo insieme, e più l'alfa dagli occhi profondi e dal corpo scolpito dalla guerra si rivela un protettore leale e dal cuore indomito. In breve tempo, l'adrenalina della battaglia non è niente in confronto alla tensione che divampa tra loro. Ma il castello del Re Lupo è un nido di vipere, e l'attrazione è un lusso che nessuno può permettersi. Mentre lotta per la propria indipendenza, sempre in guardia sia dai suoi nemici sia da chi pare voglia offrirle aiuto, Aurora riscopre la sua forza e il suo potere più selvaggio. Perché per vincere la guerra servono coraggio, passione... e l'audacia di infrangere ogni regola.

Recensione 

The Wolf king è un fantasy ambientato in un mondo in guerra. Tra i clan di lupi e gli umani non scorre buon sangue. Gli Lupi attaccano i regni e gli uomini catturano i licantropi per farli combattere. Quando la principessa Aurora arriva alla corte del suo promesso sposo capisce subito di avere di fronte un uomo crudele. Aurora sa di non essere destinata all'amore. Da tutta la vita è la  pedina unbbidiente nelle mani del padre violento. Solo la madre le voleva bene ma da quando è morta Aurora ha conosciuto solo sofferenza e dolore. Quando però assiste a un combattimento tra uomini lupo non riesce a resistere alla crudeltà che ha davanti agli occhi e cerca di aiutare un giovane lupo. Per questo quando un Alfa scappa e crea scompiglio a corte rapisce Aurora per usarla come merce di scambio. Ma per lei è una liberazione fuggire con i lupi e più i due trascorrono del tempo insieme, e più l'alfa dagli occhi profondi e dal corpo scolpito dalla guerra si rivela un protettore leale e dal cuore indomito. Il mondo dei lupi però è selvaggio e ogni scelta ha un prezzo. 

Callum è enigmatico, potente e buono con la sua prigioniera. La protegge dagli altri lupi fin dal loro primo incontro. Tra alleanze instabili, segreti e tensioni crescenti, la protagonista dovrà imparare a fidarsi dei propri istinti e affrontare verità scomode, mentre il rapporto con Callum si trasforma in qualcosa di sempre più profondo e complicato. Purtroppo il personaggio di Aurora all'inizio mi è sembrata  troppo piagnucolosa e pudica. I dialoghi con Callum erano battibecchi fastidiosi. Il suo sembrare petulante me l'aveva sinceramente resa antipatica. Il fatto che il pov sia in prima persona accresceva questa sensazione di fastidio. Ma per fortuna il personaggio di Blake riesce a tirare fuori la grinta in Aurora. Il suo carattere evolve nel corso della storia, mostrando coraggio e capacità di adattamento in situazioni difficili. Diventa determinata, si percepisce la sua intelligentenza e lotta per l'indipendenza. Sul finale mi è piaciuta davvero tanto.

Blake però è in assoluto il mio personaggio preferito. Ha un passato oscuro, è pieno di cicatrici ed è diventato forte e spiatato per sopravvivere. Finge, mente e tesse le sue trame nell'ombra. A volte aiuta Aurora ma non si fa scrupoli ad usarla per i suoi interessi. È un uomo tenebreso e un ottimo stratega. Il loro feeling è la mia parte preferita del libro. Mi ha ricordato alcune scene di The vampire diaries ( serie tv che ho amato alla follia). Blake mi ricorda tantissimo Damon😍 Ma non è un triangolo amoroso. Aurora ha le idee chiare sui suoi sentimenti e odia Blake per le sue manipolazioni. Ho apprezzato anche le scene piccanti con Callum quando finalmente Aurora si scioglie e accoglie la sua indole selvaggia. Il loro rapporto diventa tenero e il loro legame cresce piano piano.

Lo stile di Lauren Palphreyman è scorrevole, riesce a creare immagini forti e scene che rimangono impresse. I dialoghi dalla metà in poi funzionano bene, soprattutto nei momenti di tensione emotiva. Il romanzo mantiene un buon ritmo, alternando momenti d’azione a fasi più introspective. 

