domenica 6 marzo 2022

La ragazza che giocava a scacchi ad Auschwitz

 


Buongiorno Meraviglie ❤
Ringrazio Newton Compton Editori per la possibilità di leggere in anteprima questo libro così da parlarvene oggi.



La ragazza che giocava a scacchi ad Auschwitz 

Gabriella Saab

Paola Vitale
Newton Compton Editori
2022
07 marzo 2022
448 p., Rilegato

Trama

Maria fa parte della resistenza clandestina polacca nella Varsavia occupata dai nazisti. Per questo motivo, una volta scoperta, viene arrestata dalla Gestapo e deportata ad Auschwitz come prigioniera politica, mentre la sua famiglia viene giustiziata. Il destino di Maria sembrerebbe segnato, ma quando lo spietato vicecomandante del campo, Karl Fritzsch, viene a sapere del suo straordinario talento negli scacchi, decide di intrattenere i soldati del campo sfidandola a un estenuante e sadico torneo. E la posta in palio è la sua vita. Così, una mossa dopo l'altra, mentre gioca per salvarsi la vita, nonostante la mente sia affollata da pensieri di morte, rabbia e terrore, la ragazza comincia ad architettare un piano per vendicarsi del suo aguzzino. E proprio come in una complessa partita a scacchi, deve fare affidamento su sangue freddo e capacità di prevedere le reazioni dell'avversario, se vorrà riuscire a dare scacco matto all'uomo che ha sterminato la sua famiglia. In mezzo agli orrori di Auschwitz, il torneo di scacchi più spietato dove la posta in palio è la vita.


Recensione 

La storia di Maria Florkowska inizia nella prigione di Pawiak, dopo essere stata arrestata con tutta la sua famiglia. Maria era un membro della resistenza clandestina polacca e viene separata ben presto dai genitori e fratellini per essere interrogata.
Ci viene raccontato in prima persona proprio da Maria con salti temporali tra l'inizio del suo lavoro di messaggera con la resistenza, la partenza dalla prigione di Pawiak verso Auschwitz e il presente quando dopo essere stata liberata gioca l'ultima partita a scacchi con il suo aguzzino.

《Quando i portellone vennero chiusi, avrei voluto buttarmi contro le pareti e scappare, per poter restare a Varsavia, tornare al nostro appartamento in via Baluckiego, nel quartiere Mokotòw, ed essere ancora una valida collaboratrice del movimento clandestino.》

Appena arrivata nel campo di concentramento viene separata dalla sua famiglia, mentre Maria cerca di raccogliere un pezzo degli scacchi creato dal padre, Karl Fritzsch vicecomandante di Auschwitz la nota e decide di farla rimanere al campo mentre la sua famiglia è immediatamente giustiziata. 
Maria si sente colpevole per quello che è successo e si dispera. Per fortuna trova un alleato in Padre Kolbe che cerca di proteggerla e esserle amico. 

《La libertà vera viene dal coraggio, dalla forza e dalla bontà. L'unica che può portarti via tutto questo sei tu stessa.》

Orfana e sola in mezzo a tanti uomini Maria ripensa continuamente alla sua famiglia e non riesce a dormire.
Presto scoprirà perché è stata risparmiata e che per sopravvivere dovrà giocare a scacchi per il divertimento delle ss. 

《 Quando ero arrivata aveva già sistemato la scacchiera, a pochi metri dalla baracca di legno accanto alla cucina, e diverse guardie stavano facendo capannello per assistere. 》

Quando in seguito sospetta che sia stato Fritzsch a uccidere la sua famiglia, giura di vivere abbastanza a lungo per vendicarsi. All'inizio è una delle pochissime ragazze ad Auschwitz ma, mentre la guerra va avanti, viene raggiunta da altre della sua città natale e le ragazze e le donne formano una rete clandestina di sostegno insieme ad alcuni uomini.
Sebbene la Saab si sia presa alcune libertà creative nello scrivere, ci verrà spiegato nella nota dell'autrice, il romanzo è meticolosamente studiato con diversi personaggi storici realmente esistiti, tra cui padre Kolbe e Karl Fitzsch. Saab presta molta attenzione anche al suo ritratto di Auschwitz, raffigurando vividamente la violenza e gli orrori che hanno avuto luogo nel campo, nonché le sofferenze che i prigionieri hanno dovuto subire per sopravvivere. Potente, commovente e irreprensibile, offre ai lettori una visione unica di questo popolare sottogenere della narrativa storica.
Purtroppo non essendo il mio genere preferito, alcune parti mi hanno annoiato, anche per la grande difficoltà di rendere interessanti partite a scacchi continue. L'ho letto soprattutto perché questo romanzo ha echi di La Regina degli scacchi, la serie Netflix che ha rinvigorito gli scacchi. Ma mentre quest'ultimo si occupava di droga, sesso e competizione di scacchi tra i sessi, La ragazza che giocava a scacchi a Auschwitz cammina su un terreno molto più serio.
Ho apprezzato molto la ricerca storica e la fluidità con cui temi così importanti e dolorosi sono stati trattati con la dovuta delicatezza rendendo memorabile questo libro.
Sono sicura che piacerà agli appassionati di romanzi storici.


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