Fervore
di Toby Lloyd
Traduttore:Silvia Albesano
Editore:Neri Pozza
Collana:Bloom
In commercio dal:2 luglio 2024
Pagine:336 p., Brossura
Trama
I Rosenthal non sono una famiglia come le altre. Eric e Hannah sono ebrei osservanti e vivono con i tre figli – Gideon, Elsie e Tovyah – e nonno Yosef, sopravvissuto alla Shoah, in una villa nella zona nord di Londra. Avvocato mite e dai modi cortesi lui, giornalista oltremodo ambiziosa lei, entrambi credono profondamente nella verità, parola per parola, dell’Antico Testamento, dunque in una vita dove Dio (e il demonio) sono presenti in ogni istante. Vita densa di fede e di precetti in cui i tre ragazzi, ciascuno per sé, crescono faticosamente in cerca di uno spazio proprio. Poi arriva il giorno in cui Hannah – a dispetto di tutti, incluso il diretto interessato – annuncia di voler scrivere un libro sulla storia del suocero, cui non resta molto da vivere, e la situazione in casa precipita. Dal passato in Polonia, un segreto terribile allunga la sua ombra nera sui Rosenthal, e la quattordicenne Elsie, fino a un istante prima figlia perfetta e nipote prediletta, comincia a sgretolarsi sotto lo sguardo attonito della famiglia. Quando poi, sopraffatto dai ricordi traumatici, il vecchio Yosef muore, Elsie scompare, per poi ricomparire, quattro giorni dopo, misteriosamente diversa. Niente è più come prima: la ragazza sembra posseduta da una forza tenebrosa e la sua sofferenza diventa un buco nero che inghiotte il resto dei Rosenthal. Elsie si è persa nel labirinto del misticismo ebraico evocando oscure presenze, secondo Hannah; Elsie è vittima della loro famiglia altamente disfunzionale con l’aggravante della religione, secondo Tovyah, che si è rifugiato a studiare a Oxford, lontano da tutto questo, dalla madre e dall’eco mediatica del suo libro. Di quel libro che mette a nudo la vita di suo nonno, la loro vita. Forse non è troppo tardi per salvare Elsie dal fuoco della dannazione. O forse sì.
Recensione
In questo romanzo corale e familiare conosciamo la famiglia Rosenthal. Non sono una famiglia molto tradizionale, sono ebrei e vivono a Londra. Conosceremo i vari punti di vista di tre generazioni attraverso diversi anni. Questo romanzo è molto complesso, si parla di politica e di religione. I coniugi Rosenthal sono ebrei osservanti e vorrebbero lo stesso dai figli che invece si trovano spesso in disaccordo su quasi tutto. Eric è un avvocato abbastanza mite e riflessivo anche se cerca costantemente di imporre la propria volontà senza cercare di comprendere il carattere e le ambizioni dei propri figli. Hannah invece è concentrata solo sul proprio successo professionale, per questo scrive un libro sul suocero, sopravvissuto alla Shoah, senza tenere in nessuna considerazione le ripercussioni che questo avrà sui suoi figli. Sono entrambi fin troppo egoisti a mio parere. Elsie a forza di sentire le storie del nonno, raccontate alla madre, sembra impazzire. Scompare per giorni e quando viene riportata a casa è completamente diversa dalla ragazza mite e studiosa che la famiglia aspettava. Tovyah sente che i suoi studi a Oxford sono l'unico modo per sfuggire alla morsa della sua famiglia disfunzionale e problematica. Lì incontra Kate, sua vicina di stanza e attraverso il suo punto di vista vedremo la famiglia da un altra prospettiva. Ogni membro di questa famiglia è unico e tormentato.
Nella scrittura di Toby Lloyd non c'è giudizio e lascia a noi il compito di riflettere sulla famiglia, la religione, il razzismo, il percorso accademico e la propria spiritualità. È stata una lettura davvero scorrevole e lo consiglio assolutamente a tutti. Un debutto davvero incredibile.

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