The Wolf King è una lettura coinvolgente per chi ama il fantasy con una forte componente romantica e personaggi tormentati. Io non vedo l'ora di leggere il secondo volume.

giovedì 2 aprile 2026

Recensione di Il mio traguardo sei tu. A photo finish di Elsie Silver

 


Il mio traguardo sei tu. A photo finish

di Elsie Silver 

Traduttore:Valentina Legnani, Valentina Lombardi

Editore:Newton Compton Editori

In commercio dal:3 marzo 2026

Pagine:320 p., Brossura

Trama 

Le chat online tra Cole Harding e Violet Eaton dovevano restare un segreto del passato. Ma se il mondo è piccolo, Ruby Creek lo è ancora di più, e lì nessun segreto rimane tale. Quando Cole, ex soldato dal temperamento schivo, torna in città, è convinto di poter continuare a nascondersi. Tuttavia, l’incontro con Violet, che ora lavora nel ranch della sua famiglia, è inevitabile. Costretto dalle circostanze a vivere sotto lo stesso tetto della ragazza, Cole vede i muri che si è costruito attorno sgretolarsi giorno dopo giorno. Ogni volta che le guance di Violet si colorano di un’emozione improvvisa, ogni volta che nei suoi occhi si accende una luce che lui non sa spiegare, Cole sente il gelo dentro di sé sciogliersi un po’ di più. Violet risveglia in lui speranze che credeva di aver sepolto, desideri che non si sente degno di avere. Perché le ferite di Cole non si vedono, ma lo governano. Sono cicatrici antiche, più terribili della guerra da cui è tornato cambiato. Sa che dovrebbe allontanarsi, che la disciplina che gli ha insegnato l’esercito dovrebbe bastare a tenerlo al sicuro. Ma più si apre con Violet, più diventa difficile lasciarla andare...

Recensione 

Questo romanzo mi ha coinvolto fin dalla prima pagina perché parte con energia e non rallenta quasi mai. Conoscendo già i due protagonisti la mia curiosità era alle stelle e devo dire che non mi ha deluso.

La cosa che colpisce subito è quanto la storia riesca a mescolare tensione emotiva e attrazione senza risultare forzata. Non è solo una storia d’amore, ma anche un percorso di crescita personale, soprattutto per i protagonisti, che si trovano a fare i conti con aspettative, orgoglio e vulnerabilità.

La dinamica tra Cole Harding e Violet Eaton funziona perché non è perfetta: ci sono attriti, incomprensioni e momenti in cui sembrano correre in direzioni opposte. 

Ed è proprio questo a renderli credibili. I dialoghi sono vivaci, spesso pungenti, e danno quella sensazione di “chimica vera” che tiene incollati alla pagina.

Tra vulnerabilità, crescita e amore autentico, questa storia dimostra che a volte il vero traguardo non è vincere, ma trovare qualcuno con cui condividere ogni corsa. Una lettura intensa, dolce e appassionante: Elsie Silver non sbaglia mai.

Personaggi irresistibili, tensione perfetta e un finale che scalda il cuore: assolutamente da leggere 💛

domenica 29 marzo 2026

Recensione di Love, mom. Vuoi sapere un segreto? Di Xander

 


Love, mom. Vuoi sapere un segreto? 

di Iliana Xander

Traduttore:Luca Bernardi

Editore:Longanesi

Collana:La Gaja scienza

In commercio dal:3 marzo 2026

Pagine:384 p., Rilegato

Trama 

Mackenzie Casper non è stata una figlia felice. Eppure sua madre era Elizabeth Casper, una scrittrice capace di stregare milioni di lettori in tutto il mondo. Per la ragazza, tuttavia, Elizabeth era semplicemente una madre distante e fredda fino alla crudeltà. È per questo che Mackenzie accoglie la notizia della sua morte, avvenuta in circostanze non del tutto chiare, con un’indifferenza quasi priva di sensi di colpa. Per lei è morta un’estranea.Al funerale, Mackenzie sta per fuggire dagli sguardi invadenti e curiosi dei partecipanti quando trova sul sedile della sua auto una busta. L’intestazione recita «Dalla tua fan numero 1». Dentro la busta un foglio scritto nella grafia della madre: «Vuoi sapere un segreto?» e in calce la chiusa, sorprendente e dolorosa: «Love, Mom». Con amore, Mamma.Ma quale amore? E quale segreto?Da quel momento tutto cambia nella vita di Mackenzie: altre lettere arriveranno e nuovi tasselli si aggiungeranno a mostrare un passato che si rivela sempre più colmo di vuoti, di silenzi, di reticenze. E, appunto, di segreti. Chi era davvero sua madre? Chi sta cercando di farglielo scoprire? E chi vuole nasconderglielo a qualunque costo? Ma soprattutto chi è lei, per davvero?

