lunedì 9 febbraio 2026

Recensione di Voices. Voci di Ursula K. Le Guin

 


Voices. Voci

di Ursula K. Le Guin

Traduttore:Stefano Andrea Cresti

Editore:Mondadori

In commercio dal:27 gennaio 2026

Pagine:416 p., ill. , Rilegato

Età di lettura:Da 12 anni

Trama 

Quando il popolo degli Ald, incolto e amante della guerra, conquistò la splendida città di Ansul, tutte le biblioteche e i tesori della conoscenza delle epoche passate vennero profanati e distrutti. L'atto della lettura e quello della scrittura furono vietati, resi punibili con la morte: gli Ald credono infatti che nelle parole si nascondano demoni terribili. Il Mastrodivia, l'ultimo custode della memoria collettiva, fu imprigionato e torturato per anni... Ma non è stato annientato: la sua vita ha ancora uno scopo. Per la diciassettenne Memer, figlia delle violenze di quell'invasione, Ansul è casa, rifugio sicuro, e il Mastrodivia molto più di una guida fidata. E un giorno, quando il più famoso narratore di tutti i tempi, Orrec di Caspromant, e sua moglie, Gry di Roddmant, giungono in città, accompagnati dalla loro fiera leonessa Shetar, le cose finalmente iniziano a cambiare. Questa è la loro storia, la storia di un popolo conquistato che brama la libertà. Dalla magica penna di Ursula K. Le Guin, una storia di crescita e di resistenza. Un inno alla parola e al suo potere, di una devastante e lucida attualità

Recensione 

Memer è la protagonista di Voices e unica voce narrante. Quando il popolo degli Ald attaccò Ansul, la madre di Memer fu violentata dai soldati e dovette nascondersi in una stanza segreta che solo la magia riusciva ad aprire, finché tutte le biblioteche e i tesori della conoscenza delle epoche passate vennero profanati e distrutti. 

Il Mastrodivia, l'ultimo custode della memoria collettiva, fu imprigionato e torturato per anni. Gli ruppero le ginocchia con delle sbarre di ferro, gli dislocarono le braccia e massacrarono la sua famiglia fino a ridurlo in povertà. Quando anche la madre di Memer muore è Ista a diventare la sua madrina. 

Vivono tutti nella Galvamand, la casa più grande della città, in cui nessuno degli Ald voleva vivere perché la ritenevano infestata da demoni e spiriti maligni. Tutti gli edifici esterni in legno erano bruciati ma la madre di Memer era riuscita a rimetterla in ordine. 

Memer, quando voleva stare sola e tranquilla, andava nella stanza segreta, era il suo rifugio. Non sapeva che anche il Mastrodivia poteva entrarci. Quando un giorno lo trova in quella stanza lui decide di insegnarle a leggere anche se gli Ald hanno vietato l'atto della lettura e quello della scrittura rendendoli punibili con la morte. Il Mastrodivia diventa la sua guida. 

Memer vorrebbe vendicarsi degli Ald per come hanno invaso e distrutto la sua terra ma aspetta con pazienza il momento adatto. 

Le donne non possono uscire di casa senza un uomo per paura di essere aggredite e picchiate. Solo i ragazzi e gli uomini possono andare a cercare cibo per la sopravvivenza. Per questo Memer essendo piccola e gracile finge di essere un ragazzo per andare al mercato cittadino. 

In questo secondo volume della trilogia Annals of the Western Shore (Cronache della Costa Occidentale), Ursula K. Le Guin si concentra sull'importanza dell'alfabetizzazione per ottenere libertà e giustizia. 

"Siamo stati feriti, indeboliti, ridotti in schiavitù. Ma saremo veramente distrutti soltanto se distruggeranno il nostro sapere."

Sebbene il primo libro, Gifts, sia un autoconclusivo consiglio comunque di leggerlo prima di affrontare questo secondo volume perché ritroveremo i protagonisti di Gift ora adulti. Mentre nel primo libro c'era molta magia in questo libro l'autrice si concentra maggiormente sui temi dell'oppressione e sulle difficoltà che affronta un popolo occupato per sopravvivere e ritrovare la libertà. Nonostante questo sia uno Young Adult consigliato ad un pubblico 12+ affronta temi insidiosi come la guerra, la tortura e lo stupro. Devo ammettere che mi era piaciuto di più il primo libro soprattutto per le parti fantasy ma ho apprezzato anche questo romanzo perché mi ha fatto riflettere molto. Non aspettatevi scontri o azione a non finire, in questo libro ci sono molti dialoghi e la trama si svolge lentamente. Anche l'aspetto magico non è chiarissimo. Soprattutto il finale mi è sembrato piuttosto piatto. Nessun colpo di scena degno di nota. 

Se vi piace la scrittura di Ursula K. Le Guin sicuramente troverete interessante anche questo libro perché il suo stile è inconfondibile. Io aspetto con piacere il terzo e ultimo libro della trilogia. 

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