lunedì 16 febbraio 2026

Recensione di The Jasad Crown. La regina è pronta a regnare. The Jasad Heir. Vol. 2 di Sara Hashem


The Jasad Crown. La regina è pronta a regnare. The Jasad Heir. Vol. 2

di Sara Hashem

Traduttore:Tessa Bernardi

Editore:Il Castoro

Collana:Il Castoro Off

In commercio dal:3 febbraio 2026

Pagine:732 p., ill. , Rilegato

Trama 

Sylvia è stata catturata dagli Urabi, convinti di poter riconquistare il loro antico potere grazie all’Erede del Jasad. Dopo anni passati a negare la sua eredità e aver stretto un’alleanza proibita con il più grande nemico del Jasad, ora deve conquistare la fiducia del gruppo mentre lotta per mantenere il controllo tanto della propria magia quanto della propria mente. Nel regno rivale, Arin è combattuto fra i sacri editti che ha giurato di difendere e il desiderio di suo padre di reprimere la ribellione in corso. L’Erede del Nizal è determinato a trovare Sylvia prima dell’esercito, ma la ricerca lo porterà a scoprire verità oscure sulla sua famiglia e a mettere in discussione tutto ciò in cui ha sempre creduto. La guerra è inevitabile, e Sylvia non ha intenzione abbandonare di nuovo il suo popolo. Per la prima volta nella sua vita non vuole solo sopravvivere.

Recensione 

Da quando ho letto il primo libro della Dilogia di The Scorched Throne, ho aspettato con impazienza di sapere come sarebbe andata a finire. Credo che The Jasad Heir sia stato uno dei pochi Fantasy romance che ha una vera e autentica Trope enemies to lovers. L’Erede del Nizal e l’Erede del Jasad combattono una lotta senza esclusione di colpi per il loro popolo. Sylvia è finalmente pronta a rivendicare il suo titolo di regina dopo essere stata catturata dagli Urabi. Non cerca più di sopravvivere a tutti i costi, non cerca più di fuggire da sé stessa e dalle responsabilità verso il Jasad. Sylvia non ha mai voluto guidare un popolo ma ha dei doveri da rispettare e grazie agli Urabi che la spalleggiano e alla magia che ora scorre impetuosa nelle sue vene cercherà di portare a termine il suo destino. Ma ogni volta che usa la magia la pazzia avanza dentro di lei inesorabilmente. L'evoluzione del suo personaggio è incredibile e mi sono commossa più di una volta. La forza con cui và incontro alle difficoltà con coraggio e ironia mi ha conquistato pagina dopo pagina. 

Arin è un personaggio complesso e stupendo. Uno di quei protagonisti che nascono come il cattivo della storia ma che entrando nel vivo del racconto diventano indimenticabili. Le sue manie per l'ordine e la pulizia, la sua precisione e la freddezza che lo contraddistinguono, in questo secondo volume, vengono distrutte dall'amore e dall'ossessione per la Malika Essiya. All'inizio vuole solo ritrovare Sylvia e a ogni sua apparizione, dopo le informazioni che lei gli rivela su suo padre, le sue convinzioni si sgretolano e il dubbio pianta radici profonde dentro di lui. 

"Ma dietro le mura della corte reale Nizahliana la ferocia era un'arte. Come un fornaio poteva dosare gli ingredienti per creare l'impasto perfetto, anche Arin dosava ogni sua mossa. Attendeva il momento opportuno. Raccoglieva informazioni. E quando colpiva lo faceva per uccidere."

Arin è stato creato da suo padre come un'arma ma grazie a Sylvia ora ha aperto gli occhi. Mentre i regni sono sempre più vicini a una guerra solo la Regina del Jasad e l’Erede del Nizal hanno il potere di cambiare ogni cosa. 

Ho amato questo secondo volume, come ho amato il primo, dalla prima all'ultima pagina. Sara Hashem ha la straordinaria capacità di creare personaggi sviluppati benissimo con caratteristiche diverse e lotte interiori molto toccanti. La scrittura è coinvolgente e scorrevole, emozionante e sconvolgente. Ci sono intrighi politici, lotte di potere, magia e creature soprannaturali straordinarie, battaglie con e senza magia, amicizia e lealtà, tradimenti e amori impossibili. 

I pov alternati tra i personaggi mi hanno coinvolto ancora di più perché sono riuscita ad avere un quadro completo sulle politiche dei vari regni.

"Non giocare con me. Questo... Questo è l'ultimo pezzo di cuore che mi è rimasto, lo capisci? Non so come proteggerlo se non lo custodisco dentro di me. Se mi fidassi di te e poi tu lo gettassi nella polvere, sarebbe la fine di entrambi. Ciò che resterebbe di me ucciderebbe ciò che resterebbe di te "

Il world-building di ispirazione egiziana e descritto benissimo e molto vivido. Si percepiscono i colori e le sensazioni, la varietà del cibo, i profumi e le consistenze, gli elementi culturali diversi tra un regno e l'altro, la varietà di strutture tra villaggi, palazzi, foreste, spiaggie e tanto altro. L'alchimia tra i due protagonisti è intensa e romantica, il lento sviluppo della loro relazione molto coinvolgente e la passione contenuta ma comunque si sente in ogni loro interazione.

Il finale è perfetto. Non avrei cambiato nulla. 

Se avete apprezzato The Jasad Heir sono sicura che adorerete questo finale. Vi farà soffrire e vi darà emozioni a non finire. Una Dilogia davvero intensa con un mondo magico innovativo e personaggi fantastici. 


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