Recensione 

Love, mom. Vuoi sapere un segreto? di Iliana Xander è un thriller intenso che mescola emozioni intense e segreti nascosti. Mi ha catturato completamente gettandomi in un vortice di sensazioni che mi hanno portato a commuovermi sul finale. Iliana Xander riesce a costruire uno scenario perfetto portando il lettore a legarsi con la protagonista mentre cerca di risolvere il mistero sulle lettere inviate dalla madre. 

Mackenzie Casper non era legata alla madre, Elizabeth Casper, una scrittrice famosa e molto apprezzata. Sua madre era distante e fredda e con una vena di crudeltà celata ai suoi innumerevoli fan. Mackenzie accoglie la notizia della sua morte come farebbe con un'estranea. Non è sconvolta dal lutto ma quando riceve una busta firmata «Dalla tua fan numero 1» con dentro un foglio scritto nella grafia della madre, tutto il suo mondo crolla. Insieme al suo migliore amico cerca di indagare su ciò che la lettera, scritta sotto forma di diario, le svela. Poi arrivano altre lettere e altri indizi su cui indagare e a poco a poco tutto ciò che pensava fosse vero diventa una bugia. 

Fin dalle prime pagine, si percepisce un’atmosfera rarefatta che nasconde segreti sepolti sotto strati e strati di bugie. Ogni parola sembra avere un peso preciso. Ogni nuova rivelazione sul passato di Elizabeth permette a Mackenzie di scavare più a fondo. Ogni personaggio ha un passato che si rivela piano piano ma crea scompiglio sulla vita della protagonista. Il punto di forza del libro è senza dubbio il modo in cui viene raccontato il rapporto familiare: non idealizzato, ma autentico, fatto di silenzi, incomprensioni e verità difficili da accettare. L'autrice ha saputo dare risalto ai personaggi dandogli spessore e sentimenti complessi ma mantenendo uno stile scorrevole ma carico di significato. 

La narrazione si sviluppa con un ritmo equilibrato: non è un thriller serrato, ma piuttosto una scoperta graduale. Eppure riesce a creare curiosità ed è veramente difficile smettere di leggere soprattutto dopo la metà libro. I “segreti” del titolo non sono solo eventi, ma emozioni trattenute, parole non dette, scelte difficili, opportunità mancate. 

Il rapporto tra Mackenzie e il suo migliore amico è uno degli elementi più autentici della storia. Ciò che rende il loro legame interessante è l’equilibrio tra complicità e tensione emotiva. Da un lato c’è una fiducia profonda, costruita nel tempo, fatta di confidenze e piccoli gesti, dall'altra la fragilità in cui il confine tra amicizia e qualcosa di più non è sempre del tutto definito. Tuttavia, il cuore del loro legame resta la lealtà reciproca. Lui non cerca di “salvarla”, ma di esserci, e questo lo rende un personaggio importante nella crescita emotiva di Mackenzie. È uno degli elementi che ho apprezzato di più nel romanzo. lo stile dell’autrice è scorrevole ma intenso, capace di coinvolgere senza bisogno di eccessi. La lettura è fluida, ma lascia spazio a momenti più profondi e riflessivi. Se ti piacciono le storie avvincenti con relazioni credibili e un tocco di mistero, questo libro è decisamente una lettura consigliata.

martedì 24 marzo 2026

Recensione di Trope. I segreti della scrittura romance & del romantasy di Alice Doublier

 


Trope. I segreti della scrittura romance & del romantasy

di Alice Doublier

Traduttore:Federica Angelini

Illustratore:Juliette Buttigieg

Editore:Il Castoro

In commercio dal:10 marzo 2026

Pagine:256 p., ill. , Brossura

Trama 

Un libro imperdibile per tutti gli amanti del romance, con i contributi esclusivi di booktoker e scrittrici italiane.

Consigli di scrittura a cura di Cristina Chiperi, Alessia Gazzola, Valentina Ghetti, C.S. Quill , Allison Saft e Sara Simoni.

Sognate di sapere tutto sui trope utilizzati nei romance? Volete scrivere il vostro romantasy? Questo libro è proprio ciò che vi serve. Dopo averlo letto, il romance in tutte le sue forme non avrà più segreti, per voi!

