martedì 6 ottobre 2026

Recensione di THE BLOOD TRAITOR – LA TRADITRICE DELLA STIRPE di Lynette Noni


 THE BLOOD TRAITOR – LA TRADITRICE DELLA STIRPE

di Lynette Noni

Recensione 

Lynette Noni, dopo questo finale posso ufficialmente dire che non mi fido più di te. 😂

Dopo il cliffhanger devastante di The Gilded Cage, avevo bisogno di sapere cosa sarebbe successo a Kiva, Jaren, Tipp e a tutti gli altri. E The Blood Traitor riparte proprio da lì, riportandoci immediatamente nel caos.

E che caos.

Kiva è di nuovo a Zalindov, esattamente nel luogo dal quale aveva passato il primo libro a cercare disperatamente di fuggire. Solo che questa volta è una persona completamente diversa. Ha perso molto, ha fatto degli errori enormi e soprattutto deve fare i conti con le conseguenze delle proprie scelte.

E questa volta sopravvivere non basta più.

Kiva deve trovare un modo per rimettere insieme i pezzi, affrontare il senso di colpa e cercare di salvare le persone che ama, mentre il regno è sempre più vicino alla guerra.

La cosa che ho apprezzato maggiormente di questo ultimo capitolo è che la storia finalmente si apre completamente. Si esce dai luoghi che ormai conosciamo e parte una vera e propria missione, con viaggi, magia, pericoli, alleanze improbabili e nuovi territori da esplorare.

E io adoro quando un fantasy a un certo punto prende i protagonisti e dice:

“Bene, adesso tutti in viaggio perché abbiamo una missione impossibile da compiere.” 😂

Ma il cuore del libro rimane Kiva.

E quanto è cresciuta questa ragazza?

Nel primo volume era una sopravvissuta. Nel secondo si è ritrovata coinvolta in un mondo completamente nuovo. Qui invece deve imparare a scegliere per cosa vale davvero la pena combattere.

Non è sempre facile stare dalla sua parte. Anzi, alcune sue decisioni mi hanno fatto esasperare parecchio. Però proprio questo mi è piaciuto: Kiva non è perfetta, sbaglia, si lascia divorare dai sensi di colpa, prende decisioni discutibili e deve imparare a convivere con le conseguenze.

E poi c'è Jaren.

Dopo quello che è successo nel secondo libro, il loro rapporto è un concentrato di dolore, rabbia, incomprensioni e sentimenti ancora impossibili da ignorare.

Io per buona parte della lettura ero praticamente così:

“PARLATEVI.”

“DITEVI QUELLO CHE PENSATE.”

“BASTA FARE I TESTARDI.” 😂

Ma proprio perché il loro rapporto non viene risolto con uno schiocco di dita, ho apprezzato il percorso che devono affrontare.

E poi ci sono loro: Tipp, Caldon, Cresta, Naari, Ashlyn e tutti gli altri.

Questa serie mi ha conquistata anche per la sua found family. Personaggi diversi tra loro, con ferite e segreti differenti, che finiscono per diventare una squadra e soprattutto una vera famiglia.

Cresta in particolare mi ha sorpresa tantissimo. Ha quella combinazione di sarcasmo, forza e schiettezza che in mezzo a tutto il dramma della storia è una boccata d'aria fresca.

E naturalmente Noni non poteva lasciarci tranquilli nemmeno nel capitolo conclusivo.

Ci sono magia, combattimenti, tradimenti, rivelazioni, sacrifici, segreti, rapimenti, viaggi e colpi di scena che continuano a cambiare le carte in tavola.

E quando finalmente sono arrivata alle ultime pagine avevo quella sensazione stranissima che arriva quando finisci una serie a cui ti sei affezionata:

non volevo sapere soltanto come sarebbe finita. Non volevo proprio salutare questi personaggi.

The Blood Traitor per me è stato un finale pieno di emozioni. Non perfetto, perché alcune scelte mi hanno fatto arrabbiare e in certi momenti avrei voluto scuotere Kiva, ma nel complesso mi ha dato quello che cercavo: un'avventura, una crescita dei personaggi, tanta tensione e una conclusione che chiude il cerchio.

E ripensando all'intera trilogia, la cosa che mi colpisce è quanto sia cambiata Kiva.

La ragazzina che all'inizio pensava soltanto a sopravvivere a Zalindov arriva alla fine a comprendere che vivere significa anche scegliere, rischiare, amare e combattere per ciò in cui crede.

E io ho amato accompagnarla in questo viaggio.

🩸 Una trilogia che mi ha fatto soffrire, arrabbiare, sospirare e urlare più di una volta.

Ma soprattutto una di quelle storie che, una volta arrivata all'ultima pagina, ti lascia quella sensazione malinconica del:

“E adesso cosa leggo?” 🥹

The Prison Healer mi ha conquistata.

The Gilded Cage mi ha distrutta.

The Blood Traitor mi ha definitivamente fregata. 🖤

E sì, Lynette Noni…

ti perdono. Ma solo perché ho amato questa trilogia. 😂

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