lunedì 11 maggio 2026

Recensione di Sopravvivi alla notte. Survive the night di Riley Sager

 


Sopravvivi alla notte. Survive the night

di Riley Sager

Traduttore:Antonia Mattiello

Editore:Timecrime

Collana:Narrativa

In commercio dal:22 settembre 2023

Pagine:312 p., Brossura

Trama 

Novembre 1991. I Nirvana risuonano nel mangiacassette, George H.W. Bush è alla Casa Bianca e la studentessa fissata con il cinema Charlie Jordan è in macchina con un uomo che potrebbe essere un serial killer. Josh Baxter, l’uomo al volante, è praticamente uno sconosciuto per Charlie. Si sono incontrati alla bacheca del campus per condividere il lungo viaggio verso l’Ohio. Entrambi hanno buone ragioni per voler andarsene. Per Charlie, è il senso di colpa e il dolore per lo scioccante omicidio della sua migliore amica, che è diventata la terza vittima dell’uomo conosciuto come il Killer del Campus. Per Josh, il motivo è aiutare a curare il padre malato, o almeno così dice. Più tempo passa seduta sul sedile del passeggero, più Charlie si accorge che Josh ha qualcosa di sospetto, dai buchi nella sua storia sul padre al fatto che non vuole che lei curiosi nel bagagliaio. Mentre viaggiano su un’autostrada vuota e tortuosa nel cuore della notte, una Charlie sempre più ansiosa comincia a temere di essere finita in auto con il Killer del Campus. Josh è davvero pericoloso? O il nervosismo e la diffidenza di Charlie sono solo frutto della sua immaginazione alimentata dai film? Una cosa è certa: Charlie non ha né un posto in cui fuggire né un modo per chiamare aiuto. Intrappolata in un terrificante gioco del gatto e del topo, che si svolge su strade nere come la pece e in parcheggi illuminati al neon, Charlie sa che l’unico modo per vincere è sopravvivere alla notte.

Recensione 

Survive the Night è un thriller che parte da un’idea molto forte: una ragazza sconvolta dal recente omicidio della sua migliore amica accetta un passaggio in auto da uno sconosciuto, per poi iniziare a sospettare che possa essere proprio l’assassino. È una premessa semplice ma estremamente efficace, perché trasforma un viaggio notturno in uno spazio chiuso dove paranoia, paura e dubbi crescono pagina dopo pagina.

"Nessuno dice alle donne che non è colpa loro. Chi la colpa è degli uomini orribili che fanno cose orrende e della società marcia che li alleva, di modella, li giustifica. Le persone non vogliono ammettere che ci sono dei mostri in mezzo a loro, e così mosse continuano a vagare liberi e il ciclo vizioso della violenza e della colpa continua."

La protagonista, Charlie, non è la classica ragazza tosta che cerca di scappare da un serial killer. È fragile, traumatizzata, spesso confusa e prende decisioni discutibili. Io personalmente l'ho trovata spesso frustrante, ma il personaggio funziona proprio perché Riley Sager vuole raccontare una mente instabile, consumata dal senso di colpa e dal dolore. Avrei voluto dirle di scappare, di mettersi in salvo. Avrei voluto scuoterla e farle capire quanto il suo comportamento fosse pericoloso. La narrazione all'inizio gioca continuamente sulla domanda: ciò che Charlie percepisce è reale oppure è filtrato dal suo stato mentale?

L’atmosfera è uno dei punti migliori del libro. La notte, l’autostrada, le stazioni di servizio isolate e l’impossibilità, nella mente di Charlie, di scappare creano una tensione quasi cinematografica. Si sente molto l’influenza dei thriller psicologici anni ’70 e ’90, con un ritmo che alterna momenti lenti e sospettosi a improvvise accelerazioni. Ho rivalutato tantissimo Charlie dopo la scena della tavola calda. Finalmente trova lo scopo del suo viaggio anche se tutto cambia inaspettatamente.

"Si è incolpata, si è odiata e si è punita perché questo che viene insegnato alle donne. Dare la colpa a sé stesse. Incolpare le vittime."

Il romanzo però non è perfetto. In alcuni passaggi la suspense si basa su coincidenze poco credibili e certi colpi di scena richiedono una buona dose di sospensione dell’incredulità. Anche il finale può dividere. Io sinceramente l'ho trovato eccessivo rispetto al tono iniziale. Non posso dire altro per non incorrere in spoiler sgraditi.

Nel complesso, è una lettura coinvolgente soprattutto per chi ama i thriller psicologici pieni di tensione e identità ambigue più che le storie realistiche. Ho sentito dire che non è il libro più raffinato di Riley Sager, ma è il primo libro di questo autore che leggo quindi non ho termini di paragone. Riesce comunque nel complesso a tenere viva la curiosità fino all’ultima pagina grazie all’ansia costante e al dubbio iniziale su chi stia dicendo la verità.


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