mercoledì 14 gennaio 2026

Recensione di Fable e Namesake di Adrienne Young

 



Fable e Namesake

di Adrienne Young 

Traduttore:Maria Concetta Scotto di Santillo

Editore:Mondadori

Collana:Oscar fantastica edges

Pagine:372 p., Rilegato

Recensione 

Questa Dilogia ha delle copertine davvero fantastiche con Edge sui bordi molto belli. In parte è il motivo per cui mi sono interessata a questi libri e li ho acquistati appena sono stati pubblicati. Un'altra cosa che mi incuriosiva tantissimo era l'ambientazione piratesca che devo dire è descritta davvero molto bene con tanti termini nautici, a me del tutto sconosciuti, ma che rendono la lettura molto interessante. Bellissime le descrizioni delle gemme preziose, delle immersioni, una descrizione davvero vivida dei colori del mare e delle bellissime isole caraibiche. 

Il libro si concentra, come unico pov, sulla vita di Fable, una ragazza abbandonata dal padre, dopo il naufragio della sua nave e la conseguente morte della madre, su un'isola senza alcun aiuto. Fable cerca di sopravvivere come può e in quattro anni racimola i soldi per imbarcarsi su una nave e tornare dal padre, un potente trafficante di gemme preziose senza scrupoli. E qui iniziano le mie perplessità. Perché Fable vuole trovare lavoro nelle navi di un padre che l'ha abbandonata? Come può essere sopravvissuta per quattro anni senza niente? 

La prima parte del libro sinceramente mi ha lasciato più perplessità che risposte. Mi sembrava davvero inverosimile la facilità con cui questa ragazza riesce a mettere da parte i soldi necessari senza essere aggredita da nessun abitante dell'isola che vengono descritti dall'autrice come ladri senza scrupoli e molto aggressivi. Tra l'altro Fable in quel periodo non trova nessun amico, e in quattro anni mi sembra abbastanza strano. Poi si imbarca proprio nella nave dell'unico ragazzo che in tutto quel periodo l'ha aiutata. Va bene che andando avanti scopriamo perché questo ragazzo l'ha aiutata, e c'è lo zampino del padre anche lì, però è una cosa che mi ha un po' infastidito. La scena del primo bacio in immersione poi è davvero assurdo. La lettura nel complesso è stata piacevole e la dichiarazione di West, il giovane capitano che salva Fable, davvero romantica e dolce. Purtroppo però il personaggio di Fable non mi ha convinto completamente. È una protagonista decisa, sicura e sfrontata e questo dopo quattro anni a cavarsela da sola è scontato. È bella, l'apneista più talentuosa e per di più una gemmofila (sente il suono e il richiamo delle pietre oltre a capire se sono autentiche), praticamente perfetta in tutto e già qui mi sembra too much. Per non parlare del ragazzo che le piace e che si è innamorato di lei della prima volta in cui la vede sull'isola😳senza un minimo di conoscenza. Amore a prima vista. Insta-love è davvero una Trope che non sopporto.

I personaggi secondari poi non hanno alcuno spessore, nemmeno West o il padre di Fable. Cosa ancora più grave nei dialoghi non c'è un filo di umorismo e nel complesso nessuna scena divertente che possa stemperare il clima teso tra i vari personaggi.

Namesake riprende esattamente da dove Fable si era interrotto. 

Fable finalmente ha una nave, un equipaggio e un uomo che ama. Almeno finché non viene rapita da Zola e si ritrova in pericolo, confinata in una nave e circondata da nemici. E qui Fable diventa un personaggio completamente diverso, vulnerabile e sottomessa, si lascia sovrastare dall'uomo che l'ha rapita e solo quando torna West ricomincia a dettare legge per poi stupirsi quando tutto l'equipaggio la detesta. 

Fable prende decisioni sciocche e alquanto discutibili senza prendere in considerazione il benessere delle persone che le stanno intorno o dell'uomo che ama. Un uomo che ha bruciato navi per trovarla, che l'ha seguita ovunque ma lei inspiegabilmente ha qualche dubbio su di lui. Ha paura che sia troppo simile a suo padre, quella oscurità che a volte la spaventa, ma poi ogni volta che sono insieme cade tra le sue braccia senza remore. Fa accordi e parte in una missione molto pericolosa per ritrovare una gemma rarissima proprio per salvare la vita del padre e (rullo di tamburi) alla fine lui le ha sempre voluto bene. E l'abbandono? E quando non ha mosso un dito mentre era prigioniera? E le bugie? 

Non ho capito bene nemmeno le motivazioni di Isolde, e perché custodiva così tanti segreti, perché non ha mai confidato nulla a Fable sul suo passato con Zola e sul rapporto con la madre da cui è fuggita. Perché è fuggita dalla nonna di Fable? Troppe domande senza risposta.

Non mancano segreti, inganni e tradimenti.  Come nel precedente volume si parla di abbandono, lutto, amore e speranza. È uno Young adult ma verso la fine di Namesake ci sono attimi di  passione tra i due innamorati. È un libro poco impegnativo con una bella ambientazione e una trama purtroppo poco originale. 

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