In questa guida unica nel suo genere troverete: presentazione e analisi dei 50 trope più conosciuti (o meglio, dei nostri preferiti!); consigli di scrittura di editor e autrici per costruire una trama, creare dei personaggi e dare ritmo alla narrazione; illustrazioni di Juliette Buttigieg che danno vita ai trope; consigli di lettura di booktoker e content creator; contenuti esclusivi come i trope della vostra coppia, gli archetipi dei protagonisti (e i loro ritratti!), i trope inversi… e tanto, tanto altro! Alla parola enemies, tutti rispondiamo all’unisono: to lovers! E quando sentiamo parlare di slow burn, fremiamo al solo pensiero di un bacio. E cosa mi dite di “un solo cavallo”? I trope sono ovunque: sui social network, nel cuore di libri, film e serie Tv... Alimentano le aspettative dei lettori e guidano gli autori. Però, cosa sono esattamente i trope? A cosa servono davvero? E soprattutto, come gestire questi “cliché” senza diventarne uno a propria volta? La risposta è nelle vostre mani, in questo libro.

Recensione 

Trope. I segreti della scrittura romance & del romantasy di Alice Doublier non è il classico manuale freddo e tecnico: è più simile a una guida complice, scritta da chi conosce davvero il fascino (e i rischi) delle storie romantiche. Doublier non si limita a catalogarli, ma li analizza con uno sguardo lucido e coinvolgente, mostrando perché funzionano così bene e come possano essere reinventati. Il risultato è un equilibrio interessante tra teoria e passione, tra analisi e amore per il genere.

Ecco cinque motivi autentici per cui vale la pena leggerlo:

💞✨1. Ti insegna a usare i trope senza farti usare da loro

Il libro non si limita a elencare cliché come enemies to lovers o fake dating: ti mostra come piegarli, ribaltarli e renderli tuoi. È utile sia per scrivere sia per leggere con più consapevolezza.


🫶🏻🫰🏻2. Parla di emozioni, non solo di struttura

Molti manuali si fermano alla tecnica. Qui invece si entra nel cuore delle storie: perché certe dinamiche funzionano? Perché ci fanno battere il cuore? È un approccio più “vivo” e meno scolastico.


🩷🍁3. È perfetto anche per chi non scrive.

Non serve voler diventare autori: se ami romance e romantasy, questo libro ti fa vedere i tuoi libri preferiti sotto una luce nuova, come se scoprissi i “meccanismi nascosti” dietro le emozioni.


😍🎉4. Ha uno stile accessibile ma mai banale

Il linguaggio è semplice, diretto, quasi confidenziale, ma non superficiale. Si legge velocemente, ma lascia spunti su cui riflettere anche dopo aver chiuso il libro.


🔥🏠5. Ti fa venire voglia di creare (o riscoprire) storie

Forse il suo pregio più grande: accende l’ispirazione. Che tu voglia scrivere o semplicemente leggere di più, ti ritrovi con nuove idee, nuove curiosità e uno sguardo più attento alle storie d’amore.

In sintesi, è un libro che non si limita a spiegare il romance: ti invita a entrarci dentro, a capirlo e, in qualche modo, a farne parte.

Oltretutto nel libro troverete anche i miei consigli su due romanzi Arranged o forced marriage. Non vi voglio fare spoiler quindi li troverete a pagina 22. 

Recensione di The Naturals. L'accademia dei casi irrisolti di Jennifer Lynn Barnes


 

The Naturals. L'accademia dei casi irrisolti

di Jennifer Lynn Barnes

Traduttore:Tessa Bernardi

Editore:Nord

In commercio dal:24 marzo 2026

Pagine:304 p., Brossura

Età di lettura:Young Adult

Trama 

Da quando era bambina, Cassie Hobbes è sempre stata brava a leggere le persone. Fin troppo. Le bastano pochi gesti, uno sguardo per capirne anche i desideri più profondi. Una qualità cui non ha mai dato troppo peso, finché non si presenta alla sua porta un agente dell'FBI incaricato di reclutare ragazzi come lei, talenti naturali che andranno a formare una squadra speciale con il compito di risolvere vecchi casi di omicidio. Avendo provato sulla sua pelle il dolore di rimanere senza risposte, Cassie accetta e, in un attimo, la sua vita cambia per sempre. Il programma Naturals, infatti, prevede che lei si trasferisca a vivere con altri ragazzi, ognuno con il proprio talento speciale. Alcuni di loro condividono un genio simile per il profiling, come Dean, enigmatico e sfuggente; altri hanno abilità ancora più sorprendenti, come Michael, rampollo viziato capace di leggere le emozioni altrui e di approfittarne. A poco a poco, Cassie si rende conto però che nessuno lì dentro è chi dice di essere. E, quando un serial killer inizierà a terrorizzare la città, non ci sarà più tempo per i segreti. Uno di loro sta giocando con il fuoco, e Cassie sarà costretta a usare ogni arma a sua disposizione, se non vuole rischiare di bruciarsi.

