The Jasad Heir. Dalle ceneri sorgerà una regina
di Sara Hashem
Traduttore:Paolo Bonora
Editore:Il Castoro
Collana:Il Castoro Off
In commercio dal:15 ottobre 2024
Pagine:552 p., ill. , Rilegato
Trama
Sylvia, l’Erede del Jasad è in realtà scampata al massacro della sua famiglia e intende rimanere nascosta, soprattutto dall’esercito di Nizahl, che continua a dare la caccia al suo popolo. Ma un momento di rabbia cambia tutto. Quando Arin, l’Erede del Nizahl, insegue un gruppo di ribelli jasadi nel suo villaggio, Sylvia rivela accidentalmente la sua magia e cattura così l’attenzione. Ora l’Erede del Jasad, che tutti credono morta, è costretta a fare un patto con il suo più grande nemico: aiutarlo a cacciare i ribelli in cambio della vita. È l’inizio di un gioco mortale. Sylvia non può permettere che Arin scopra la sua vera identità, anche se l’odio tra gli Eredi comincia a trasformarsi in qualcosa di diverso. E mentre le maree cambiano intorno a loro, Sylvia dovrà scegliere tra la vita che vuole e quella che ha abbandonato.
Recensione
Questo romanzo fantasy di ispirazione egiziana mi ha completamente conquistato.
Sylvia vive in un piccolo villaggio dopo essere sopravvissuta al massacro del suo popolo e della sua famiglia. Il popolo del Jasad è odiato e perseguitato a causa della sua magia. Dopo 10 anni Sylvia si nasconde ancora dal Re del Nizahl e dal suo erede. Non cerca vendetta per i Jasadi vuole solo sopravvivere nonostante il senso di colpa che spesso la perseguita.
" I nobili sacrifici non esistono. Ci sono solo persone che muoiono, e persone che le mandano a morire"
Non è una sprovveduta, è stata costretta a diventare una guerriera sempre pronta a fuggire e attenta a tutto ciò che la circonda. Non corre il rischio di farsi scoprire per la sua magia perché i nonni le hanno messo delle manette invisibili che sopprimono la sua magia. Le ha fin da bambina e ora non riesce a toglierle. Ma nel villaggio in cui vive si sente finalmente meglio.
Ha stretto amicizia con un ragazzo e una ragazza, orfani come lei, e lavora come apprendista da un farmacista. Quando Arin, l'erede del Nizahl, arriva nel suo villaggio per cercare un campione per competere nel prossimo torneo che celebra i magici fondatori , Sylvia si fa quasi scoprire. Per fortuna ha i braccialetti che nascondono la sua magia ma nonostante questo Arin non smette di tenerla d'occhio. Questo li porterà a una serie di eventi che porteranno scompiglio nella vita di entrambi.
Nonostante questo sia un fantasy epico con intrighi politici devo dire che è stato anche molto divertente. I dialoghi sono frizzanti e ironici e la found family che si è creata mi ha emozionato tantissimo. I personaggi sono sviluppati molto bene e mi sono affezionata tantissimo a tutti.
La Trope degli enemies to lovers è finalmente descritta nel modo giusto. La tensione che cresce pagina dopo pagina tra Sylvia e Arin è piena di odio, rabbia, segreti e una profonda connessione. Sylvia è una protagonista fedele alle persone a cui vuole bene, è dura, egoista e spigolosa, non è facile avvicinarsi a lei ma nasconde un animo profondamente leale e buono. Ha subito ogni sorta di tortura e per questo non le piace essere toccata eppure è molto protettiva nei confronti dei suoi amici. Anche Arin mi è piaciuto tantissimo, è un manipolatore, calcolatore e mi ha ricordato per certi versi il mio amato Aaron Warner di Shatter me. La trama mi ha ricordato anche Hunger games per le prove da superare e la tensione tra i vari campioni e i loro Re. È terrificante il modo in cui riesce a controllare le sue emozioni e nello stesso tempo incredibilmente affascinante. L'autrice ha puntato molto di più sul carattere dei protagonisti e sulla loro ammirazione reciproca piuttosto che sull'aspetto fisico o l'attrazione immediata che spesso nei fantasy romance mi fa storcere il naso. Io preferisco di gran lunga lo Slow Born e la passione che cresce nel tempo diventando dirompente come un uragano. Ho adorato il loro rapporto e il modo in cui la rabbia di Sylvia fa breccia nella corazza impenetrabile di Arin e il modo in cui solo lei riesce a farlo sorridere con le sue battute pungenti. In sostanza ho amato tutto.
The Jasad Heir è un debutto fantastico e che merita di essere letto. Non vedo l'ora di leggere il secondo volume che conclude la Dilogia.

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