Erin. The beast player
di Nahoko Uehashi
Traduttore:Roberta Lo Cascio
Editore:Fazi
Collana:Lainya
In commercio dal:14 gennaio 2025
Pagine:432 p., Brossura
Età di lettura:Young Adult
Trama
Nel villaggio dei custodi del granducato dell’Aruhan, Soyon ha una responsabilità importante: prendersi cura dei temibili serpenti d’acqua dell’esercito del granduca, i tōda. Quando però alcuni esemplari muoiono misteriosamente, la donna viene condannata a morte e, usando una tecnica proibita, riesce a mettere in salvo sua figlia Erin, finita insieme a lei nella palude dei tōda più feroci. Approdata sulla remota costa di un lago nel regno di Ryoza, Erin viene accolta da un vecchio apicoltore che le insegna tutto sulle api e sulle ōjū selvatiche, gigantesche e in apparenza pericolosissime creature alate. Contravvenendo alle regole millenarie e seguendo le sue intuizioni e conoscenze, Erin sarà il primo essere umano a creare, grazie anche alle note di un’arpa, un legame speciale con un cucciolo di ōjū di cui si prende cura. Questo legame le garantisce un ruolo importante ma la coinvolge anche in complotti politici che mettono in pericolo lei, le persone che le sono vicine e le stesse creature alate. Erin dovrà rischiare il tutto per tutto non solo per salvare se stessa, ma anche per impedire che le sue amate Dōjū vengano trasformate in armi di distruzione.
Recensione
Erin ha solo 10 anni quando sua madre viene condannata a morte. Soyon è una delle responsabili delle vasche dei Tõda, serpenti acquatici simili ai draghi, quando alcuni di loro muoiono la colpa ricade su di lei. Erin adora la madre e cerca di salvarla dall'esecuzione, solo per ritrovarsi in mezzo ai Tõda in pericolo di vita. Sua madre riesce a salvarla ma per farlo usa una tecnica proibita dal popolo nomade da cui proviene.
Erin viene salvata da un uomo buono, un apicoltore che la cura, quando la trova in fin di vita, e le insegna tutto quello che sa sulle api.
Ho amato il personaggio di Erin perché è una ragazza davvero intelligente e intuitiva. La madre l'ha educata con amore e Erin dimostra un profondo rispetto per gli animali e un animo gentile. Ha subìto un forte trauma ma non ha cercato vendetta, si è rimboccata le maniche e ha costruito la sua vita intorno alla passione per i Tõda. Ho adorato le creature magiche e l'ambientazione in generale. Ci sono intrighi politici e personaggi ben strutturati. Già il prologo mi aveva commossa per il forte affetto che legava Erin alla madre e mi è dispiaciuto tantissimo la fine tragica toccata a Soyon. Il comportamento dei nonni paterni è stato spregevole. Soyon proviene dal popolo nomade degli Ariyo, mentre il padre di Erin dal villaggio di allevatori dei Tõda. La gente del paese non ha mai visto di buon occhio questa famiglia mista e quando il padre muore l'ostilità peggiora fino al tragico epilogo. Erin rimane sola al mondo e solo la bontà dell'apicoltore le salva la vita. Successivamente, data la sua naturale intelligenza e la voglia di conoscere e studiare le Ōjō selvatiche, si trasferisce alla scuola per diventare veterinari. Li trova amici e comprensione. Quando la preside scopre che Erin ha avuto la possibilità di ammirare e osservare le ōjō selvatiche le affida un compito importantissimo: prendersi cura di Riran, un piccolo di ōjō che non vuole né bere né mangiare e sta per morire.
Ogni scelta compiuta da Erin la porta sempre più vicina a scoprire le origini di sua madre e del suo popolo. Spesso si interroga sul suo rapporto speciale con Riran, la ōjō di cui si prende cura al rifugio. Erin le si affeziona e scopre un modo di comunicare con un'arpa di sua costruzione.
Questo viaggio incredibile mi ha tenuta incollata alle pagine dall'inizio alla fine. Il profondo legame tra Erin e Riran mi ha commosso. Ma ho condiviso ogni scelta fatta da Erin. La sua morale integerrima e il suo coraggio nell'affrontare le sfide della vita. Ho apprezzato tantissimo anche il personaggio di Iaru, una delle guardie reali incaricate di proteggere la Yojie con la vita. È stato fedele al suo incarico ma ha saputo scavare a fondo per scoprire chi era il vero nemico. Tra Iaru e Erin c'è una immediata intesa e fiducia reciproca. Questo ha permesso loro di proteggersi a vicenda.
In questo libro c'è la giusta dose di azione e intrighi politici e l'autrice è riuscita a tenere alto il mistero fino al gran finale.
In conclusione vi consiglio di leggere questo libro perché vi farà riflettere molto sul rapporto complicato tra persone e animali ma anche sul profondo legame che si può creare.

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