Recensione 

L'accademia dei casi irrisolti di Jennifer Lynn Barnes è un thriller Young Adult che mescola mistero e soupance. È un romanzo che ti cattura fin dalle prime pagine trascinandoti in un mondo dove il talento diventa sia dono che condanna. 

La protagonista, Cassie, ha imparato a leggere le persone come fossero libri aperti. Quando la madre fingeva di essere una sensitiva era Cassie a osservare la gente per poi riportare alla madre i più intimi dettagli perché più osserva gli altri, più ne traccia il profilo psicologico. Quando viene reclutata in un programma segreto dell’FBI per ragazzi con abilità fuori dal comune, la storia prende subito un ritmo serrato: ogni personaggio è una mente brillante, ma anche un enigma.

Il punto di forza del libro è proprio questo equilibrio tra thriller psicologico e dinamiche tra adolescenti. Non si tratta solo di risolvere un caso: è una partita mentale continua, in cui ogni dettaglio può essere un indizio o una trappola. Il mistero che le indagini sui vecchi casi rivelano non è “chi è stato”, ma “perché lo ha fatto. È una discesa nelle ossessioni, nei traumi e nelle distorsioni della mente criminale a cui si affacciano sguardi di adolescenti tormentati. L’autrice costruisce la tensione con precisione, alternando momenti di introspezione a colpi di scena che arrivano senza preavviso ma senza risultare forzati. I Naturals sono ragazzi segnati dalle proprie capacità e da un passato oscuro. Il profilo psicologico dei personaggi è curato e credibile, e rende l’interazione tra loro uno degli aspetti più coinvolgenti del romanzo. Le relazioni, tra rivalità, attrazione e diffidenza, aggiungono profondità senza appesantire la trama. Ho apprezzato molto il personaggio di Cassie Hobbes. È una ragazza che alterna razionalità e vulnerabilità. La scomparsa della madre non è solo il motore della trama, ma la lente attraverso cui Cassie interpreta il mondo. Il bisogno di capire, di trovare schemi, nasce anche da un desiderio disperato di dare senso a qualcosa che senso non ha. In questo, Cassie è meno “genio infallibile” e più adolescente ferita che cerca controllo in un mondo imprevedibile. Cassie non riesce a smettere di analizzare chi ha intorno, e questo crea una distanza emotiva difficile da colmare. Con personaggi come Michael Townsend e Dean Redding, Cassie si muove tra attrazione, diffidenza e competizione intellettuale. Non si tratta solo di dinamiche romantiche: sono scontri tra menti brillanti, in cui fidarsi degli altri diventa quasi pericoloso quanto affrontare un criminale.

Questo romanzo è perfetto per chi ama i misteri, le serie tv come criminale mind e le storie in cui capire le persone è più pericoloso che inseguire un colpevole. Una lettura che intriga, inquieta e lascia con la voglia disperata di scoprire subito il seguito.

lunedì 23 marzo 2026

Recensione di E poi non rimase nessuno di Agatha Christie

 


E poi non rimase nessuno

di Agatha Christie

Traduttore:Lorenzo Flabbi, Beata Della Frattina

Editore:Mondadori

Collana:Oscar moderni

In commercio dal:4 febbraio 2025

Pagine:288 p., Rilegato

Trama 

Nove piccoli soldati si alzan tardi e van di sotto. Uno non si sveglia più, non ne restano che otto. Otto piccoli soldati van nel Devon per due orette. Uno dice «Resto qui!» e abbandona gli altri sette. Sette piccoli soldati spaccan legna e non saprei. Come uno si è affettato, però son rimasti in sei. Quei sei piccoli soldati fanno a gara a chi delinque. Uno un'ape se lo punge, son rimasti gli altri cinque. Cinque piccoli soldati che denunciano un misfatto. Uno resta in tribunale e da allora sono quattro. Quattro piccoli soldati stanno al mare fino a che uno prende un grosso granchio e ne restan solo tre. Van tre piccoli soldati allo zoo, tra un panda e un bue. Uno abbraccia l'orso bianco, l'han scampata gli altri due. Quei due piccoli soldati sotto il sole preso al molo si son tanto bruciacchiati che ne resta ormai uno solo. E quel piccolo soldato, senza gli altri del raduno, a una corda s'è impiccato. E poi non rimase nessuno.

Recensione 

E poi non rimase nessuno (conosciuto anche come Dieci piccoli indiani) di Agatha Christie è uno di quei romanzi che sembrano semplici all’inizio, ma che si rivelano costruzioni perfette man mano che si procede nella lettura. Pubblicato a puntate sul Daily Express tra il giugno e il luglio del 1939 e comparso per la prima volta in Italia nel 1946.

