White lights
di Lauren Kate
Traduttore:Maria Concetta Scotto di Santillo
Editore:Rizzoli
In commercio dal:9 giugno 2026
Pagine:384 p., Rilegato
Trama
Accusata ingiustamente di un crimine che non ha commesso, con il fratello in fin di vita e la polizia alle calcagna, Dez non ha più nulla da perdere. Così, quando l'affascinante e pericoloso Rafe de la Cruz le offre una via d'uscita, anche se Dez sente che non dovrebbe fidarsi, non ha altra scelta che accettare. Acheron - la misteriosa ed elitaria scuola di cinema sperduta nella Death Valley dove lui la trascina - è la promessa di un nuovo inizio, la realizzazione del suo sogno di diventare regista. Acheron, però, non è un'accademia come le altre: è un ambiente eccentrico e libertino, ma anche spietato, intriso di segreti seducenti, permeato da un potere oscuro e da una competizione mortale. Lì, il legame con Rafe si trasforma pian piano in un'ossessione bruciante: mentore, enigma e tentazione, lui è la sua unica possibilità di salvezza... e la sua rovina più certa. Man mano che Dez scava nei segreti dell'istituto, capisce che la sua ammissione non è stata un caso. Intrappolata in un conflitto ancestrale di proporzioni cosmiche, scoprirà che la posta in gioco è molto più alta del suo cuore. Perché ad Acheron, dove il confine tra realtà e finzione è più labile che mai, sopravvivere richiede un prezzo che Dez non è ancora pronta a pagare.
Recensione
Dopo aver letto e apprezzato la serie Fallen di Lauren Kate – anche se ricordo che negli ultimi volumi la trama fosse diventata piuttosto caotica, ero curiosa di scoprire questa nuova saga. Purtroppo, però, White Lights mi ha lasciata piuttosto perplessa.
La protagonista, Dez, è un personaggio determinato e imperfetto, che si ritrova ad affrontare eventi molto più grandi di lei mentre cerca di inseguire il proprio sogno. Il suo incontro con l'enigmatico Rafe dà vita a una relazione costruita su attrazione, dubbi e segreti, un elemento che incuriosisce e che probabilmente verrà approfondito nei prossimi volumi.
Tra gli aspetti che ho apprezzato maggiormente c'è l'ambientazione dell'Accademia Acheron. È un luogo affascinante, inquietante e ricco di misteri, capace di creare un'atmosfera suggestiva che rappresenta uno dei punti di forza del romanzo. Anche lo stile di Lauren Kate si conferma evocativo: alterna momenti romantici a scene di tensione e introduce gradualmente nuovi elementi del mondo narrativo, mantenendo viva la curiosità.
Il problema, almeno per me, è stata la costruzione della trama. Per gran parte del libro ho avuto la sensazione di non capire dove la storia volesse andare. Gli avvenimenti si susseguono rapidamente, ma spesso sembrano scollegati tra loro e privi del contesto necessario per comprenderli davvero. Invece di aumentare il coinvolgimento, ogni nuova rivelazione finiva per lasciarmi ancora più confusa.
Solo nelle ultime pagine alcune situazioni iniziano a trovare una spiegazione, ma non è stato sufficiente. Ho chiuso il libro con tantissime domande ancora senza risposta e con la sensazione che molte informazioni siano state volutamente rimandate ai volumi successivi. Comprendo la scelta di costruire una saga, ma credo che anche il primo libro dovrebbe offrire una trama più chiara e soddisfacente.
Anche i personaggi, al di là di Dez e Rafe, non sono riusciti a coinvolgermi fino in fondo e alcune dinamiche mi sono sembrate poco sviluppate. Leggendo le opinioni di altri lettori, ho scoperto che questa sensazione è piuttosto condivisa: molti hanno trovato la prima metà del romanzo confusa, con una narrazione frammentata e un eccesso di elementi introdotti senza le necessarie spiegazioni. Altri, invece, hanno apprezzato il potenziale della storia e confidano che i seguiti riescano a dare un senso a tutti i misteri lasciati aperti.
Nel complesso, White Lights è un romanzo con ottime idee, un'ambientazione molto riuscita e lo stile coinvolgente che contraddistingue Lauren Kate, ma la trama mi è sembrata troppo dispersiva e poco chiara per permettermi di apprezzarlo davvero. Al momento non posso dire di esserne rimasta conquistata, anche se sono curiosa di capire se i prossimi libri riusciranno a dare le risposte che questo primo volume lascia in sospeso.

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