La storia parte da un presupposto essenziale: dieci sconosciuti vengono invitati su un’isola isolata, Nigger Island, senza possibilità di contatto con l’esterno. Ognuno di loro porta con sé un passato ambiguo, un’ombra, qualcosa che non è mai stato davvero punito. Da qui, il romanzo si trasforma rapidamente in un meccanismo a orologeria: una filastrocca infantile diventa la chiave degli eventi, e ogni morte segue uno schema preciso, quasi inquietante nella sua freddezza.

Quello che colpisce davvero non è solo l’idea del mistero, ma la tensione psicologica che cresce pagina dopo pagina. Non ci sono investigatori geniali o figure rassicuranti: i personaggi sono soli, chiusi in uno spazio ristretto e costretti a guardarsi con sospetto. Christie riesce a far emergere il lato più fragile e oscuro di ciascuno, mostrando come la paura possa trasformare le persone e spingerle verso il panico, la paranoia, persino l’autodistruzione.

Lo stile è diretto, senza fronzoli, ma estremamente efficace. Non ci sono lunghe descrizioni inutili: ogni dettaglio serve a costruire l’atmosfera o a depistare il lettore. E proprio qui sta la forza del romanzo: il lettore crede di aver capito, di aver trovato una soluzione, ma viene continuamente smentito.

Il finale è forse uno degli elementi più memorabili. Non è solo sorprendente: è anche disturbante, perché costringe a riconsiderare tutto ciò che si è letto. La soluzione non arriva come un semplice colpo di scena, ma come la chiusura logica, e spietata, di un gioco perfettamente orchestrato.

In definitiva, E poi non rimase nessuno non è soltanto un giallo, ma una riflessione sulla colpa e sulla giustizia. È un libro che intrattiene, certo, ma lascia anche una sensazione sottile di inquietudine, come se il vero enigma non fosse solo “chi è stato”, ma fino a che punto si possa davvero sfuggire alle proprie responsabilità.

giovedì 19 marzo 2026

Recensione di HEATED RIVALRY di Rachel Reid

 


HEATED RIVALRY 

di Rachel Reid

Genere: Sport Romance MM

Pagine: 320

Data di uscita: 17 marzo 2026

Prezzo cartaceo: € 17.90

Prezzo ebook: € 5.99

Traduzione: Sara Bilotti

Trama

Per gli appassionati di hockey, nessuna rivalità può eguagliare quella tra Ilya Rozanov, capitano dei Boston Bears, e Shane Hollander, leader dei Montreal Voyageurs: talento e arroganza da una parte, disciplina e controllo dall’altra. Sul ghiaccio si affrontano senza esclusione di colpi, nemici dichiarati sotto gli occhi infuocati dei tifosi.

Ma lontano dagli spalti e dai riflettori, questa contrapposizione prende una piega pericolosamente diversa. Da anni, infatti, gli incontri segreti che li vedono coinvolti sono attraversati da un’intensità che non ha nulla a che vedere con l’odio… e che li spinge verso un confine impossibile da ignorare.

Quando i sentimenti si fanno più profondi e la doppia vita che hanno costruito comincia a stare stretta, il segreto di Ilya e Shane inizia a vacillare. Reputazione, carriera, futuro: tutto è in bilico, e il prezzo da pagare per ciò che li unisce potrebbe essere molto più alto di quanto entrambi siano pronti ad accettare.

Recensione 

Per parlare di Heated Rivalry non posso limitarmi a fare una semplice recensione perché questo è "il libro" con la L maiuscola. Quello che ti rimane nella testa anche dopo anni che l'hai letto. Quello di cui ami così tanto i protagonisti che vorresti leggere altri dieci libri che li riguardano. Quello da cui è stata tratta una serie tv che non ti stanchi mai di riguardare. Quello che ti fa ridere mentre stai leggendo che tu sia in macchina, in una sala d'attesa, o a casa da sola. Quello che ti fa arrossire per le scene piccanti ma anche piangere per quelle commoventi. Heated Rivalry è un libro che ha tutto quello che poi desiderare da uno sport romance. E non conta niente che sia un libro queer perché a catturare così tante persone è proprio la chimica tra i personaggi e la rivalità sulla pista da hockey. 

Non credo sia necessario fare un riepilogo della trama perché chi vuole leggere questo libro è sicuramente qualcuno che conosce alla perfezione già tutto dalla serie tv o perché ne ha sentito talmente tanto parlare e ha visto talmente tanti edit sui due protagonisti da esserne ossessionato come me. 

Ma se invece non conoscete ancora Ilya Rozanov, capitano dei Boston Bears, e Shane Hollander, leader dei Montreal Voyageurs, allora sono felicissima di parlarvene.

Heated Rivalry è uno dei romance sportivi M/M più amati degli ultimi anni, ambientato nel mondo dell’hockey professionistico. Ecco alcuni motivi per leggerlo immediatamente:

1. Chimica irresistibile tra i protagonisti🔥

Ilya e Shane sono due calamite che non riescono a smettere di cercarsi anche a nazioni di distanza. Ogni dialogo è carico di tensione, ironia e giocosità. Il loro rapporto evolve in modo credibile, passando da attrazione fisica a qualcosa di molto più profondo. Passano gli anni e le loro interazioni diventano più profonde e si percepisce la loro vulnerabilità.

2. Rivali sul ghiaccio, complici fuori🤫

Il trope “nemici/rivali → amanti” è sfruttato benissimo. Il fatto che giochino in squadre avversarie rende tutto più intenso: ogni partita diventa anche uno scontro emotivo. Ogni momento fuori un incontro rubato di cui entrambi hanno paura. Vorrebbero chiudere. Rischiano la carriera ma non riescono a smettere. Come una droga il loro rapporto diventa indispensabile.

3. Rappresentazione emotiva autentica💕

Non è solo una storia piccante di amanti clandestini. Affronta temi come la paura del coming out nello sport professionistico, la pressione mediatica e la difficoltà di vivere una relazione segreta.

4. Dialoghi brillanti 🤣

L’umorismo, soprattutto grazie a Ilya, alleggerisce i momenti più intensi. Le battute non sono mai forzate e rendono i personaggi vivi. Ogni volta che ci ripenso rido. Le conoscevo già dalla serie TV ma mi divertono comunque anche sulla carta. È impossibile resistere.

5. Struttura narrativa particolare

La storia si sviluppa nell’arco di diversi anni con salti temporali: questo permette di vedere davvero la crescita dei personaggi, invece di una relazione “veloce”. Arrivati al finale si ha la sensazione di bramare la dichiarazione d'amore come ossigeno.

Heated Rivalry ti sorprende perché sembra una storia leggera e diventa lentamente qualcosa di emotivamente potente. 

La cosa che ho amato maggiormente è che i protagonisti mostrano al mondo quello che vuole vedere e non quello che vivono in privato. Sul ghiaccio sono avversari, quasi simboli di due squadre rivali; fuori, invece, costruiscono uno spazio fragile e segreto dove possono essere se stessi. Questa tensione costante è quello che tiene incollati alle pagine.

Ilya, in particolare, dietro l’atteggiamento spavaldo e provocatorio nasconde una vulnerabilità che viene rivelata con gradualità. Shane, più controllato e riservato, funziona perfettamente come contrappunto.

Le scene romantiche e intime sono numerose ma mostrano come cresce il rapporto negli anni. 

È un libro memorabile perché non racconta una storia perfetta, ma racconta una storia difficile nel modo giusto. Non ti dà una favola, ti dà qualcosa di reale che appare meraviglioso. Non so se avete capito quanto amo questo libro ma vi dico solo una cosa: "Vi prego leggetelo!".

lunedì 16 marzo 2026

Recensione di La levatrice di Bibbiana Cau

 


La levatrice

di Bibbiana Cau

Editore:Nord

Collana:Narrativa Nord

In commercio dal:27 maggio 2025

Pagine:384 p., Brossura

Trama

Custode di un sapere antico, una donna lotta per far nascere il futuro. Non è una di loro, Mallena. Un giorno di sedici anni prima è arrivata a Norolani insieme con Jubanne, cui è bastato un attimo per innamorarsi e che l'ha sposata per proteggerla da un destino che gravava su di lei come una condanna. Eppure, per gli abitanti di quel paese dove il maestrale porta il respiro del mare, ormai è diventata un punto di riferimento. Perché Mallena è unallevadora che, mettendo in pratica il sapere antico tramandatole dalla madre, assiste tutte le partorienti, anche quelle delle famiglie più umili, senza mai pretendere nulla in cambio. Ma tutto precipita nel settembre 1917, quando Jubanne torna dal fronte ferito nel corpo e nell'anima. Per pagargli le cure necessarie, Mallena chiede a gran voce al consiglio comunale di essere remunerata per il suo lavoro e, ancora una volta, quel sussidio le viene negato. Come se non bastasse, in conformità a un decreto regio, viene assunta un'ostetrica diplomata, destinata a sostituirla. Arriva dal continente, Angelica Ferrari: nonostante la giovane età, per essere lì ha combattuto a lungo, sfidando le convenzioni sociali e la disapprovazione del padre, che voleva relegarla tra le mura domestiche, sposata con un buon partito. E adesso deve lottare contro la diffidenza delle donne del paese, che la vedono come un'estranea e rifiutano le sue cure. Dovrebbero essere rivali, Mallena e Angelica, invece sono le due facce della stessa medaglia, entrambe spinte dal desiderio di libertà e indipendenza, entrambe tradite dalle persone che avrebbero dovuto proteggerle e vittime della quotidiana ingiustizia che il mondo sa riservare soprattutto alle donne. Tuttavia, quando la situazione si farà insostenibile e i fantasmi del passato torneranno a bussare alla porta di Mallena, sarà proprio l'intera comunità di Norolani a pretendere che, per una volta, si faccia davvero giustizia. Una grande storia al femminile che, attraverso la lingua, i profumi, la poesia e la ruvidezza della vita quotidiana nella Sardegna d'inizio Novecento, narra di gente umile e schiva, ma unita da un profondo senso di comunità. E di una protagonista che, grazie a una saggezza ancestrale e alla solidarietà delle altre donne, matura in sé una nuova e luminosa consapevolezza.  

Recensione 

La levatrice racconta la vita in un piccolo paese della Sardegna in un periodo in cui le tradizioni influenzano profondamente la comunità. Al centro della storia c’è la figura della levatrice, Mallena, una donna che accompagna le nascite e che, proprio per il suo ruolo, entra nelle vicende più intime delle famiglie del paese.

Mallena mette in pratica ogni giorno quello che le ha insegnato sua madre. È fuggita dal suo paese d'origine per allontanarsi da un passato tormentato, insieme con Jubanne, cui è bastato un attimo per innamorarsi e che l'ha sposata portandola a Norolani con lui. 

Attraverso questo personaggio, l’autrice mostra non solo il momento della nascita, ma anche le difficoltà, le paure e le speranze delle donne. La levatrice diventa una figura fondamentale, rispettata dalla comunità e benvoluta. Mallena ha una conoscenza antica, tramandata più con l’esperienza che con la scienza. È analfabeta ma determinata, convive con paure e disagi, Mallena ha dovuto crescere da sola i suoi figli quando Jubanne è stato chiamato ad arruolarsi. 

Ora che è tornato con una gamba amputata, lo stress post traumatico e i suoi incubi hanno cambiato il suo carattere. Le visite e le cure mediche sono molto care e la famiglia di Mallena subisce forti tensioni che si percepiscono per tutto il romanzo.

Lo stile di scrittura è semplice e l’autrice riesce a descrivere con efficacia l’ambiente rurale, le relazioni tra le persone e il peso delle tradizioni. Il romanzo mette in luce soprattutto la condizione femminile, mostrando quanto fosse complessa la vita delle donne in quel contesto.

L’autrice costruisce un ambiente denso e quasi sospeso nel tempo: i paesaggi, le case, i gesti quotidiani e le relazioni tra gli abitanti restituiscono l’immagine di un mondo chiuso, dove ogni evento privato diventa anche collettivo. La levatrice non è solo una professione, ma una posizione delicata nella società: chi fa nascere i bambini entra inevitabilmente nelle storie più intime delle famiglie. Un aspetto molto forte del libro è la solidarietà femminile. Le donne, pur vivendo sotto regole rigide e aspettative sociali pesanti, trovano modi per sostenersi a vicenda. Le esperienze della gravidanza, del parto e della cura diventano spazi in cui si costruisce una rete di comprensione e complicità che appoggia Mallena dopo l'arrivo di Angelica, un'ostetrica diplomata, e durante tutto il romanzo. 

Nel complesso, La levatrice è una storia che fa emergere la forza e la fragilità dei personaggi, offrendo anche uno sguardo realistico sulla vita in una comunità chiusa e legata alle proprie usanze.

Unisce racconto storico, osservazione sociale e introspezione. Non è una lettura frenetica, ma lenta e immersiva, capace di far entrare il lettore in un mondo lontano nel tempo ma ricco di umanità.


Recensione di Come uccidere un ragazzo in 10 appuntamenti di Shailee Thompson

  Come uccidere un ragazzo in 10 appuntamenti di Shailee Thompson Traduttore: Rosa Maria Prencipe Editore: Mondadori In commercio dal: 17 ma...